Joao Pedro e il Cagliari: una storia che va avanti
di Roberto Muretto
Pronto il rinnovo di contratto fino al 2024, guadagnerà poco più di un milione L’attaccante sogna di far parte della nazionale brasiliana ai Mondiali in Qatar
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CAGLIARI. Se chiuderà la carriera a Cagliari lo dirà il tempo. Joao Pedro è ormai una bandiera dei Quattro Mori. Arrivato in Sardegna nel 2014, ha indossato la maglia rossoblù 230 volte realizzando 78 gol. Ha un contratto che scadrà a giugno 2023 ma nei prossimi giorni potrebbe essere allungato. Ci sarebbe un accordo di massima tra le parti per aggiungere un’altra stagione. Sulla parte economica nessuna indiscrezione ma sembrerebbe che il brasiliano percepirà uno stipendio di poco superiore al milione di euro.
Punto fermo. L’attaccante nella stagione in corso ha già realizzato sette reti. Tante, ma non sono servite molto al Cagliari che occupa l’ultima posizione della classifica in solitudine. Da quando è stato avvicinato alla porta, Joao ha messo in mostra le sue qualità di bomber. Sedici gol nella passata stagione. L’intuizione di farlo giocare da seconda punta è stata di Rolando Maran nel campionato 2019-2020. Annata nella quale ha messo a segno 19 gol, che rappresenta il suo record da quando è in Italia. Il tecnico trentino è stato il primo a capire una cosa importante: al giocatore va data libertà di movimento. Incatenarlo sulla corsia (come inizialmente aveva fatto Di Francesco) o dargli specifici compiti di marcatura, è come renderlo innocuo. Non c’è dubbio che sia un beniamino della tifoseria e forse uno dei pochissimi calciatori (l’altro è Nandez)di cui la squadra isolana non può fare a meno.
Leader. Il brasiliano è un punto di riferimento nello spogliatoio. Ha un ottimo rapporto col presidente Tommaso Giulini, col quale si confronta spesso. Quando le cose non vanno bene e negli ultimi anni è successo più volte, Joao Pedro ci ha sempre messo la faccia, non si è mai tirato indietro quando c’è stato da dare delle spiegazioni. Ha avuto delle buone offerte, anche vantaggiose sul piano economico ma non le ha mai prese in considerazione. Un segnale di attaccamento ai colori rossoblù che il club ha apprezzato moltissimo. La Sardegna piace a lui ma anche a sua moglie Alessandra (siciliana, conosciuta quando giocava a Palermo) e ai figli Elisabetta e Felipe.
Nazionale. In Europa, a questo punto della stagione, è tra i calciatori carioca più prolifici. Nonostante questo, il commissario tecnico del Brasile, Bacchi, continua a non convocarlo. Lui, però, non ha nessuna intenzione di mollare e farà di tutto per convincere il selezionatore verdeoro. «Normale che si speri di indossare la maglia della propria nazionale», ha detto Joao Pedro in più occasioni. Anche in Sudamerica i giornali hanno parlato di lui e scritto che merita una chance. Per ora non è arrivata ma Bacchi, interpellato in merito, nei giorni scorsi si è espresso così: «È un giocatore che teniamo in considerazione. Vediamo». Il sogno di Joao è quello di fare parte della spedizione brasiliana in Qatar (i verdeoro sono già qualificati), ma prima dovrà pensare a tirare fuori dai guai un Cagliari che sta vivendo un momento di difficoltà.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Punto fermo. L’attaccante nella stagione in corso ha già realizzato sette reti. Tante, ma non sono servite molto al Cagliari che occupa l’ultima posizione della classifica in solitudine. Da quando è stato avvicinato alla porta, Joao ha messo in mostra le sue qualità di bomber. Sedici gol nella passata stagione. L’intuizione di farlo giocare da seconda punta è stata di Rolando Maran nel campionato 2019-2020. Annata nella quale ha messo a segno 19 gol, che rappresenta il suo record da quando è in Italia. Il tecnico trentino è stato il primo a capire una cosa importante: al giocatore va data libertà di movimento. Incatenarlo sulla corsia (come inizialmente aveva fatto Di Francesco) o dargli specifici compiti di marcatura, è come renderlo innocuo. Non c’è dubbio che sia un beniamino della tifoseria e forse uno dei pochissimi calciatori (l’altro è Nandez)di cui la squadra isolana non può fare a meno.
Leader. Il brasiliano è un punto di riferimento nello spogliatoio. Ha un ottimo rapporto col presidente Tommaso Giulini, col quale si confronta spesso. Quando le cose non vanno bene e negli ultimi anni è successo più volte, Joao Pedro ci ha sempre messo la faccia, non si è mai tirato indietro quando c’è stato da dare delle spiegazioni. Ha avuto delle buone offerte, anche vantaggiose sul piano economico ma non le ha mai prese in considerazione. Un segnale di attaccamento ai colori rossoblù che il club ha apprezzato moltissimo. La Sardegna piace a lui ma anche a sua moglie Alessandra (siciliana, conosciuta quando giocava a Palermo) e ai figli Elisabetta e Felipe.
Nazionale. In Europa, a questo punto della stagione, è tra i calciatori carioca più prolifici. Nonostante questo, il commissario tecnico del Brasile, Bacchi, continua a non convocarlo. Lui, però, non ha nessuna intenzione di mollare e farà di tutto per convincere il selezionatore verdeoro. «Normale che si speri di indossare la maglia della propria nazionale», ha detto Joao Pedro in più occasioni. Anche in Sudamerica i giornali hanno parlato di lui e scritto che merita una chance. Per ora non è arrivata ma Bacchi, interpellato in merito, nei giorni scorsi si è espresso così: «È un giocatore che teniamo in considerazione. Vediamo». Il sogno di Joao è quello di fare parte della spedizione brasiliana in Qatar (i verdeoro sono già qualificati), ma prima dovrà pensare a tirare fuori dai guai un Cagliari che sta vivendo un momento di difficoltà.
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