Cagliari poco cinico l’ex Sottil pareggia
di Roberto Muretto
Con la Fiorentina un punto che sta molto stretto ai rossoblù
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INVIATO A CAGLIARI. È successo di tutto. Rigori sbagliati, espulsione, il gol dell'ex, pali e traverse. Il Cagliari deve mordersi le mani. Sì, perchè nonostante i tanti problemi legati al Covid e agli infortuni, ha buttato al vento una vittoria che ormai sembrava avere in pugno. Non è stata sfortuna, i rossoblù devono recitare il mea culpa non solo per il rigore sbagliato da Joao Pedro (un errore dal dischetto prima lo aveva commesso Biraghi), ma per il pallone perso da Marin che ha innescato la ripartenza vincente di Sottil. Una ingenuità colossale, perchè con l'uomo in più la palla si fa circolare e non si porta. È assurdo subire un gol in contropiede in superiorità numerica. Mazzarri se avesse potuto a fine gara avrebbe spaccato la panchina, tanta era la rabbia per aver pareggiato un match che si era incanalato sui giusti binari. È vero che i Quattro Mori si sono avvicinati al Venezia, ma adesso ogni occasione persa ha un peso doppio rispetto al girone di andata. La vittoria sarebbe stata oro colato perchè ottenuta con una formazione super rimaneggiata e contro un avversario di spessore. Avrebbe avuto lo stesso effetto che hanno gli spinaci su Braccio di Ferro. Bisogna comunque guardare avanti, fare tesoro degli errori per non commetterli ancora. La corsa salvezza continua. C'è da soffrire.
Alto mare. Fino a poche ore dalla partita Mazzarri non sapeva su quali giocatori poteva contare. Alla fine ha saputo di poter recuperare quattro dei tanti positivi al Covid. Due li ha messi in campo dall'inizio, Bellanova e Grassi, gli altri (Aresti e Lovato) in panchina. Forfait anche di Nandez che non ha recuperato dalla botta subita a Reggio Emilia. Obert è il terzo di sinistra nella difesa a tre, Zappa e Bellanova gli esterni di centrocampo, in avanti è Pereiro ad affiancare Joao Pedro. Dalbert si prende cura di Torreira nella fase di non possesso, sul quale va anche Grassi. Gli assenti, infortunati compresi, sono una decina. Italiano schiera una Fiorentina a trazione anteriore. Piatek sostituisce Vlahovic, Ikonè al posto di Saponara nel tridente completato da Gonzalez. Castrovilli e Bonaventura a centrocampo con licenza di muoversi liberamente tra le linee.
Super Radunovic. Il Cagliari soffre il pressing a tutto campo della Fiorentina e va in difficoltà sulle corsie perchè la squadra di Italiano ha gli esterni che si sovrappongono e creano la superiorità numerica. Su una di queste Odriozola sorprende Bellanova che lo tocca in area. Rigore netto. Radunovic respinge la conclusione dal dischetto di Biraghi. Tutti in piedi ad applaudire quando al 13' appare l'immagine di Davide Astori sul maxischermo. Il capitano è nel cuore dei tifosi delle due squadre. I rossoblù sono generosi, sanno di dover dosare le energie e lasciano il pallino del gioco agli avversari. Jao Pedro è una spina nel fianco della difesa viola e solo il palo gli nega la gioia del gol dopo un'azione caparbia. E la traversa invece dice no anche a Marin la cui punizione è deviata da Milenkovic.
Super Joao. Il ct Mancini, che oggi lo convocherà per lo stage dell'Italia, si sarà lustrato gli occhi quando di testa ha sbloccato la partita. Un gran gol con uno stacco in anticipo su Odriozola. Mazzarri aveva appena cambiato Altare con Lovato e Italiano Castrovilli con Maleh. Il Cagliari è più determinato, più aggressivo. Pressa in tutte le zone del campo e costringe la Fiorentina ad accelerare le giocate. Il tecnico dei toscani si gioca la carta dell'ex Sottil (sarà quella vincente)r che rileva Ikonè.
Super Terracciano. Questa volta è il portiere della Fiorentina a fare il "fenomeno" parando il rigore di Joao Pedro, concesso per un fallo di mano di Odriozola, poi espulso. Ma l'errore costa caro al Cagliari. Una palla persa banalmente da Marin, innesca la ripartenza di Sottil che trova il palo opposto rimettendo la gara in parità. Fa un gestaccio verso il pubblico e viene preso di mira con insulti irripetibili. Il Cagliari con l'uomo in più dovrebbe ragionare e sfruttare il vantaggio. Joao si fa ammonire in modo ingenuo e salterà la gara con l'Atalanta alla ripresa dopo la sosta. Il forcing finale non produce effetti. Il Cagliari deve mordersi le mani ha perso una grande occasione per togliere la testa da sotto l'acqua. Avesse portato a casa i tre punti , oggi sarebbe quart'ultimo e quindi salvo. La strada è difficile, piena di difficoltà. Occasioni così vanno sfruttate se ci si vuole salvare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Alto mare. Fino a poche ore dalla partita Mazzarri non sapeva su quali giocatori poteva contare. Alla fine ha saputo di poter recuperare quattro dei tanti positivi al Covid. Due li ha messi in campo dall'inizio, Bellanova e Grassi, gli altri (Aresti e Lovato) in panchina. Forfait anche di Nandez che non ha recuperato dalla botta subita a Reggio Emilia. Obert è il terzo di sinistra nella difesa a tre, Zappa e Bellanova gli esterni di centrocampo, in avanti è Pereiro ad affiancare Joao Pedro. Dalbert si prende cura di Torreira nella fase di non possesso, sul quale va anche Grassi. Gli assenti, infortunati compresi, sono una decina. Italiano schiera una Fiorentina a trazione anteriore. Piatek sostituisce Vlahovic, Ikonè al posto di Saponara nel tridente completato da Gonzalez. Castrovilli e Bonaventura a centrocampo con licenza di muoversi liberamente tra le linee.
Super Radunovic. Il Cagliari soffre il pressing a tutto campo della Fiorentina e va in difficoltà sulle corsie perchè la squadra di Italiano ha gli esterni che si sovrappongono e creano la superiorità numerica. Su una di queste Odriozola sorprende Bellanova che lo tocca in area. Rigore netto. Radunovic respinge la conclusione dal dischetto di Biraghi. Tutti in piedi ad applaudire quando al 13' appare l'immagine di Davide Astori sul maxischermo. Il capitano è nel cuore dei tifosi delle due squadre. I rossoblù sono generosi, sanno di dover dosare le energie e lasciano il pallino del gioco agli avversari. Jao Pedro è una spina nel fianco della difesa viola e solo il palo gli nega la gioia del gol dopo un'azione caparbia. E la traversa invece dice no anche a Marin la cui punizione è deviata da Milenkovic.
Super Joao. Il ct Mancini, che oggi lo convocherà per lo stage dell'Italia, si sarà lustrato gli occhi quando di testa ha sbloccato la partita. Un gran gol con uno stacco in anticipo su Odriozola. Mazzarri aveva appena cambiato Altare con Lovato e Italiano Castrovilli con Maleh. Il Cagliari è più determinato, più aggressivo. Pressa in tutte le zone del campo e costringe la Fiorentina ad accelerare le giocate. Il tecnico dei toscani si gioca la carta dell'ex Sottil (sarà quella vincente)r che rileva Ikonè.
Super Terracciano. Questa volta è il portiere della Fiorentina a fare il "fenomeno" parando il rigore di Joao Pedro, concesso per un fallo di mano di Odriozola, poi espulso. Ma l'errore costa caro al Cagliari. Una palla persa banalmente da Marin, innesca la ripartenza di Sottil che trova il palo opposto rimettendo la gara in parità. Fa un gestaccio verso il pubblico e viene preso di mira con insulti irripetibili. Il Cagliari con l'uomo in più dovrebbe ragionare e sfruttare il vantaggio. Joao si fa ammonire in modo ingenuo e salterà la gara con l'Atalanta alla ripresa dopo la sosta. Il forcing finale non produce effetti. Il Cagliari deve mordersi le mani ha perso una grande occasione per togliere la testa da sotto l'acqua. Avesse portato a casa i tre punti , oggi sarebbe quart'ultimo e quindi salvo. La strada è difficile, piena di difficoltà. Occasioni così vanno sfruttate se ci si vuole salvare.
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