la “2x100” sarda
«I Quattro Mori dopo quell’oro? Ho temuto la squalifica»
dall’inviato
CAGLIARI. Lorenzo Patta “portaborracce” ma “gelido” prima della finale olimpica e l’assessore Biancareddu calciatore in erba sui campi durissimi di Tempio. Sono solo alcuni dei siparietti andati in...
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CAGLIARI. Lorenzo Patta “portaborracce” ma “gelido” prima della finale olimpica e l’assessore Biancareddu calciatore in erba sui campi durissimi di Tempio. Sono solo alcuni dei siparietti andati in scena durante le due ore della cerimonia del T-Hotel.
Andrea Biancareddu l’ha presa larga ed è tornato ai tempi in cui giocava in un campo che a centrocampo aveva una pericolosissima lastra di granito. Giovanni Malagò ha colto la palla al balzo per canzonarlo raccontando come Salvino Tortu, tempiese come Biancareddu, gli avesse invece riferito che a calcio era piuttosto scarso, e così anche a tennis.«Ma l’importanza di creare strutture e recuperare le palestre scolastiche resta una priorità», ha sottolineato l’assessore, serio. Ancora Malagò protagonista nel raccontare i retroscena della vittoria della staffetta a Tokyo. «Quello che faceva più impressione era vedere le dimensioni dei nostri quattro azzurri: quando li vedi in pista vicino ai colossi delle altre nazioni pensi: “ma ‘ndo annamo?”. E invece... Vincere così fa godere ancora di più». E poi, «quando ho visto in pista la bandiera sarda dei Quattro mori (dopo l’oro nella 4x100 con Patta e Tortu) per un attimo ho avuto paura che ci squalificassero, perché non era previsto dal protocollo». (a.si.)
Andrea Biancareddu l’ha presa larga ed è tornato ai tempi in cui giocava in un campo che a centrocampo aveva una pericolosissima lastra di granito. Giovanni Malagò ha colto la palla al balzo per canzonarlo raccontando come Salvino Tortu, tempiese come Biancareddu, gli avesse invece riferito che a calcio era piuttosto scarso, e così anche a tennis.«Ma l’importanza di creare strutture e recuperare le palestre scolastiche resta una priorità», ha sottolineato l’assessore, serio. Ancora Malagò protagonista nel raccontare i retroscena della vittoria della staffetta a Tokyo. «Quello che faceva più impressione era vedere le dimensioni dei nostri quattro azzurri: quando li vedi in pista vicino ai colossi delle altre nazioni pensi: “ma ‘ndo annamo?”. E invece... Vincere così fa godere ancora di più». E poi, «quando ho visto in pista la bandiera sarda dei Quattro mori (dopo l’oro nella 4x100 con Patta e Tortu) per un attimo ho avuto paura che ci squalificassero, perché non era previsto dal protocollo». (a.si.)
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