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«Coraggio Dinamo, ora ci sono anch’io»

di Andrea Sini
«Coraggio Dinamo, ora ci sono anch’io»

Ousmane Diop è rientrato dopo un lungo stop: «Le pressioni? La pallacanestro è la mia vita, quando gioco sono tranquillo»

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SASSARI. Il fisico e il sorriso, l’energia e la voglia di spaccare il mondo di un 2000 lanciato a tutto gas verso la sua prima stagione da protagonista in serie A. Il tutto comandato da una testa che produce pensieri non banali e gli permette di argomentarli in maniera fluida. «Sì, però non esageriamo», dice Ousmane Diop, maglia della Dinamo numero 25, un quintale di muscoli spalmato in un corpo di due metri e quattro.

La gioia del rientro. Sei mesi di stop per un intervento a una cartilagine del ginocchio destro, un’estate dedicata al recupero e i primi mesi della stagione visti da fuori. Domenica finalmente il lungo senegalese, in Italia ormai da 8 anni («non vedo i miei familiari da allora», sottolinea) ha fatto il suo debutto in casa dell’Olimpia Milano. Un impatto decisamente duro. «Per la prima volta in due anni mi sono sentito piccolo in campo – dice Diop –, è la prima cosa che ho notato arrivando dalla A2. La fisicità è molto elevata e bisogna lavorarci: credo che il livello si sia alzato molto sia in Champions sia in campionato. È stato molto bello ritrovare il campo dopo così tanto tempo e tanti sacrifici. Sono felice di essere tornato a giocare anche se chiaramente dopo cinque mesi di stop non sono ancora al 100%. So che devo continuare a lavorare, non mi tirerò indietro».

Usare la testa. Nelle ultime settimane, con la Dinamo spesso in difficoltà, si è parlato molto del suo rientro. La sua presenza può dare molto alla squadra di Cavina, ma chiaramente ci vorrà un po’ di pazienza. «Da questo punto di vista sono tranquillo – assicura Diop –, cerco di fare le cose che servono per aiutare la squadra e in tutta sincerità non ho mai sentito pressione in vita mia giocando a pallacanestro: è il mio lavoro e lo faccio con tutto me stesso. Adesso che ci attendono alcune partite importanti, non dobbiamo caricarci di pressione ma dobbiamo giocare con la testa leggera: questa settimana ho visto i ragazzi molto concentrati e credo che le ultime tre uscite ci stiano insegnando qualcosa per ritrovare noi stessi. Dobbiamo stare tranquilli, dobbiamo seguire le direttive dello staff e sicuramente andrà meglio. A partire da sabato con Trieste».

La cura Cavina. Nelle ultime due stagioni, in A2 con Torino, Diop ha avuto come allenatore Demis Cavina. «Con lui si lavora tanto e bene – assicura il lungo biancoblù – la cosa importante è continuare a seguirlo. Anche a Torino abbiamo fatto fatica all’inizio ma abbiamo creduto in lui e in ciò che faceva, i risultati e quello che abbiamo fatto sono sotto gli occhi di tutti. È importante continuare a seguirlo e fare le cose che dice. In cosa possiamo migliorare? Vedendo quello che abbiamo fatto all’inizio in Supercoppa – dice Diop, eletto miglior italiano dell’ultima stagione di A2 – è la nostra difesa che deve crescere insieme. Ci siamo un po’ fermati a parte alcune gare; se cresciamo sotto questo aspetto possiamo giocare come vogliamo noi».

Occhio a Trieste. Domani alle 20,30 il Banco di Sardegna ospita l’Allianz. Obbligatorio cambiare passo dopo le ultime sconfitte. «In questo momento la cosa più importante è pensare a noi e restare concentrati su di noi: dobbiamo trovare noi stessi, questa settimana ho visto grande concentrazione e voglia di riscatto. Trieste è una squadra forte con lunghi pericolosi, il valore degli esterni lo conosciamo tutti: hanno esperienza e punti nelle mani, sanno come si vince. Abbiamo bisogno di queste partite – conclude Diop – toste per ritrovarci».



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