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Bucchi al lavoro per svegliare la Dinamo

di Andrea Sini
Bucchi al lavoro per svegliare la Dinamo

Primo giorno in biancoblù per il coach chiamato a sostituire Cavina. Domenica il debutto al palazzetto contro Napoli

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SASSARI. Dare compattezza al gruppo, rimotivare alcuni elementi il cui rendimento è andato come le fasi lunari e soprattutto provare ad andare alla radice del problema dei blackout difensivi che hanno contraddistinto questa prima parte di stagione. Sono i punti principali del “piano Bucchi”.

Il coach bolognese ha appena preso il posto di Demis Cavina alla guida della Dinamo Banco di Sardegna ben conoscendo le criticità che hanno portato la squadra biancoblù all’evidente involuzione dell’ultimo mese. Va da sé che nell’immediato la priorità è quella di archiviare la serie negativa, arrivata a quattro sconfitte consecutive in campionato: domenica l’ex tecnico di Milano, Brindisi e Roma debutterà sulla panchina biancoblù sfidando al PalaSerradimigni la Gevi Napoli di Pino Sacripanti.

Ma nel medio termine ci sarà da ricongiungere e riallacciare i fili di un gruppo che dopo un brillante avvio di stagione si è perso per strada. Il tempo gioca certamente dalla parte del Banco, che dopo la sfida di domenica si fermerà come tutta la serie A per gli impegni delle nazionali. A questo proposito è possibile che la Dinamo chieda alla Fip di poter avere con sé il nuovo coach anche durante gli impegni dell’Italia, considerando che Bucchi è il primo assistente del ct Meo Sachetti.

In questo caso l’allenatore avrebbe due settimane intere per dare i propri input alla squadra e per preparare nel migliore dei modi il tremendo trittico in programma alla ripresa del campionato: nel giro di 8 giorni, tra il 5 e il 12 dicembre, la Dinamo giocherà tre volte in trasferta. Prima alla Segafredo Arena in casa dei campioni d’Italia della Virtus Bologna; poi a Kiev contro il Prometey in un match decisivo per il passaggio del turno di Champions League; infine a Venezia in casa di una Reyer che dopo una partenza lenta sta ritrovando prestazioni e risultati consoni al roster e agli investimenti fatti.

Ci saranno poi da capire (e in parte da decidere) le strategie di mercato. Per il momento la società ha salutato il play titolare Clemmons, che oltre alle incomprensioni tecnico-tattiche con il coach si è fatto ingolosire dall’allettante offerta economica della Turk Telekom Ankara e si è di fatto chiamato fuori. Due giorni fa è stato annunciato il ritorno di Filip Kruslin, un esterno dal tiro mortifero (ma certamente non un play) che di fatto non risolve il problema attuale in cabina di regia. La domanda è: arriverà un play di ruolo (Ruzzier? Luca Vitali?) oppure la Dinamo è a posto così? In questo caso la prospettiva è quella di dividere lo spot di “uno” tra Logan e Gentile, compensando il minutaggio sottratto ai due nel ruolo di guardia proprio con Kruslin. Sempre nella speranza che Battle continui a crescere e non prosegua nel percorso inverso.

Infine la situazione sotto canestro: Diop e Treier sono già affidabili e possono solo migliorare, ma il problema resta lo stesso. Il centro titolare, Mekowulu, va recuperato al più presto – soprattutto dal punto di vista delle motivazioni –, oppure, per il bene di tutti, va salutato al più presto. Tutto pane per i denti di un coach esperto e preparato come Bucchi.

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