Il Carbonia torna a casa, pronto lo stadio Zoboli
CARBONIA. Dopo quasi 14 mesi di esilio in diversi campi, il 5 gennaio prossimo il Carbonia disputerà il recupero della sedicesima giornata in casa contro l’Aprilia allo stadio Zoboli. Era il 15...
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CARBONIA. Dopo quasi 14 mesi di esilio in diversi campi, il 5 gennaio prossimo il Carbonia disputerà il recupero della sedicesima giornata in casa contro l’Aprilia allo stadio Zoboli. Era il 15 novembre quando, per aver trovato le porte dello stadio chiuse, il Carbonia ha giocato Villamassargia la partita casalinga contro il Savoia. Da allora è stato un susseguirsi di spostamenti che hanno toccato anche Siliqua, Giba, Santadi, Sant’Anna Arresi e Villacidro.
La mancanza dello stadio di casa, oltre ai problemi legati alla epidemia di Covid 19, ha creato notevoli disagi al pubblico che, tranne il gruppo dei “Briganti”, è stato costretto a disertare le partite. E pensare che la prima partita con la Torres del campionato 20/21, aveva visto una presenza di oltre 700 spettatori. Con l’arrivo della nuova amministrazione è ripreso il dialogo fra uffici comunali e società e così il debito nei confronti delle casse comunali, che risaliva per altro alle precedenti gestioni, è stato sanato e i biancoblù possono riprendere ad allenarsi nella attrezzatissima palestra sotto lo “Zoboli” e disputare gli allenamenti e le partite interne nel loro terreno preferito con il sostegno dei concittadini e degli appassionati del Sulcis sempre che l’epidemia non costringa ad un nuovo inasprimento delle regole.
Ritrovare lo stadio di Carbonia vuol dire anche un risparmio secco, perché utilizzare le altre strutture significava spese di trasferimenti oltre ai costi per l’utilizzo degli stadi. Ritrovare il proprio campo è importante mentre, dal punto di vista calcistico, la società naviga in acque molto pericolose, sono 7, un punto manca per penalizzazione, i punti conquistati in 14 partite con una vittoria e 5 pareggi, ultimo posto in classifica. Lo “Zoboli” contribuirà, almeno per le partite casalinghe, a creare una atmosfera più calda che possa aiutare i ragazzi sulcitani ad agguantare la salvezza.
Carlo Floris
La mancanza dello stadio di casa, oltre ai problemi legati alla epidemia di Covid 19, ha creato notevoli disagi al pubblico che, tranne il gruppo dei “Briganti”, è stato costretto a disertare le partite. E pensare che la prima partita con la Torres del campionato 20/21, aveva visto una presenza di oltre 700 spettatori. Con l’arrivo della nuova amministrazione è ripreso il dialogo fra uffici comunali e società e così il debito nei confronti delle casse comunali, che risaliva per altro alle precedenti gestioni, è stato sanato e i biancoblù possono riprendere ad allenarsi nella attrezzatissima palestra sotto lo “Zoboli” e disputare gli allenamenti e le partite interne nel loro terreno preferito con il sostegno dei concittadini e degli appassionati del Sulcis sempre che l’epidemia non costringa ad un nuovo inasprimento delle regole.
Ritrovare lo stadio di Carbonia vuol dire anche un risparmio secco, perché utilizzare le altre strutture significava spese di trasferimenti oltre ai costi per l’utilizzo degli stadi. Ritrovare il proprio campo è importante mentre, dal punto di vista calcistico, la società naviga in acque molto pericolose, sono 7, un punto manca per penalizzazione, i punti conquistati in 14 partite con una vittoria e 5 pareggi, ultimo posto in classifica. Lo “Zoboli” contribuirà, almeno per le partite casalinghe, a creare una atmosfera più calda che possa aiutare i ragazzi sulcitani ad agguantare la salvezza.
Carlo Floris
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