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Ultima euro chiamata per il Banco di Sardegna

Mario Carta
Ultima euro chiamata per il Banco di Sardegna

Al PalaSerradimigni stasera alle 20.30 arriva il Prometey dell'ex Miro Bilan. Due punti o passare il turno sarà impossibile. «Serve una reazione di squadra»

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SASSARI. Oggi, o forse non più. Stasera alle 20.30 (diretta annunciata su RaiSport, la scorsa volta non andò benissimo...) al PalaSerradimigni la Dinamo ospita gli ucraini del Prometey con l'obbligo di fare due punti.È la terza giornata del girone di qualificazione e sia gli avversari, che schierano il fresco ex Miro Bilan e l'ex Brindisi Harrison, che la Dinamo hanno sempre perso. La formula permette un'ipotesi di avanzamento al prossimo turno anche con il terzo posto, attraverso i playoff, ma la Dinamo per riuscirci deve assolutamente sfruttare il fattore campo stasera e nelle prossime due delle tre sfide che mancano, contro Tenerife e Ludwigsburg.

La Dinamo ha bisogno di due punti per la classifica e per il morale, per ritrovarsi dopo il brutto passo fallso casalingo contro Brescia.«Serve una reazione di squadra - spiega Giorgio Gerosa, assistente allenatore di coach Demis Cavina -. Dobbiamo reagire, trovando la voglia e l'energia dopo una brutta partita in campionato, e allo stesso tempo dobbiamo aggrapparci a questa per non complicare il cammino in coppa, consapevoli sia del valore dell'avversario sia del fatto che arrivano nella nostra stessa situazione. Noi dobbiamo essere bravi a trovare una reazione di squadra e nei singoli, ripartendo da quanto di buono fatto a Treviso e alcuni passaggi contro Brescia. Dobbiamo trovare più spinta in attacco, con la voglia di passarci la palla fino a costruire il tiro migliore, dovremo essere bravi a uscirne di squadra più che affidandoci alle giocate dei singoli».

«Il Prometey - prosegue Gerosa -, è l'ultima squadra ad aver staccato il biglietto per la regular season, hanno cambiato qualcosa rispetto all'inizio: hanno inserito un giocatore come Miro Bilan, che noi conosciamo bene, e DJ Kennedy, ala pericolosa uno contro uno. Possono contare su molte bocche di fuoco e hanno un talento diffuso soprattutto nel gruppo americano dove c'è un giocatore come D'Angelo Harrison, e DJ Stephens è il quattro titolare, giocatore interno e ottimo realizzatore da fuori che però può mettere palla a terra. Affrontiamo una squadra che gioca libera in transizione - conclude Gerosa -, difficilmente ricorre ai giochi e quando lo fa è per schemi mirati per alcuni giocatori».

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