Taekwondo, una passione tutta sarda
In aumento i ragazzi che praticano la disciplina. Il presidente regionale Bussu: «È uno sport che aiuta a crescere»
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SASSARI. Sono pochi in Sardegna i paesi che non hanno una palestra nella quale si pratica taekwondo. Sport in ascesa, disciplina giovane. E i recenti campionati regionali lo hanno testimoniato, per risultati e presenze. A stilare un bilancio sul movimento è il presidente regionale della Federazione, Salvatore Bussu.
Presidente, qual è la situazione del movimento del taekwondo in Sardegna?
«Da marzo scorso ad oggi il lavoro, l’impegno e i risultati non sono mancati. Abbiamo lavorato a 360 gradi nonostante tutte le restrizioni causate dall’emergenza sanitaria. In particolare abbiamo cercato di portare avanti un lavoro a livello regionale con sei raduni di squadre regionali (sia forme che combattimenti), un campus col campione del mondo di forme Andrea Notaro, due esami regionali per cinture nere, due gare regionali di forme e combattimento, un corso supplementare Coni e tkd, due gare nazionali forme ad Arezzo, una gara nazionale combattimenti Napoli e infine una gara nazionale combattimenti a Busto Arsizio».
Nei giorni scorsi si sono svolti i campionati regionale. Un modo concreto per ripartire.
«Organizzare una gara è sempre impegnativo, l’unico neo è che si devono svolgere a porte chiuse. Sappiamo benissimo quanto un ragazzo in gara non abbia bisogno solo del proprio maestro ma anche del sostegno della propria famiglia e degli amici. Ma i nostri atleti sono intelligenti, amano questo sport e sono molto collaborativi».
Ci sono sempre più giovani che praticano il taekwondo.
«Tutti i ragazzi che praticano sport, qualunque disciplina, per me sono motivo di orgoglio. Meglio ancora però, se praticano il taekwondo. Questa disciplina è in continua ascesa tra i ragazzi ed anche tra le ragazze, che vedono questo sport come un grande aiuto per la loro crescita non solo atletica ma anche sociale».
Quali sono gli obiettivi principali che intende concretizzare nel suo mandato?
«Mi propongo di divulgare al meglio nella nostra isola il tkd e portare avanti progetti importanti che stiamo elaborando con il mio team. Abbiamo grande voglia di lavorare e di portare i nostri atleti regionali il più possibile sul podio delle varie gare in programma nel 2022».
Piero Garau
Presidente, qual è la situazione del movimento del taekwondo in Sardegna?
«Da marzo scorso ad oggi il lavoro, l’impegno e i risultati non sono mancati. Abbiamo lavorato a 360 gradi nonostante tutte le restrizioni causate dall’emergenza sanitaria. In particolare abbiamo cercato di portare avanti un lavoro a livello regionale con sei raduni di squadre regionali (sia forme che combattimenti), un campus col campione del mondo di forme Andrea Notaro, due esami regionali per cinture nere, due gare regionali di forme e combattimento, un corso supplementare Coni e tkd, due gare nazionali forme ad Arezzo, una gara nazionale combattimenti Napoli e infine una gara nazionale combattimenti a Busto Arsizio».
Nei giorni scorsi si sono svolti i campionati regionale. Un modo concreto per ripartire.
«Organizzare una gara è sempre impegnativo, l’unico neo è che si devono svolgere a porte chiuse. Sappiamo benissimo quanto un ragazzo in gara non abbia bisogno solo del proprio maestro ma anche del sostegno della propria famiglia e degli amici. Ma i nostri atleti sono intelligenti, amano questo sport e sono molto collaborativi».
Ci sono sempre più giovani che praticano il taekwondo.
«Tutti i ragazzi che praticano sport, qualunque disciplina, per me sono motivo di orgoglio. Meglio ancora però, se praticano il taekwondo. Questa disciplina è in continua ascesa tra i ragazzi ed anche tra le ragazze, che vedono questo sport come un grande aiuto per la loro crescita non solo atletica ma anche sociale».
Quali sono gli obiettivi principali che intende concretizzare nel suo mandato?
«Mi propongo di divulgare al meglio nella nostra isola il tkd e portare avanti progetti importanti che stiamo elaborando con il mio team. Abbiamo grande voglia di lavorare e di portare i nostri atleti regionali il più possibile sul podio delle varie gare in programma nel 2022».
Piero Garau
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