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Il Cagliari sempre più in basso

di Roberto Muretto
Il Cagliari sempre più in basso

Anche l’Atalanta banchetta alla “Unipol”. Decidono Pasalic e Zapata, inutile il gol di Joao

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INVIATO A CAGLIARI. Niente da fare. Il Cagliari incassa la quarta sconfitta di fila, la sesta da quando sulla panchina siede Mazzarri. Troppo forte l'Atalanta per i rossoblù anche ieri in emergenza. Troppi anche gli errori commessi e quando hai di fronte un avversario che ha qualità e forza fisica, la conseguenza è che finisce per soccombere. La squadra sarda solo nella ripresa ha messo sul campo quella determinazione che avrebbe dovuto avere per tutti i novanta minuti ma non è stato sufficiente. E' vero che ha creato diverse occasioni per fare male alla Dea, ma va ricordato che solo alcune super parate di Cragno hanno impedito che la barca affondasse prima. La società ha fiducia nell'allenatore e si va avanti, ma è passata un'altra giornata e la situazione non solo non migliora ma diventa sempre più difficile. Allo stato attuale non si vede come il Cagliari possa tirarsi fuori dai guai.

Emergenza. Ceppitelli non ce la fa. Uomini contati per Mazzarri che decide di cambiare il modulo. Una sola punta, Joao Pedro, alle spalle del brasiliano Nandez. Difesa a tre (che diventa a cinque nella fase di non possesso) con Bellanova a destra davanti a Zappa. Deiola e Marin in mezzo al campo, Strootman si sposta a sinistra. Una posizione nuova per l'olandese che finora non ha dato il contributo che ci si aspettava. Gasperini non rinuncia a Zapata, Malinowskyi e Pasalic galleggiano tra le linee. Gasperini fa un po' di turnover inserendo Koopmeiners e Maehle. Ilicic comincia dalla panchina dove siede anche Pessina, recuperato dall'infortunio.

Pugno allo stomaco. All'Atalanta bastano poco più di 5' per sbloccare la partita. La Dea lo fa con una facilità disarmante contro un Cagliari che gioca alle belle statuine. Pasalic la mette dentro senza che nessuno si curi di lui. Un inizio da incubo per i rossoblù, che mostrano subito i soliti difetti sia nella costruzione che in difesa. I nerazzurri giocano a velocità supersonica, controllano senza nessuna difficoltà i timidi tentativi della squadra di casa che non ha una punta di riferimento e fa una faticaccia ad avvicinarsi all'area avversaria. Mazzarri parla fitto fitto col suo secondo ma non ha molte frecce nel suo arco per cambiare le sorti di una match che sembra già aver preso una precisa direzione. Il palleggio dei Quattro Mori lascia come sempre a desiderare. Quando si apre qualche varco, puntualmente si sbaglia il passaggio. L'Atalanta si diverte, fa quello che vuole e solo le parate di Cragno tengono in piedi una barca che sta affondando.

Episodi. Quando sembra che la Dea possa dilagare, arriva il pari del Cagliari. Godin "pesca" Joao Pedro che beffa Musso in uscita. Una boccata d'ossigeno per i rossoblù che approfittano dell'errore in condominio di Demiral e De Roon. Strootman è sempre in ritardo nelle giocate, non ce la fa fisicamente a stare in campo e sulla sinistra la formazione di Gasperini ha sempre la superiorità numerica. Il gol, comunque, consente al Cagliari di riorganizzarsi. Godin si assume l'onere di marcare Zapata per provare a limitarlo. Ma nemmeno l'uruguaiano ci riesce. Quando Carboni perde un palla banalmente il colombiano colpisce perchè il difensore lo fa girare dentro l'area. E così diventa una sentenza. Tutto da rifare per gli isolani.

Reazione. Il Cagliari si presenta nella ripresa con Grassi al posto di Deiola. Strootman, fino a quel momento nullo, regala una palla gol a Bellanova che la spreca. Un segnale positivo da una squadra che sa di avere una sola arma per contrastare l'Atalanta: giocare col coltello tra i denti. Strootman viene riportato in mezzo al campo insieme al nuovo entrato. Nandez sta largo a sinistra. Il Var corregge l'errore di Piccinini che concede un rigore all'Atalanta e poi torna indietro perchè Carboni non fa fallo su Pasalic ma prende in pieno il pallone. Mazzarri mette dentro Pavoletti, si torna al 4-4-2 scambiando la posizione tra Nandez e Bellanova. I rossoblù ora ci mettono il cuore, lottano. Ma c'è troppa frenesia nelle loro giocate e questo li porta a sbagliare. Finisce con un'altra delusione. La situazione è sempre più complicata e chissà che la sosta non serva per ridare slancio a una squadra che ha l'acqua oltre la gola.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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