«Vacciniamoci e ripartiamo in sicurezza»
di Gianna Zazzara
Cadoni, presidente della Figc sarda e lo stop ai dilettanti fino al 23: «Vogliamo tutelare la salute dei nostri calciatori»
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SASSARI. Squadre con tre positivi, alcune dimezzate. E così il comitato regionale della Figc, in linea con i protocolli nazionali, decide di fermare i campionati dilettantistici, dall’Eccellenza in giù, e quelli giovanili fino al 23 gennaio. La variante Omicron mette in ginocchio il calcio sardo.
«Con tre casi la partita salta. Per il turno di ieri erano già arrivate quattro richieste di rinvio in Eccellenza, altrettante in Promozione e in Prima e Seconda categoria. E così abbiamo deciso di fermare tutto per almeno due settimane. Non si giocheranno i turni del 9 e del 16 gennaio. Nel frattempo vedremo come evolverà la situazione sanitaria e, se l’emergenza si dovesse attenuare, i campionati ripartiranno il 23. In questo momento il nostro obiettivo è tutelare la salute dei giocatori, solo questo importa». La decisione di stoppare il calcio regionale non è stata presa a cuor leggero, come spiega il presidente della Figc sarda Gianni Cadoni.
«Veniamo da un anno orribile, la pandemia ha picchiato duro sul calcio dilettanti. Per questo ringrazio tutti i dirigenti che hanno tenuto vive le società nonostante il fermo di un anno. Adesso chiedo a tutti di rispettare il protocollo con più severità in vista della ripartenza del 23 gennaio: distanziamento, mascherine e soprattutto vaccini». Serve in fretta immunizzarsi se si vuole andare avanti.
«È la decisione giusta – dice Cadoni–. Se vogliamo fermare la pandemia questa è l’unica strada, bisogna ricominciare a vivere. Anche se, va detto, nei campionati dilettanti la maggior parte dei giocatori è vaccinata. Certo, in ogni squadra c’è sempre quello che dice no, ma sono mosche rare. Il problema riguarda le squadre giovanili: per la fascia d’età 12-15 anni il richiamo è stato appena approvato e quindi è giusto dare il tempo a tutti per vaccinarsi. È uno dei motivi che ci hanno convinto a fermare i campionati. Il 23 gennaio si tornerà in campo in totale sicurezza. L’obiettivo è finire i campionati».
In queste due settimane Cadoni si incontrerà in videoconferenza con i dirigenti di tutte le società per fare il punto della situazione. «Il nostro obiettivo, ripeto, è finire il campionato. Siamo già a buon punto, in Eccellenza col turno del 23 gennaio saremo già alla seconda giornata di ritorno, negli altri campionati il girone di andata si è già concluso. Ora ci vuole solo un piccolo sforzo, una volta che tutti i giocatori saranno vaccinati si partirà e non ci si fermerà più».
Il presidente Cadoni è fiducioso. «Il virus non corre come l’anno scorso quando in una squadra si registravano anche 30 contagi, ora la situazione è diversa. Un ultimo sforzo e il calcio dilettanti darà ancora spettacolo».
«Con tre casi la partita salta. Per il turno di ieri erano già arrivate quattro richieste di rinvio in Eccellenza, altrettante in Promozione e in Prima e Seconda categoria. E così abbiamo deciso di fermare tutto per almeno due settimane. Non si giocheranno i turni del 9 e del 16 gennaio. Nel frattempo vedremo come evolverà la situazione sanitaria e, se l’emergenza si dovesse attenuare, i campionati ripartiranno il 23. In questo momento il nostro obiettivo è tutelare la salute dei giocatori, solo questo importa». La decisione di stoppare il calcio regionale non è stata presa a cuor leggero, come spiega il presidente della Figc sarda Gianni Cadoni.
«Veniamo da un anno orribile, la pandemia ha picchiato duro sul calcio dilettanti. Per questo ringrazio tutti i dirigenti che hanno tenuto vive le società nonostante il fermo di un anno. Adesso chiedo a tutti di rispettare il protocollo con più severità in vista della ripartenza del 23 gennaio: distanziamento, mascherine e soprattutto vaccini». Serve in fretta immunizzarsi se si vuole andare avanti.
«È la decisione giusta – dice Cadoni–. Se vogliamo fermare la pandemia questa è l’unica strada, bisogna ricominciare a vivere. Anche se, va detto, nei campionati dilettanti la maggior parte dei giocatori è vaccinata. Certo, in ogni squadra c’è sempre quello che dice no, ma sono mosche rare. Il problema riguarda le squadre giovanili: per la fascia d’età 12-15 anni il richiamo è stato appena approvato e quindi è giusto dare il tempo a tutti per vaccinarsi. È uno dei motivi che ci hanno convinto a fermare i campionati. Il 23 gennaio si tornerà in campo in totale sicurezza. L’obiettivo è finire i campionati».
In queste due settimane Cadoni si incontrerà in videoconferenza con i dirigenti di tutte le società per fare il punto della situazione. «Il nostro obiettivo, ripeto, è finire il campionato. Siamo già a buon punto, in Eccellenza col turno del 23 gennaio saremo già alla seconda giornata di ritorno, negli altri campionati il girone di andata si è già concluso. Ora ci vuole solo un piccolo sforzo, una volta che tutti i giocatori saranno vaccinati si partirà e non ci si fermerà più».
Il presidente Cadoni è fiducioso. «Il virus non corre come l’anno scorso quando in una squadra si registravano anche 30 contagi, ora la situazione è diversa. Un ultimo sforzo e il calcio dilettanti darà ancora spettacolo».
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