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Nuove regole in serie A Con tredici negativi si scende in campo

ROMA. Quarta ondata Covid e per l'Italia del calcio è di nuovo caos. Si rivedono le partite fantasma e si ripropone il braccio di ferro tra le Asl e la Lega di Serie A: le prime hanno di fatto...

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ROMA. Quarta ondata Covid e per l'Italia del calcio è di nuovo caos. Si rivedono le partite fantasma e si ripropone il braccio di ferro tra le Asl e la Lega di Serie A: le prime hanno di fatto fermato quattro gare della prima di ritorno (Bologna-Inter, Atalanta-Torino, Salernitana-Venezia e Fiorentina-Udinese), la seconda ha aggiornato il protocollo, deliberando comunque che con 13 giocatori negativi in rosa (Primavera inclusi e almeno un portiere) si va in campo, pena altrimenti lo 0-3 a tavolino.

Nella rinnovata giungla al tempo del covid (le autorità sanitarie decidono in autonomia quando fermare una squadra) c'è il governo che vuole provare a mettere ordine.

Il sottosegretario allo sport, Valentina Vezzali, annuncia una cabina di regia proprio per rendere uniformi le decisioni delle Asl. E c'è già una data: mercoledì infatti è stato fissato l'appuntamento governo-regioni-Lega di A per uscire dall'impasse e garantire il regolare svolgimento del campionato. La Lega si dice certa che con il nuovo protocollo «si potrà giocare il turno di domenica 9» e «completare il campionato», parla di decisioni «confuse e incoerenti» da parte della aziende sanitarie regionali, e ringrazia il Governo per la cabina di regia, paventando la scelta di un ricorso al Tar contro le decisioni della Asl. Chiede intanto di «limitare la competenza delle Asl» Giuseppe Marotta: per l'ad dell'Inter «c'è una grande confusione, stiamo assistendo a situazioni anomale. Bisogna decidere sul protocollo da attuare». Al balletto delle decisioni dice basta il tecnico della Lazio, Maurizio Sarri: «Ci devono dire se è pericolosa o no questa malattia. Se lo è si fa lockdown e si ferma il calcio sennò si declassa a semplice influenza». Il Consiglio di Lega di Serie A, che già aveva detto no ai rinvii delle gare, ha deliberato il regolamento per la gestione dei casi covid: in sostanza si stabilisce che i club con uno o più calciatori positivi devono comunque disputare la gara prevista in calendario nel caso abbiano a disposizione 13 giocatori negativi ai test entro le 24 del giorno precedente.

Il governo proverà a mettere ordine, intanto si gioca a macchia di leopardo: arriveranno i ko a tavolino e conseguente pioggia di ricorsi. Insomma nuova ondata, ma storia vecchia.

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