Per Poddighe un rientro da grande fra i grandi
di Fabio Fresu
Il campione sassarese è tornato in gara dopo 4 anni di pausa dovuti alla sclerosi Protagonista con il quinto posto nel test della Federazione pentathlon a Roma
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SASSARI. È stato un turbinio di emozioni per il sassarese Fabio Poddighe il rientro agonistico, dopo quasi quattro anni, nella gara test di pentathlon organizzata dalla federazione nazionale e disputatasi a Roma, per valutare le nuova formula che verrà introdotta dal prossimo anno. Pluricampione italiano e atleta della nazionale, ritiratosi dalle competizioni nel 2017 dopo aver scoperto di soffrire di sclerosi multipla, patologia per fortuna al momento sotto controllo grazie alle nuove terapie, Poddighe ha preso parte a questa interessante anteprima, che ha visto in lizza gli elementi della nazionale e pochi altri atleti selezionati, in pratica il meglio che offre in questo momento il movimento italiano. Il nuovo programma prevedeva per il primo giorno la divisione degli iscritti in due poule, che poi hanno disputato la prova di scherma, mentre l’indomani hanno affrontato quelle di equitazione, ancora scherma, ma con un sistema diverso, nuoto e combinata tiro-corsa. Il sassarese è arrivato all’ultima prova al terzo posto, ma per un problema fisico non ha spinto a fondo, e ha chiuso la poule al quinto posto, mancando per un soffio la qualificazione alla finale, alla quale accedevano i primi quattro di ogni gruppo.
«A fine gara ero abbastanza arrabbiato – ha ammesso Fabio Poddighe – poi però ci ho riflettuto meglio, ed era abbastanza normale che potesse andare così, perché non potevano bastare poco più di due mesi di allenamento per recuperare uno stop di quasi quattro anni. In particolare poi con questa nuova procedura, dopo un riscaldamento unico, si affrontano tutte le prove una di seguito all’altra, con il solo tempo necessario per gli spostamenti da un impianto all’altro. Così sono arrivato alla terza gara del nuoto ormai freddo, e anche nel combine dopo un po’ ho avvertito un vecchio risentimento ad un polpaccio. A quel punto ho preferito non forzare troppo».
«Dal punto di vista delle sensazioni però è stato stupendo – ha continuato l’ex azzurro - ho chiaramente accusato la tensione dopo tanto tempo, ma tornare a gareggiare, e riprovare quella sensazione di agonismo è stato stupendo, mi mancava davvero. È stato bellissimo anche rivedere tanti visi conosciuti, anche se ne ho visto anche tanti altri molto più giovani di me. A 34 sono ormai un veterano». Il prossimo impegno sarà a metà febbraio, con i campionati italiani di categoria.
«A fine gara ero abbastanza arrabbiato – ha ammesso Fabio Poddighe – poi però ci ho riflettuto meglio, ed era abbastanza normale che potesse andare così, perché non potevano bastare poco più di due mesi di allenamento per recuperare uno stop di quasi quattro anni. In particolare poi con questa nuova procedura, dopo un riscaldamento unico, si affrontano tutte le prove una di seguito all’altra, con il solo tempo necessario per gli spostamenti da un impianto all’altro. Così sono arrivato alla terza gara del nuoto ormai freddo, e anche nel combine dopo un po’ ho avvertito un vecchio risentimento ad un polpaccio. A quel punto ho preferito non forzare troppo».
«Dal punto di vista delle sensazioni però è stato stupendo – ha continuato l’ex azzurro - ho chiaramente accusato la tensione dopo tanto tempo, ma tornare a gareggiare, e riprovare quella sensazione di agonismo è stato stupendo, mi mancava davvero. È stato bellissimo anche rivedere tanti visi conosciuti, anche se ne ho visto anche tanti altri molto più giovani di me. A 34 sono ormai un veterano». Il prossimo impegno sarà a metà febbraio, con i campionati italiani di categoria.
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