Ultimi e salvi, con gli uruguaiani si può
È successo con Ranieri in panchina ed Herrera, Francescoli e Fonseca in campo
2 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Cagliari ultimo a tre punti dopo sette giornate. È già successo tre volte, nel 1975-76, nel 1999-2000 e nel 1990-91. Due volte è finita male, una volta bene, con Claudio Ranieri e i tre uruguaiani Herrera, Francescoli e Fonseca.
La curiosità: ventuno anni fa dopo sette gare la squadra rossoblù allenata da Ulivieri era fanalino di coda a due punti dal Venezia. Proprio come oggi. Un’altra volta il Cagliari è stato ultimo alla settima e ottava giornata, nel 1982-83. Poi c’era stata una lunga serie positiva che aveva fatto sognare addirittura la coppa Uefa. Per poi sprofondare in B con la caduta nelle ultime giornate e la mazzata finale ad Ascoli firmata da Carletto Mazzone.
Ma non sempre l’ultimo posto in itinere significa retrocessione: oltre quella con Ranieri, le rimonte più clamorose sono arrivate nel 1964-65 e del 2007-2008. Tirando le somme, quando il Cagliari è ultimo non è detto che sia spacciato. Cosa bisogna fare per salvarsi? Gli anni Sessanta e Novanta dicono che non bisogna mai cambiare allenatore. Nella prima esperienza in A il Cagliari si ritrovó da solo in fondo alla graduatoria a un punto dal Mantova alla quattordicesima giornata. La scelta fu quella di dare fiducia a Silvestri. E Sandokan rispose con i fatti: Cagliari sesto in classifica.
Anche nel 1990-91 le cose non giravano. Il Cagliari era ultimo alla 7ª giornata. La svolta con il pari a Torino con la Juve. Regola della fiducia al mister smentita nel 2007-2008: Cellino parte con Giampaolo, poi Sonetti. Richiama Giampaolo, che rifiuta. E poi Ballardini. Il mister che due anni prima non aveva vinto una gara, i rossoblù si salvano.
Stefano Ambu
La curiosità: ventuno anni fa dopo sette gare la squadra rossoblù allenata da Ulivieri era fanalino di coda a due punti dal Venezia. Proprio come oggi. Un’altra volta il Cagliari è stato ultimo alla settima e ottava giornata, nel 1982-83. Poi c’era stata una lunga serie positiva che aveva fatto sognare addirittura la coppa Uefa. Per poi sprofondare in B con la caduta nelle ultime giornate e la mazzata finale ad Ascoli firmata da Carletto Mazzone.
Ma non sempre l’ultimo posto in itinere significa retrocessione: oltre quella con Ranieri, le rimonte più clamorose sono arrivate nel 1964-65 e del 2007-2008. Tirando le somme, quando il Cagliari è ultimo non è detto che sia spacciato. Cosa bisogna fare per salvarsi? Gli anni Sessanta e Novanta dicono che non bisogna mai cambiare allenatore. Nella prima esperienza in A il Cagliari si ritrovó da solo in fondo alla graduatoria a un punto dal Mantova alla quattordicesima giornata. La scelta fu quella di dare fiducia a Silvestri. E Sandokan rispose con i fatti: Cagliari sesto in classifica.
Anche nel 1990-91 le cose non giravano. Il Cagliari era ultimo alla 7ª giornata. La svolta con il pari a Torino con la Juve. Regola della fiducia al mister smentita nel 2007-2008: Cellino parte con Giampaolo, poi Sonetti. Richiama Giampaolo, che rifiuta. E poi Ballardini. Il mister che due anni prima non aveva vinto una gara, i rossoblù si salvano.
Stefano Ambu
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
