Non c’è luce in fondo al tunnel
di Roberto Muretto
Una prodezza di Carboni per il gol di Pavoletti poi il Cagliari si fa agguantare nel finale
3 MINUTI DI LETTURA
INVIATO A CAGLIARI. Che beffa! Il Cagliari butta via una vittoria che aveva meritato con un secondo tempo giocato all'arma bianca. Pavoletti aveva risolto una partita complicatissima, contro un avversario sbarcato in Sardegna con un solo obiettivo: non prenderle. La barca rossoblù era quasi arrivata in porto, poi la solita distrazione difensiva e il gol di Bonazzoli che non solo fa sfumare il successo ma rende tutto molto più difficile. Una mazzata sul piano psicologico per una formazione caratterialmente debole, che nel finale della gara ha avuto la colpa di arretrare troppo e alla fine ha pagato dazio. Ieri bisognava portare a casa i tre punti, non contava giocare bene, ma la vittoria è un tabù che non si riesce a sfatare. A fine gara momenti di tensione all’esterno dello stadio con i tifosi che hanno contestato squadra e dirigenza. Così centrare la salvezza diventa quasi impossibile, Non c'è già la sentenza scritta ma non si cambia marcia ...
Novità. Mazzarri non conferma la formazione schierata a Reggio Emilia. Sono due le "facce nuove" nell'undici iniziale: Dalbert e Caceres. Stanno fuori un po' a sorpresa Lykogiannis e Zappa. Il brasiliano torna a tempo pieno dopo l'infortunio subito nella gara con la Sampdoria e dopo essere rimasto in panchina nel match col Sassuolo. Per il resto non cambia nulla. Nandez gioca vicino a Bellanova con licenza di non dare punti di rifermento agli avversari, Grassi e Dalbert a sinistra. Si comincia col 3-5-2. La Salernitana risponde col 4-3-3. Colantuono sceglie l'attacco "pesante" con Bonazzoli-Djuric-Gondo. Ribery non ce la fa e resta a casa.
Nervi tesi. Doveri fa fatica nelle fase iniziale a tenere a bada i giocatori. Ogni fallo fischiato si forma un capannello a conferma di quanto sia importante la gara per entrambe le squadre. Le due formazioni fanno molta densità in mezzo al campo, chiudono le linee di passaggio, impedendo le verticalizzazioni. I rossoblù pressano alto ma non sempre i movimenti sono coordinati. Rubare palla diventa più complicato. La Salernitana comincia a perdere tempo dall'inizio. Il classico atteggiamento di chi per prima cosa pensa a non subire. Più passano i minuti, più la squadra di Mazzarri guadagna metri. Grassi è il regista basso, la circolazione della palla è troppo lenta, così diventa difficilissimo trovare varchi nella munita difesa avversaria. I campani si appoggiano molto sul "gigante" Djuric che gioca di sponda. Palle-gol? Nemmeno l'ombra, una faticaccia tirare in porta. Belec fa l'unico intervento su una "capocciata" di Joao Pedro destinata sotto la traversa.
Mazzarri cambia. Fuori uno spento Grassi (problema gastrointestinale), dentro Strootman che si piazza in mezzo al campo e diventa il regista. L'olandese entra subito nel vivo della gara e sembra più reattivo di altre volte. I rossoblù hanno più volte la possibilità di ripartire in velocità, il problema è che sbagliano passaggi elementari e finiscono col favorire gli avversari. Si gioca in una sola metà campo. Ora la pressione del Cagliari è costante, la Salernitana non riparte più. Mazzarri toglie Dalbert, dentro Pavoletti. In campo c'è il tridente e il modulo diventa 4-3-3 con Bellanova che passa a sinistra. I Quattro Mori ora arrivano al tiro con più frequenza , Marin e Joao Pedro, due volte, sfiorano la rete.
San Leonardo. Pavoletti brucia sul tempo Gagliolo sull'assit di Joao Pedro e la sblocca. L'incubo finisce dopo un vero e proprio assedio. Dentro anche Lykogiannis per uno stravolto Bellanova. Colantuono si gioca la carta Simy. Il Cagliari ha paura di vincere la partita e arretra. Un errore che paga a caro prezzo perchè al 45' Bonazzoli la mette dentro, con Nandez che colpevolmente non lo disturba sul cross di Zortea e Cragno che non appare impeccabile. Una doccia fredda quando ormai i tifosi stavano pregustando il ritorno alla vittoria dopo un'eternità. Disattenzioni imperdonabili. Salvarsi diventa un'impresa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Novità. Mazzarri non conferma la formazione schierata a Reggio Emilia. Sono due le "facce nuove" nell'undici iniziale: Dalbert e Caceres. Stanno fuori un po' a sorpresa Lykogiannis e Zappa. Il brasiliano torna a tempo pieno dopo l'infortunio subito nella gara con la Sampdoria e dopo essere rimasto in panchina nel match col Sassuolo. Per il resto non cambia nulla. Nandez gioca vicino a Bellanova con licenza di non dare punti di rifermento agli avversari, Grassi e Dalbert a sinistra. Si comincia col 3-5-2. La Salernitana risponde col 4-3-3. Colantuono sceglie l'attacco "pesante" con Bonazzoli-Djuric-Gondo. Ribery non ce la fa e resta a casa.
Nervi tesi. Doveri fa fatica nelle fase iniziale a tenere a bada i giocatori. Ogni fallo fischiato si forma un capannello a conferma di quanto sia importante la gara per entrambe le squadre. Le due formazioni fanno molta densità in mezzo al campo, chiudono le linee di passaggio, impedendo le verticalizzazioni. I rossoblù pressano alto ma non sempre i movimenti sono coordinati. Rubare palla diventa più complicato. La Salernitana comincia a perdere tempo dall'inizio. Il classico atteggiamento di chi per prima cosa pensa a non subire. Più passano i minuti, più la squadra di Mazzarri guadagna metri. Grassi è il regista basso, la circolazione della palla è troppo lenta, così diventa difficilissimo trovare varchi nella munita difesa avversaria. I campani si appoggiano molto sul "gigante" Djuric che gioca di sponda. Palle-gol? Nemmeno l'ombra, una faticaccia tirare in porta. Belec fa l'unico intervento su una "capocciata" di Joao Pedro destinata sotto la traversa.
Mazzarri cambia. Fuori uno spento Grassi (problema gastrointestinale), dentro Strootman che si piazza in mezzo al campo e diventa il regista. L'olandese entra subito nel vivo della gara e sembra più reattivo di altre volte. I rossoblù hanno più volte la possibilità di ripartire in velocità, il problema è che sbagliano passaggi elementari e finiscono col favorire gli avversari. Si gioca in una sola metà campo. Ora la pressione del Cagliari è costante, la Salernitana non riparte più. Mazzarri toglie Dalbert, dentro Pavoletti. In campo c'è il tridente e il modulo diventa 4-3-3 con Bellanova che passa a sinistra. I Quattro Mori ora arrivano al tiro con più frequenza , Marin e Joao Pedro, due volte, sfiorano la rete.
San Leonardo. Pavoletti brucia sul tempo Gagliolo sull'assit di Joao Pedro e la sblocca. L'incubo finisce dopo un vero e proprio assedio. Dentro anche Lykogiannis per uno stravolto Bellanova. Colantuono si gioca la carta Simy. Il Cagliari ha paura di vincere la partita e arretra. Un errore che paga a caro prezzo perchè al 45' Bonazzoli la mette dentro, con Nandez che colpevolmente non lo disturba sul cross di Zortea e Cragno che non appare impeccabile. Una doccia fredda quando ormai i tifosi stavano pregustando il ritorno alla vittoria dopo un'eternità. Disattenzioni imperdonabili. Salvarsi diventa un'impresa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
