Nappi spinge Cagliari e Torres
di Roberto Muretto
Il tecnico dell’Arzachena: «La squadra di Mazzarri si salverà. I sassaresi sono forti ma domenica...»
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SASSARI. «Se sono ad Arzachena devo ringraziare Antonio Cassano». Marco Nappi lo dice subito, raccontando come sono andate le cose la scorsa estate. «Con Antonio ci siamo conosciuti a Genova, giocavamo a padel insieme. Lui è amico del presidente Felugo, ex pallanuotista. Ha saputo che cercavano un profilo di allenatore per l’Arzachena e ha suggerito il mio nome. Ero appena rientrato dall’esperienza in Cina, con la dirigenza ci siamo parlati e intesi subito. Sono contento di essere qui, in una società che ha un bel progetto».
Nappi ha un passato da calciatore importante. Ha indossato, tra le altre, le maglie di Genoa, Fiorentina, Udinese e Atalanta. Nelle partite contro il Cagliari ha spesso dato dei dispiacere ai rossoblù. «In Sardegna non ho mai fatto gol, ma è una squadra che mi portava fortuna. Ricordo una doppietta segnata con l’Udinese in una gara di Coppa Italia finita 4-4. Un’altra doppietta quando giocavo a Firenze e una rete col Genoa, in mezza sforbiciata, nel giorno del centenario del club». Cagliari che ora vive un momento di grande difficoltà. «Il calcio è bellissimo proprio perchè non sai mai cosa capita. I sardi hanno perso delle partite per episodi, a volte si susseguono situazioni negative dalle quali è difficile venire fuori. So benissimo che i nomi contano poco, però l’organico del Cagliari non è certo da ultimo posto. Mazzarri è bravo ed ha esperienza. Riuscirà a mettere le cose a posto».
La classifica è preoccupante. Nappi ha giocato per le posizioni di vertice ma anche per la salvezza. «Quando devi fare risultato per forza - spiega -, la tensione cresce, giochi meno tranquillo e questo ti porta a fare l'errore. Io penso che il Cagliari in alcune gare abbia dato per acquisito il risultato e ha avuto dei cali di attenzione, poi pagati cari. Ho vissuto situazioni analoghe, devi solo pensare a fare il tuo dovere e lottare. Se lo fai i risultati arrivano. L’assillo di fare punti c’è ma farsi prendere dallo scoramento o dalla frenesia è la cosa peggiore da fare». Sulla salvezza della squadra di Mazzarri non ha dubbi: «Ho sentito dire che il Cagliari non è squadra abituata a lottare. Io, invece, credo proprio di sì. Lo scorso campionato è un esempio. Il tempo per uscire da questa scomoda situazione c’è. Serve una vittoria per sbloccarsi. Con l’Atalanta non sarà facile ottenerla, ma se combatti puoi vincere contro chiunque».
Dalla serie A alla serie D. Domenica l’Arzachena sarà l’avversario della Torres. Un derby che può diventare un trampolino di lancio per chi porterà a casa i tre punti. «Sassari è una piazza importante. Lo vedi dalle trasferte, vanno in 200 al seguito della squadra e in casa ci sono sempre più duemila spettatori. Ai miei ragazzi ho detto che sarà una partita bellissima, stimolante, perchè andremo in campo davanti a tante persone. Con la Torres ce la giochiamo, consapevoli che per ottenere un risultato positivo dovremo sbagliare il meno possibile».
Il Giugliano finora è stata una macchina da guerra. Ha sempre vinto e non ha ancora subito gol. «Ho incontrato il Giugliano e non ho avuto l’impressione che sia una squadra che può ammazzare il torneo. Noi avevamo segnato e la rete ci è stata ingiustamente annullata, altrimenti sarebbe andata in modo diverso. La Torres secondo me è più quadrata, con individualità, come Scotto, Diakite, Bianchi, Antonelli, che loro non hanno. I sassaresi possono puntare alla promozione diretta».
Il mister non svela le sue strategie per domenica ma avverte: «Noi non siamo capaci a difendere ad oltranza. Quindi non vedrete un’Arzachena passiva che aspetta e riparte. La Torres sulla carta è più forte , però posso dire che abbiamo armi per metterli in difficoltà. Sappiamo cosa dobbiamo fare sul campo, anche se molte volte le situazioni di gioco che provi durante gli allenamenti non si verificano».
La serie D è un campionato interessante. «Perchè una decina di squadre sono da prima fascia - conclude Marco Nappi -. Non ci sono partite scontate e secondo me i veri valori ancora non sono venuti fuori. Senza dimenticare che a dicembre riapre il mercato e molte cose possono cambiare. Ci sono formazioni che hanno tante risorse sul piano tecnico, altre che puntano di più sulla battaglia. Noi facciamo parte del primo gruppo, così come la Torres».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nappi ha un passato da calciatore importante. Ha indossato, tra le altre, le maglie di Genoa, Fiorentina, Udinese e Atalanta. Nelle partite contro il Cagliari ha spesso dato dei dispiacere ai rossoblù. «In Sardegna non ho mai fatto gol, ma è una squadra che mi portava fortuna. Ricordo una doppietta segnata con l’Udinese in una gara di Coppa Italia finita 4-4. Un’altra doppietta quando giocavo a Firenze e una rete col Genoa, in mezza sforbiciata, nel giorno del centenario del club». Cagliari che ora vive un momento di grande difficoltà. «Il calcio è bellissimo proprio perchè non sai mai cosa capita. I sardi hanno perso delle partite per episodi, a volte si susseguono situazioni negative dalle quali è difficile venire fuori. So benissimo che i nomi contano poco, però l’organico del Cagliari non è certo da ultimo posto. Mazzarri è bravo ed ha esperienza. Riuscirà a mettere le cose a posto».
La classifica è preoccupante. Nappi ha giocato per le posizioni di vertice ma anche per la salvezza. «Quando devi fare risultato per forza - spiega -, la tensione cresce, giochi meno tranquillo e questo ti porta a fare l'errore. Io penso che il Cagliari in alcune gare abbia dato per acquisito il risultato e ha avuto dei cali di attenzione, poi pagati cari. Ho vissuto situazioni analoghe, devi solo pensare a fare il tuo dovere e lottare. Se lo fai i risultati arrivano. L’assillo di fare punti c’è ma farsi prendere dallo scoramento o dalla frenesia è la cosa peggiore da fare». Sulla salvezza della squadra di Mazzarri non ha dubbi: «Ho sentito dire che il Cagliari non è squadra abituata a lottare. Io, invece, credo proprio di sì. Lo scorso campionato è un esempio. Il tempo per uscire da questa scomoda situazione c’è. Serve una vittoria per sbloccarsi. Con l’Atalanta non sarà facile ottenerla, ma se combatti puoi vincere contro chiunque».
Dalla serie A alla serie D. Domenica l’Arzachena sarà l’avversario della Torres. Un derby che può diventare un trampolino di lancio per chi porterà a casa i tre punti. «Sassari è una piazza importante. Lo vedi dalle trasferte, vanno in 200 al seguito della squadra e in casa ci sono sempre più duemila spettatori. Ai miei ragazzi ho detto che sarà una partita bellissima, stimolante, perchè andremo in campo davanti a tante persone. Con la Torres ce la giochiamo, consapevoli che per ottenere un risultato positivo dovremo sbagliare il meno possibile».
Il Giugliano finora è stata una macchina da guerra. Ha sempre vinto e non ha ancora subito gol. «Ho incontrato il Giugliano e non ho avuto l’impressione che sia una squadra che può ammazzare il torneo. Noi avevamo segnato e la rete ci è stata ingiustamente annullata, altrimenti sarebbe andata in modo diverso. La Torres secondo me è più quadrata, con individualità, come Scotto, Diakite, Bianchi, Antonelli, che loro non hanno. I sassaresi possono puntare alla promozione diretta».
Il mister non svela le sue strategie per domenica ma avverte: «Noi non siamo capaci a difendere ad oltranza. Quindi non vedrete un’Arzachena passiva che aspetta e riparte. La Torres sulla carta è più forte , però posso dire che abbiamo armi per metterli in difficoltà. Sappiamo cosa dobbiamo fare sul campo, anche se molte volte le situazioni di gioco che provi durante gli allenamenti non si verificano».
La serie D è un campionato interessante. «Perchè una decina di squadre sono da prima fascia - conclude Marco Nappi -. Non ci sono partite scontate e secondo me i veri valori ancora non sono venuti fuori. Senza dimenticare che a dicembre riapre il mercato e molte cose possono cambiare. Ci sono formazioni che hanno tante risorse sul piano tecnico, altre che puntano di più sulla battaglia. Noi facciamo parte del primo gruppo, così come la Torres».
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