Olbia, la carica di Pisano: «I playoff? Ci proviamo»

Parla il capitano dei bianchi: «Vogliamo fare meglio del 2021, dipenderà da noi» La nuova forma fisica dopo l’infortunio: «Sto bene, sono orgoglioso di me stesso»

OLBIA. Una pausa natalizia più lunga del previsto permette di fare qualche ragionamento in più. Sulla stagione sinora disputata e su un salto di qualità ancora non fatto del tutto. Le prossime settimane potrebbero essere il punto di svolta. Anche se Francesco Pisano, 35 anni, non è così avventato: senza fretta però senza tregua, è il proverbio che dice tra le righe quando parla della sua Olbia e di sé stesso, tornato perno della squadra.

Capitano, vi ritrovate a vivere una situazione simile allo scorso anno: partite rinviate e tanto tempo lontani dal campo.

«Sì, ma ora saremo concentrati sulla settimana in vista della sfida contro la Lucchese. Sarà una bella partita e, come ha detto anche il presidente, importante (in classifica Olbia e Lucchese sono a 25 punti, ndc)».

A febbraio 2021 un brutto infortunio le ha fatto concludere la stagione con largo anticipo. Ora invece si sente di aver ripreso il proprio ruolo nelle gerarchie e una forma fisica ottimale?

«Sto vivendo bene, sono contento e orgoglioso di me stesso. Era la seconda volta che mi rompevo il perone, a Cagliari successe all’altro, al sinistro (nel 2013). Questa volta, perciò, sapevo cosa volesse dire recuperare, affrontare la riabilitazione, sopportare e convivere con i dolori. Alla fine dei conti ho saltato pochi allenamenti e sono riuscito a rimettermi presto a disposizione, ed era il mio obbiettivo».

E anche a dimostrarsi uno dei giocatori più utili ai cambiamenti tattici di Canzi, come avete affrontato il nuovo 3-4-1-2?

«La difesa a tre la conoscevamo, un anno fa abbiamo iniziato così, è servito un po’ di tempo durante le settimane di allenamento per metabolizzare movimenti e tattica ma ci stiamo trovando. La fase difensiva è migliorata».

Un difensore su tutti è balzato in primo piano: Boccia, nelle ultime partite si è fatto notare.

«Siamo amici, mi sento di parlarne bene anche perché è un grande professionista, non ha mai mollato e quando è stato chiamato in causa si è fatto trovare pronto. Penso debba essere d’esempio per tutti, non ha mai detto una parola fuori posto».

Per rimanere in tema difesa, che ne pensa di Altare al Cagliari?

«Mi fa piacere, aveva avuto poco spazio ma in questo momento dimostra che può stare nella categoria della serie A, e se lo merita. Nelle partite in cui ha giocato, ha fatto sicuramente bene. Per come lo conosco, può farcela».

Un commento sulla stagione della sua ex squadra rossoblù?

«È un campionato ancora lungo. Gli ultimi due risultati, le vittorie con Samp e Bologna, sono stati molto importanti per accorciare la classifica in zona salvezza. Ci sono riusciti, ora c’è tutto un girone».

Parlando dell’Olbia, il presidente Marino è convinto che l’obbiettivo siano i playoff, questa squadra può farcela?

«Il presidente è giustamente ambizioso, e questa carica sa trasmetterla alla squadra. Ce la metteremo tutta, anche per noi posso dire che abbiamo un girone di ritorno ancora da affrontare, in serie C è particolare, diventa quasi un campionato a parte. Siamo consapevoli di essere noi a determinare i traguardi. Al di là del piazzamento, dobbiamo fare meglio dell’anno scorso».

Del girone B c’è una squadra che l’ha impressionata?

«Il Modena, ha un bravo allenatore, Attilio Tesser, che ho avuto a Cagliari e ad Avellino, e grandi individualità».

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