Tifo, birra e tanta voglia di giochi Londra esalta il mondiale di freccette
LONDRA. Mentre a Londra impazza la variante Omicron, e tra i giocatori è scoppiato un focolaio di contagi, sugli spalti della Alexandra Palace, storico palazzetto della capitale inglese, da due...
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LONDRA. Mentre a Londra impazza la variante Omicron, e tra i giocatori è scoppiato un focolaio di contagi, sugli spalti della Alexandra Palace, storico palazzetto della capitale inglese, da due settimane ormai, ogni giorno, tremila appassionati - incuranti della pandemia - si danno appuntamento per seguire il mondiale di freccette, tradizionale appuntamento dell'inverno britannico, tra folklore e velleità olimpiche. Nonostante le numerose richieste di rinvio della vigilia, da parte principalmente delle autorità sanitarie, il Pdc World Championship oggiarriverà al suo epilogo.
Al termine di un torneo quanto mai discusso e controverso, ritenuto da numerosi esperti una potenziale «bomba epidemiologica». Una minaccia incombente per la salute pubblica, che non ha risparmiato neppure i giocatori, molti dei quali - tra i quali l'olandese Raymond van Barneveld, cinque volte campione del mondo - sono stati costretti al ritiro, dopo essere risultati positivi ai test anti-Covid di routine. Ma di fronte alle preoccupazioni degli stessi protagonisti dell'evento iridato, l'organizzazione si è dimostrata inflessibile, giustificando la scelta di andare avanti, a porte aperte, con le attuali norme in vigore in Inghilterra, che consentono lo svolgimento di eventi sportivi, anche al chiuso, seppur con qualche limitazione di pubblico.
Poche le misure restrittive imposte agli spettatori, ai quali viene richiesto di esibire all'ingresso del palazzetto il green pass o il risultato negativo di un test antigenico, effettuato nelle 24 ore precedenti. Ma una volta dentro l'impianto, l'atmosfera chiassosa e festaiola da festa di capodanno è la stessa di sempre.
I tifosi, immancabilmente vestiti come il giorno di carnevale, siedono gomito a gomito, lungo tavoli di legno ricoperti di boccali di birra: niente distanziamento interpersonale né mascherine sul volto, con la scusa del bere. Una stravagante sagra in costume, in stridente contrasto con quanto si assiste per le strade di Londra dove - complici le giornate festive e la pressoché totale mancanza di turisti - regna un'insolita quiete. Giustificata dal numero di nuovi casi che - nel computo totale dell'isola - continuano a superare ampiamente le 150mila infezioni giornaliere, cresciute del 50% negli ultimi sette giorni.
Dati statistici evidentemente dimenticati dentro la Alexandra Palace, dove la speranza più condivisa, ancor prima della fine della pandemia, sembra restare l'ammissione dei darts - le freccette da pub - tra le nobili discipline olimpiche.
Al termine di un torneo quanto mai discusso e controverso, ritenuto da numerosi esperti una potenziale «bomba epidemiologica». Una minaccia incombente per la salute pubblica, che non ha risparmiato neppure i giocatori, molti dei quali - tra i quali l'olandese Raymond van Barneveld, cinque volte campione del mondo - sono stati costretti al ritiro, dopo essere risultati positivi ai test anti-Covid di routine. Ma di fronte alle preoccupazioni degli stessi protagonisti dell'evento iridato, l'organizzazione si è dimostrata inflessibile, giustificando la scelta di andare avanti, a porte aperte, con le attuali norme in vigore in Inghilterra, che consentono lo svolgimento di eventi sportivi, anche al chiuso, seppur con qualche limitazione di pubblico.
Poche le misure restrittive imposte agli spettatori, ai quali viene richiesto di esibire all'ingresso del palazzetto il green pass o il risultato negativo di un test antigenico, effettuato nelle 24 ore precedenti. Ma una volta dentro l'impianto, l'atmosfera chiassosa e festaiola da festa di capodanno è la stessa di sempre.
I tifosi, immancabilmente vestiti come il giorno di carnevale, siedono gomito a gomito, lungo tavoli di legno ricoperti di boccali di birra: niente distanziamento interpersonale né mascherine sul volto, con la scusa del bere. Una stravagante sagra in costume, in stridente contrasto con quanto si assiste per le strade di Londra dove - complici le giornate festive e la pressoché totale mancanza di turisti - regna un'insolita quiete. Giustificata dal numero di nuovi casi che - nel computo totale dell'isola - continuano a superare ampiamente le 150mila infezioni giornaliere, cresciute del 50% negli ultimi sette giorni.
Dati statistici evidentemente dimenticati dentro la Alexandra Palace, dove la speranza più condivisa, ancor prima della fine della pandemia, sembra restare l'ammissione dei darts - le freccette da pub - tra le nobili discipline olimpiche.
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