La Dinamo resuscita e spazza via il Riesen

I sassaresi battono la capolista, “blindano” Cavina e ritrovano il sorriso

SASSARI. Da accozzaglia di giocatori impauriti a squadra coraggiosa e con le idee chiare, da armata brancaleone in balia degli eventi a gruppo solido e compatto. Tutto in un 48 ore, da piazzale Segni a piazzale Segni, passando per la riviera di Sorso. La risciacquatura a Platamona fa bene alla Dinamo, e ancor più bene fanno le scelte drastiche di coach Cavina: due giorni dopo la pietosa performance mandata in scena contro Trieste, i sassaresi resuscitano e battono 82-75 il Riesen Ludwigsburg, capolista del gruppo A di Champions League ancora imbattuta, seppur rimaneggiata. Una grande primo tempo a livello difensivo e una grande reazione dopo lo 0-13 incassato dopo il riposo rimettono il Banco in corsa per la qualificazione.

Scelte e reazioni. Il play titolare Anthony Clemmons individuato come “mela marcia” e ancorato in panchina con la sparachiodi per tutti i 40 minuti; Mekowulu utilizzato il minimo indispensabile; largo spazio alla “vecchia guardia”, capitan Devecchi compreso. Sono queste le chiavi di una vittoria bella e meritata, che rimette improvvisamente in piedi il progetto Cavina e chiarisce in maniera forse definitiva le idee a squadra, staff e società.

L’impatto che serviva. Cavina interpreta i segnali di sabato in maniera chiara e li traduce in un quintetto in cui non ci sono né Clemmons né Mekowulu, i due grandi accusati. Lo starting five formato da Gentile, Battle, Burnell, Bendzius e Diop parte con tre ottime difese e un paio di attacchi fluidi, l’energia c’è, la fiducia cresce azione dopo azione e in poco più di 5 minuti arriva una fiammata da 14-2. La Dinamo tira giù rimbalzo offensivi che è un piacere (già 5), ma lascia sul ferro quattro tiri liberi consecutivi e vede i tedeschi avvicinarsi sul 14-8. L’intensità e la convinzione però non calano neanche con l’inizio delle rotazioni e così alla prima sirena il divario resta ampio, 18-8. La Dinamo difende, gioca bene ma gli scarichi sull’arco non trovano mani calde (2/11 da 3 al 12’), Ludwigsburg invece piazza due triple di fila con Hulls e Bahere e risale a -4, 20-16. Si vede capitan Devecchi mentre Mekowulu, sinora timido, entra in partita con 4 punti di fila, poi Gentile fa esplodere la bomba e Sassari torna a +10, 27-17. La Dinamo non arretra di un passo a livello difensivo, dall’altra parte però arriva qualche errore di troppo e così il gap non si allunga come potrebbe: il Riesen ricuce sino al 33-27 poi sulla sirena il Banco viene parzialmente risarcito con la tripla del 36-27 di Burnell.

Il contraccolpo. Dopo il riposo i tedeschi ripartono con un altro piglio, attaccano il ferro e in un attimo sono lì, 36-33. Cavina non aspetta oltre e chiede timeout, ma le cose si complicano perché Diop commette due falli in attacco ed è giù a quota 4. La situazione precipita in maniera improvvisa: l’attacco si inceppa e dall’altra parte Ludwigsburg trova canestri facilissimi. Simon mette la freccia, Hulls infila la tripla del 36-40. Si rivede Bendzius, ed è una presenza fondamentale: il lituano prima chiude il break di 13-0 degli ospiti, poi impatta a quota 42, infine piazza una terza tripla sulla sirena dei 24” riportando avanti il Banco, 48-47. Ora è tutta un’altra partita e arriva anche il momento di Treier, che insieme a Battle permette alla Dinamo di chiudere il periodo sul 59-51.

Il capolavoro finale. Il quintetto senza centro funziona alla grande: arrivano un’altra tripla di Bendzius e un canestro di forza di Treier. A meno di 9’ dalla fine il Banco è a +13, 64-51. Il Riesen marca durissimo Logan, Cavina lo tira fuori per un paio di minuti ma intanto un Simon immarcabile realizza il 69-62 a 4’58” da fine gara. Treier fa 0/2 dalla lunetta, Burnell commette uno sfondamento e per fortuna c’è di nuovo Logan a limitare i danni. Treier è un totem, ma Hull e Darden fanno male, e a 1’14” il tabellone dice 76-73. Niente paura: Logan piazza una boma da un quintale e sul 79-75 arriva anche la super rubata di Gentile: Battle firma la bomba della staffa e alla fine, sull’82-75, il palazzetto può esultare. Finalmente.



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