La Dinamo sulle tracce di Ruzzier

Basket, dopo il ko con Tortona fiducia a tempo per coach Cavina e caccia al nuovo play titolare

INVIATO A CASALE MONFERRATO. Quattro sconfitte di fila sul groppone, un crollo improvviso davvero complicato da interpretare e una situazione che si sta facendo sempre più complicata. La Dinamo è rientrata ieri dalla trasferta di Casale Monferrato con il morale sotto i tacchi e con la certezza che la strada per uscire dalla crisi è ancora lunga.

Bocche cucite. Musi lunghi e bocche cucite in casa biancoblù. Domenica dopo la partita persa con la Bertram Derthona la società ha comunicato il silenzio stampa: si tratta del terzo giro di vite degli ultimi dieci giorni, dopo il ritiro a Platamona e la risoluzione del contratto con Anthony Clemmons. Né il coach, né i giocatori hanno rilasciato dichiarazioni ed è scontato che sarà così sino alla prossima settimana.

Fiducia a tempo. L’unica certezza è che quella iniziata ieri sarà una lunga, lunghissima settimana: il Banco non ha in programma impegni di coppa e dunque sarà quotidianamente al lavoro per preparare la sfida, a questo punto delicatissima, contro la Gevi Napoli in programma domenica alle 19 in piazzale Segni. Nonostante le ampie rassicurazioni da parte della società guidata da Stefano Sardara, la panchina di coach Demis Cavina iniziato a scricchiolare e al momento sono in atto profonde riflessioni sul da farsi. Quella contro i partenopei di Pino Sacripanti sarà una prova d’appello. Poi ci sarà la sosta e al ritorno in campo la Dinamo dovrà assolutamente essere pronta ad affrontare un trittico pesantissimo: il 5 dicembre in casa della Virtus Bologna, l’8 a Kiev nel match chiave per il passaggio del turno in Champions League, il 12 a Venezia contro la Reyer.

Ora il mercato. A Casale coach Cavina ha allungato le rotazioni utlizzando nove uomini, anche per “spalmare” su più giocatori la quota di minutaggio rimasta libera dopo la partenza di Clemmons. Ora la priorità è trovare il sostituto. Il profilo è chiaro: alla Dinamo serve un play d’ordine, in grado di far girare bene la squadra, giocare a due con i lunghi e capace all’occorrenza di mettersi in proprio. Il nome caldo è quello di Michele Ruzzier, ex Vanoli e Varese, attualmente nel giro azzurro ma assai poco impiegato alla Virtus Bologna, dove è chiuso da elementi del calibro di Teodosic, Mannion e Pajola. Alla Dinamo, invece, il play triestino avrebbe in mano le chiavi della squadra: un fattore che potrebbe fare la differenza, considerando che anche a livello economico la differenza non sembra incolmabile. Le novità potrebbero essere dietro l’angolo.

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