La Torres non sfonda il muro della Vis
di Andrea Sini
Laziali abbottonatissimi e in 10 per 40’. I rossoblù dominano ma falliscono varie occasioni e colpiscono un palo con Scotto
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SASSARI. La difesa della Vis Artena non salta, il tappo dello spumante neppure. Fine anno senza botti per la Torres, che nel recupero della dodicesima giornata della serie D va a cozzare contro le barricate erette dalla squadra laziale. Novanta minuti a comandare il gioco, quattro occasioni limpide costruite e un palo colpito non sono sufficienti ai rossoblù per strappare una vittoria assolutamente meritata. Per la squadra di Greco, che resta al secondo posto con un’altra gara da recuperare, sfuma l’occasione per portarsi a -6 dalla capolista Giugliano a poco più di due settimane dallo scontro diretto.
Va invece di lusso alla Vis Artena, che ha ancora ben 4 partite da recuperare, ma che si è presentata a Sassari con una missione chiara: difendersi a oltranza e cercare di sfangarla. Così è stato, con l’impostazione abbottonatissima del primo tempo che è diventata puro ostruzionismo dal 5’ del secondo tempo, ovvero dopo l’espulsione per doppia ammonizione di Negro.
Nel giorno in cui entra in vigore per il pubblico l’obbligo di indossare le mascherine FFP2, con la curva che sceglie di stare in silenzio, l’urlo del gol resta strozzato in gola ai duemila dell’Acquedotto. La Torres parte con il piglio giusto ma la Vis Artena si copre bene, concede ai rossoblù solo una punizione dai 25 metri (Manni vola sul tiro di Scotto) e risponde con Di Vico, che costringe Salvato a un’uscita bassa. Al 26’ la prima grande occasione per i sassaresi: cross dalla sinistra, Kujabi tutto solo dal limite dell’area piccola manda incredibilmente alto di testa. Rossi spinge con continuità sulla destra, la Torres prende coraggio ma non riesce mai davvero a cambiare passo, concedendo due angoli e una mischia ai laziali, prima di vedere un bel destro di Lisai saettare vicino al palo. Il secondo tempo si apre con l’espulsione di Negro (fallo su Diakite) e da questo momento in campo ci sarà una sola squadra.
Scotto inizia a prendere giri, Diakite si mangia un mezzo gol colpendo debolmente di testa e poi al 17’ chiama Manni all’intervento d’istinto su deviazione sotto porta. Ruocco rileva Kujabi e si mette ad arare la fascia sinistra, ma è dalla destra, su cross tagliato di Lisai, che arriva l’occasione migliore: Scotto in tuffo colpisce di testa, la palla incoccia il palo interno alla destra di Manni e attraversa tutto lo spechio della porta prima di venire allontanata. La pressione dei rossoblù si fa tambureggiante, Diakite prima colpisce l’esterno rete in acrobazia, poi entra in contatto con Manni e finisce a terra. Servirebbe anche un pizzico di fortuna, ma non è davvero serata. Finisce 0-0, e c’è davvero da mangiarsi le mani.
Va invece di lusso alla Vis Artena, che ha ancora ben 4 partite da recuperare, ma che si è presentata a Sassari con una missione chiara: difendersi a oltranza e cercare di sfangarla. Così è stato, con l’impostazione abbottonatissima del primo tempo che è diventata puro ostruzionismo dal 5’ del secondo tempo, ovvero dopo l’espulsione per doppia ammonizione di Negro.
Nel giorno in cui entra in vigore per il pubblico l’obbligo di indossare le mascherine FFP2, con la curva che sceglie di stare in silenzio, l’urlo del gol resta strozzato in gola ai duemila dell’Acquedotto. La Torres parte con il piglio giusto ma la Vis Artena si copre bene, concede ai rossoblù solo una punizione dai 25 metri (Manni vola sul tiro di Scotto) e risponde con Di Vico, che costringe Salvato a un’uscita bassa. Al 26’ la prima grande occasione per i sassaresi: cross dalla sinistra, Kujabi tutto solo dal limite dell’area piccola manda incredibilmente alto di testa. Rossi spinge con continuità sulla destra, la Torres prende coraggio ma non riesce mai davvero a cambiare passo, concedendo due angoli e una mischia ai laziali, prima di vedere un bel destro di Lisai saettare vicino al palo. Il secondo tempo si apre con l’espulsione di Negro (fallo su Diakite) e da questo momento in campo ci sarà una sola squadra.
Scotto inizia a prendere giri, Diakite si mangia un mezzo gol colpendo debolmente di testa e poi al 17’ chiama Manni all’intervento d’istinto su deviazione sotto porta. Ruocco rileva Kujabi e si mette ad arare la fascia sinistra, ma è dalla destra, su cross tagliato di Lisai, che arriva l’occasione migliore: Scotto in tuffo colpisce di testa, la palla incoccia il palo interno alla destra di Manni e attraversa tutto lo spechio della porta prima di venire allontanata. La pressione dei rossoblù si fa tambureggiante, Diakite prima colpisce l’esterno rete in acrobazia, poi entra in contatto con Manni e finisce a terra. Servirebbe anche un pizzico di fortuna, ma non è davvero serata. Finisce 0-0, e c’è davvero da mangiarsi le mani.
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