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Berrettini ci crede ancora

Berrettini ci crede ancora

Masters di tennis, l’azzurro non ha sciolto i dubbi dopo l’infortunio di domenica

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TORINO. Berrettini ce la fa o non ce la fa? È ancora senza una risposta chiara e definitiva la domanda che accompagna il pubblico delle Atp Finals. Anche se gli ultimi segnali sono di speranza, o quanto meno lasciano aperte le possibilità. Da quando l'italiano è stato costretto da un infortunio agli addominali a ritirarsi dall'incontro con Alexander Zverev, comunicazioni ufficiali sulle sue condizioni di salute non ce ne sono, eppure gli organizzatori del torneo hanno fissato per stasera la partita contro il polacco Hubert Hurkacz.

C'è dunque un barlume di speranza di rivedere in campo il 25enne romano, dopo le lacrime di domenica sera. Ma restano i dubbi. E la riserva Jannik Sinner, che potrebbe subentrare in caso di forfait, tiene accesi i motori.

«I medici stanno valutando – il messaggio social di Berrettini – presto decido e vi farò sapere». Le indiscrezioni che si rincorrono al Pala Alpitour, il palazzetto per cui il Cts ha respinto la richiesta di aumentare del 7,5% la capienza lasciandola al 60%, è che Berrettini voglia provare a tornare subito in campo, nonostante i muscoli addominali gli procurino un grosso dolore e fastidio, un problema che si è riacutizzato dopo lo stop di febbraio scorso in Australia. «Matteo ha detto che l'ha sentito in maniera diversa. E stavolta si è fermato subito, non ha giocato sul dolore. Si è svegliato meglio di come accaduto in Australia – dice Filippo Volandri, capitano non giocatore dell'Italia per la Coppa Davis –. La diagnostica in un primo momento, con l'ecografia, lascia ben sperare. Ma bisogna attendere l'esito della risonanza». Ieri l'atleta non si è allenato, Il morale non può che essere basso, «ma è sempre tornato più forte ogni volta che ha affrontato infortuni – aggiunge Volandri – e sicuramente supererà anche questo».

«Gli mando un grande abbraccio, posso immaginare come si senta perché questo era un torneo speciale per lui e per tutto il tennis italiano», dice Djokovic, che ieri ha vinto senza particolari problemi contro Ruud: un'ora e 33 minuti per avere la meglio sul norvegese 7-6 e 6-2 e conquistare il pubblico col suo italiano spigliato.

«Mi sento meglio a parlare in italiano, ho quasi dimenticato l'inglese e il serbo perché l'Italia è un po’ la mia seconda casa», le sue parole dopo la vittoria contro Ruud e la consegna della coppa per aver concluso un altro anno al primo posto del ranking mondiale.

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