Per l’Olbia è un gioco da Ragatzu
di Paolo Ardovino
Al “Nespoli” il campionato riparte con la vittoria sulla Lucchese. Il numero 10 sblocca la partita con un gol acrobatico
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OLBIA. È la vittoria delle consapevolezze. L’Olbia si scopre una squadra che riesce a raggiungere il massimo risultato pure se non preme tutto il piede sull’acceleratore. Capisce che può cambiare volto a una giornata che sembra partita storta. E sa di poter contare su un trascinatore: con un gol acrobatico di Ragatzu, i bianchi superano la Lucchese sia sul campo (1-0) che in classifica.
Per la sfida del “Nespoli”, prima partita del nuovo anno, l’allenatore dei galluresi Max Canzi opta per la proprietà commutativa: punta su Travaglini ma sulla linea della difesa a tre, con Brignani e Boccia, mentre Pisano esterno di centrocampo insieme a Pinna. È l’unica variazione percepibile, gli darà ragione al triplice fischio. Ormai l’Olbia ci sta facendo l’abitudine a concludere le partite senza subire reti, così è stato anche al ritorno di Ciocci tra i pali, il giovane portiere si era fermato a novembre per un infortunio al ginocchio. Ragatzu è la stella più luminosa dei bianchi. Dopo qualche ombra di troppo specie tra ottobre e novembre, il numero dieci è decisivo nel momento opportuno e sblocca la partita con una giocata delle sue: da asso di categoria superiore. Gol in semi rovesciata al limite dell’area su assist di Udoh. È quello che serviva e quello che per primo si auspicava lo stesso tecnico, che durante la pausa invernale aveva avuto parole di incoraggiamento per il fantasista. In copertina ci finisce anche Boccia, vera sorpresa della nuova Olbia.
Se la squadra subisce pochi gol e convince in fase difensiva, una parte del merito va al talento scuola Cagliari diventato da centrale della difesa un baluardo. Fanno ben sperare e sorridere, in vista del tour de force di febbraio, i rientri dall’infermeria di Emerson e di Arboleda. Biancu piuttosto guadagna in pagella un 6 che è solo politico, convince poco. Alla ricerca dello spunto vincente – le conclusioni dal limite diventate suo marchio di fabbrica, ma nessuna trova lo specchio della porta – e di sentirsi nel vivo dell’azione, ma con contributi troppo imprecisi.
Fatta eccezione per un paio di conclusioni sponda Olbia, è la Lucchese la vera protagonista del primo tempo, capace di mettere seriamente in difficoltà i padroni di casa e disinnescare ogni loro iniziativa. Sotto rete, invece, i toscani si fanno sentire al 7’ con una punizione ravvicinata di Corsinelli, ma la palla termina fuori. Al 12’ Visconti prova a lanciare Semprini ma a tu per tu con Ciocci il centravanti è impreciso. Lo stesso ci prova al 41’ con un tiro in velocità e non trova la porta. La scintilla per i bianchi equivale al gol del vantaggio. Azione che inizia e finisce con Ragatzu, servito da Udoh (50’). Quest’ultimo sfiora di testa il raddoppio dieci minuti dopo. L’azione più clamorosa all’81’: ancora Udoh (altro protagonista) mette palla in mezzo, tocco di Ragatzu e Chierico dentro l’area prova il tiro: incrocio dei pali. Rimane una sola rete di scarto ma arrivano tre punti.
Per la sfida del “Nespoli”, prima partita del nuovo anno, l’allenatore dei galluresi Max Canzi opta per la proprietà commutativa: punta su Travaglini ma sulla linea della difesa a tre, con Brignani e Boccia, mentre Pisano esterno di centrocampo insieme a Pinna. È l’unica variazione percepibile, gli darà ragione al triplice fischio. Ormai l’Olbia ci sta facendo l’abitudine a concludere le partite senza subire reti, così è stato anche al ritorno di Ciocci tra i pali, il giovane portiere si era fermato a novembre per un infortunio al ginocchio. Ragatzu è la stella più luminosa dei bianchi. Dopo qualche ombra di troppo specie tra ottobre e novembre, il numero dieci è decisivo nel momento opportuno e sblocca la partita con una giocata delle sue: da asso di categoria superiore. Gol in semi rovesciata al limite dell’area su assist di Udoh. È quello che serviva e quello che per primo si auspicava lo stesso tecnico, che durante la pausa invernale aveva avuto parole di incoraggiamento per il fantasista. In copertina ci finisce anche Boccia, vera sorpresa della nuova Olbia.
Se la squadra subisce pochi gol e convince in fase difensiva, una parte del merito va al talento scuola Cagliari diventato da centrale della difesa un baluardo. Fanno ben sperare e sorridere, in vista del tour de force di febbraio, i rientri dall’infermeria di Emerson e di Arboleda. Biancu piuttosto guadagna in pagella un 6 che è solo politico, convince poco. Alla ricerca dello spunto vincente – le conclusioni dal limite diventate suo marchio di fabbrica, ma nessuna trova lo specchio della porta – e di sentirsi nel vivo dell’azione, ma con contributi troppo imprecisi.
Fatta eccezione per un paio di conclusioni sponda Olbia, è la Lucchese la vera protagonista del primo tempo, capace di mettere seriamente in difficoltà i padroni di casa e disinnescare ogni loro iniziativa. Sotto rete, invece, i toscani si fanno sentire al 7’ con una punizione ravvicinata di Corsinelli, ma la palla termina fuori. Al 12’ Visconti prova a lanciare Semprini ma a tu per tu con Ciocci il centravanti è impreciso. Lo stesso ci prova al 41’ con un tiro in velocità e non trova la porta. La scintilla per i bianchi equivale al gol del vantaggio. Azione che inizia e finisce con Ragatzu, servito da Udoh (50’). Quest’ultimo sfiora di testa il raddoppio dieci minuti dopo. L’azione più clamorosa all’81’: ancora Udoh (altro protagonista) mette palla in mezzo, tocco di Ragatzu e Chierico dentro l’area prova il tiro: incrocio dei pali. Rimane una sola rete di scarto ma arrivano tre punti.
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