La gioia di Freddy Pilloni «Il sogno si è realizzato»
di Sergio Casano
Parla il quindicenne cagliaritano diventato campione del mondo tra gli Under 17 «Il mio anno d’oro prosegue: c’è la gara più importante della stagione in Oman»
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CAGLIARI. Un piccolo grande re. E un’emozione infinita. Ora è lui il campione del mondo di windsurf della classe giovanile Techno 293. Sul lago di Garda altoatesino è salito quest’anno, per la seconda volta, sul più alto gradino del podio: ma questo è quello che conta più di tutti. Sì, è ormai abituato a vincere Federico "Freddy" Alan Pilloni, 15 anni, cagliaritano, al 2° anno del liceo scientifico, che negli ultimi due anni e mezzo è stato per due volte vice campione del mondo: prima nel 2019 con la tavola a vela giovanile al Mondiale di Cadice, in Spagna, poi lo scorso luglio con la iQ Foil a Campione d'Italia, nel lato lombardo del Garda, dove ha regatato in una categoria superiore, l'Under 17. E, come ciliegina sulla torta, con la classe Techno 293, a luglio ha vinto a Tallinn, in Estonia, il titolo europeo. Ora quello più importante, conquistato due giorni fa in Trentino: «Sono molto contento per questo traguardo – dice Freddy Pilloni -, un sogno che si è realizzato. Questo è stato un anno d'oro ma non è finita qui: a dicembre parteciperò in Oman al campionato mondiale Isaf. E' la regata più importante della stagione, una sorta di mini olimpiade giovanile, a cui partecipano solo atleti selezionati, uno per nazione». Freddy sarebbe potuto salire sul podio anche ad agosto, in occasione del Mondiale di Brodum, in Turchia. Ma, quando si stava già preparando con i compagni della squadra del circolo, si è dovuto fermare perché positivo al Covid. «Mi è dispiaciuto non partecipare al mondiale Class Techno anche perché nel mare Egeo ha predominato il vento forte tutti i giorni, condizione ideale per me. Peccato. Sono rimasto 20 giorni fermo a casa col Covid ma ne sono uscito grazie al mio fisico che ha reagito bene alla malattia e, soprattutto, all'aiuto dei miei genitori e del mio allenatore».
Federico Pilloni vive ormai in simbiosi con l'acqua: ha iniziato a impugnare il boma del windsurf a 9 anni, quando ha cominciato a frequentare i corsi di scuola vela al Windsurfing Club Cagliari: «Ricordo che sei anni fa, accompagnato dai miei genitori (papà Maurizio e mamma Samantha, inglese del Kent, ndc) quasi per curiosità, iniziai a imparare con l'istruttore Andrea Melis, mio attuale coach, i primi segreti del windsurf. Una passione che pian piano mi è entrata nel sangue».
Non si accontenta, il giovane talento del Windsurfing Club Cagliari, il circolo che da anni forgia campioni nella tavola giovanile Techno 293, dove ha cominciato a navigare sulle onde Marta Maggetti. E, Freddy Pilloni, visti gli ultimi exploit in campo internazionale, sembra ripercorrere la strada, che pian piano ha portato l'atleta azzurra alle Olimpiadi. «Ce n'è ancora da fare per arrivare al suo livello e alle Olimpiadi, a cui potrei fare un pensierino solo tra qualche anno. Ancora è presto, sono troppo giovane per arrivare a Parigi 2024. Preferisco pensare più a Los Angeles 2028 piuttosto che ai Giochi in programma tra tre anni. Non voglio bruciare le tappe, perché devo ancora lavorare parecchio per raggiungere il top anche a livello fisico. Io mi alleno sempre, anche con la pioggia e agli allenamenti in mare alterno quelli in palestra, perché devo pian piano irrobustirmi per passare definitivamente il prossimo anno alla categoria Youth iQFoil, la tavola propedeutica a quella olimpica».
Federico Pilloni vive ormai in simbiosi con l'acqua: ha iniziato a impugnare il boma del windsurf a 9 anni, quando ha cominciato a frequentare i corsi di scuola vela al Windsurfing Club Cagliari: «Ricordo che sei anni fa, accompagnato dai miei genitori (papà Maurizio e mamma Samantha, inglese del Kent, ndc) quasi per curiosità, iniziai a imparare con l'istruttore Andrea Melis, mio attuale coach, i primi segreti del windsurf. Una passione che pian piano mi è entrata nel sangue».
Non si accontenta, il giovane talento del Windsurfing Club Cagliari, il circolo che da anni forgia campioni nella tavola giovanile Techno 293, dove ha cominciato a navigare sulle onde Marta Maggetti. E, Freddy Pilloni, visti gli ultimi exploit in campo internazionale, sembra ripercorrere la strada, che pian piano ha portato l'atleta azzurra alle Olimpiadi. «Ce n'è ancora da fare per arrivare al suo livello e alle Olimpiadi, a cui potrei fare un pensierino solo tra qualche anno. Ancora è presto, sono troppo giovane per arrivare a Parigi 2024. Preferisco pensare più a Los Angeles 2028 piuttosto che ai Giochi in programma tra tre anni. Non voglio bruciare le tappe, perché devo ancora lavorare parecchio per raggiungere il top anche a livello fisico. Io mi alleno sempre, anche con la pioggia e agli allenamenti in mare alterno quelli in palestra, perché devo pian piano irrobustirmi per passare definitivamente il prossimo anno alla categoria Youth iQFoil, la tavola propedeutica a quella olimpica».
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