«Con una medaglia al collo ripartire è più semplice»
di Andrea Sini
Lorenzo Patta e Stefano Oppo, medagliati a Tokyo, hanno ripreso gli allenamenti «L’inizio della preparazione non è mai stato così bello, siamo carichissimi»
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. «È da quest’estate che voliamo a un metro da terra e ora che si riprende a faticare seriamente siamo comunque leggeri come piume». Il sorriso è lo stesso esibito sul podio di Tokyo, ma voglia di ripartire per la nuova stagione è palpabile. Stefano Oppo e Lorenzo Patta, medagliati sardi ai Giochi di Tokyo, raccontano così il ritorno agli allenamenti dopo l’estate più incredibile della loro vita. I due atleti oristanesi sono stati tra i protagonisti della cerimonia organizzata da Coni e Regione, che si è svolta a mercoledì Cagliari.
Oppo è già in ritiro con gli azzurri della canoa a Castel Gandolfo e domenica scorsa è sceso in acqua per la prima gara post olimpiadi. «Mi sono messo alla prova a Torino nella Silverskiff – racconta il vincitore del bronzo nel doppio pesi leggeri –, una gara di fondo estremamente faticosa, più per divertimento che altro. Siamo già al lavoro con la nazionale ma sono riuscito a fare un blitz in Sardegna».
Questo è il periodo in cui i riflettori su alcuni sport si spengono, ma la gloria resta. «Cerchiamo invece di tenere i riflettori accesi anche se non è semplicissimo – sorride l’atleta tesserato con il gruppo sportivo dei Carabinieri –, noi ci proviamo per quanto possiamo e infatti siamo già al lavoro. Le emozioni di quest’estate restano vive e averle condivise con la nostra piccola colonia sarda di atleti sardi a Tokyo è stato qualcosa di speciale. Da tutti si impara qualcosa, spero davvero di essere un esempio per qualcuno di loro, così come loro sono esempi per me».
«Finalmente ci proiettiamo verso la nuova stagione – dice Lorenzo Patta, campione olimpico con la 4x100 –. È doveroso mettersi tutto alle spalle, ma non troppo... Dobbiamo lavorare per cercare di fare bene. Magari non come quest’anno perché nessuno se l’aspettava, ma ce la metteremo tutta per difenderci anche agli Europei e ai Mondiali. Gli obiettivi principali sono questi, so che sarà molto difficile riuscire a gareggiare nella mia specialità. Di certo punterò sulla staffetta, se poi riuscirò a fare qualcosa di buono anche nella gara individuale sarà tanto di guadagnato».
Con quale stato d’animo si torna ad allenarsi dopo avere messo una medaglia olimpica al collo? «Non so se ho più voglia di prima, perché già ne avevo tanta. Però credo davvero di avere un po’ di forze in più, non sono mai stato carico come ora e non vedo l’ora che sia periodo di gare, maggio è lontano ma arriverà presto. Gli altri sardi? Abbiamo vissuto tutti insieme un’esperienza pazzesca – dice lo sprinter delle Fiamme Gialle –, si vede dalle nostre facce: siamo tutti felici e carichissimi».
Oppo è già in ritiro con gli azzurri della canoa a Castel Gandolfo e domenica scorsa è sceso in acqua per la prima gara post olimpiadi. «Mi sono messo alla prova a Torino nella Silverskiff – racconta il vincitore del bronzo nel doppio pesi leggeri –, una gara di fondo estremamente faticosa, più per divertimento che altro. Siamo già al lavoro con la nazionale ma sono riuscito a fare un blitz in Sardegna».
Questo è il periodo in cui i riflettori su alcuni sport si spengono, ma la gloria resta. «Cerchiamo invece di tenere i riflettori accesi anche se non è semplicissimo – sorride l’atleta tesserato con il gruppo sportivo dei Carabinieri –, noi ci proviamo per quanto possiamo e infatti siamo già al lavoro. Le emozioni di quest’estate restano vive e averle condivise con la nostra piccola colonia sarda di atleti sardi a Tokyo è stato qualcosa di speciale. Da tutti si impara qualcosa, spero davvero di essere un esempio per qualcuno di loro, così come loro sono esempi per me».
«Finalmente ci proiettiamo verso la nuova stagione – dice Lorenzo Patta, campione olimpico con la 4x100 –. È doveroso mettersi tutto alle spalle, ma non troppo... Dobbiamo lavorare per cercare di fare bene. Magari non come quest’anno perché nessuno se l’aspettava, ma ce la metteremo tutta per difenderci anche agli Europei e ai Mondiali. Gli obiettivi principali sono questi, so che sarà molto difficile riuscire a gareggiare nella mia specialità. Di certo punterò sulla staffetta, se poi riuscirò a fare qualcosa di buono anche nella gara individuale sarà tanto di guadagnato».
Con quale stato d’animo si torna ad allenarsi dopo avere messo una medaglia olimpica al collo? «Non so se ho più voglia di prima, perché già ne avevo tanta. Però credo davvero di avere un po’ di forze in più, non sono mai stato carico come ora e non vedo l’ora che sia periodo di gare, maggio è lontano ma arriverà presto. Gli altri sardi? Abbiamo vissuto tutti insieme un’esperienza pazzesca – dice lo sprinter delle Fiamme Gialle –, si vede dalle nostre facce: siamo tutti felici e carichissimi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
