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Olimpiadi, le speranze azzurre e gli auguri di Mattarella
ROMA. «Vi seguirò con grande affetto e ci rivedremo al ritorno. L'Italia è sempre orgogliosa di voi». Il messaggio all'Italia in partenza per i Giochi di Pechino, in programma dal 4 al 20 febbraio, è...
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ROMA. «Vi seguirò con grande affetto e ci rivedremo al ritorno. L'Italia è sempre orgogliosa di voi». Il messaggio all'Italia in partenza per i Giochi di Pechino, in programma dal 4 al 20 febbraio, è del neo rieletto presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Una spinta in più che aggiunge fiducia alle già alte speranze azzurre: fare meglio rispetto a PyeongChang 2018, quando l'Italia chiuse con dieci medaglie, tre delle quali d'oro. Più difficile entrare nella top10 tra le nazioni, per cui servono minimo cinque ori, e utopistico pensare di battere il record di venti medaglie, che resiste da Lillehammer 1994.
Le premesse però ci sono, perché la squadra è ampia (118 atleti, 46 le donne) e completa e i protagonisti di quattro anni fa sono quasi tutti pronti a riprovarci, con le donne nei panni delle trascinatrici. Gli ori della Corea furono portati da Michela Moioli (snowboard cross), Arianna Fontana (500 metri short track) e Sofia Goggia (discesa libera). Se le prime due hanno tutto per confermarsi, la sfortunata caduta di Cortina ha gettato ombre sul possibile bis della discesista lombarda. E proprio alla Goggia il capo dello stato ha rivolto, in un colloquio telefonico con il presidente del Coni, Giovanni Malagò, i suoi pensieri: «Rivolga i miei più calorosi saluti alle atlete e agli atleti azzurri. E in particolare a Michela Moioli per il suo nuovo ruolo di portabandiera e a Sofia Goggia con gli auguri di pronta guarigione». La Sofia nazionale ce la sta mettendo tutta per farsi trovare pronta all'appuntamento a cinque cerchi («work molto in progress» aveva scritto mentre si allenava in palestra), e oggi arriva la conferma che le condizioni del ginocchio migliorano, al punto che presto i carichi di lavoro verranno intensificati.
Le premesse però ci sono, perché la squadra è ampia (118 atleti, 46 le donne) e completa e i protagonisti di quattro anni fa sono quasi tutti pronti a riprovarci, con le donne nei panni delle trascinatrici. Gli ori della Corea furono portati da Michela Moioli (snowboard cross), Arianna Fontana (500 metri short track) e Sofia Goggia (discesa libera). Se le prime due hanno tutto per confermarsi, la sfortunata caduta di Cortina ha gettato ombre sul possibile bis della discesista lombarda. E proprio alla Goggia il capo dello stato ha rivolto, in un colloquio telefonico con il presidente del Coni, Giovanni Malagò, i suoi pensieri: «Rivolga i miei più calorosi saluti alle atlete e agli atleti azzurri. E in particolare a Michela Moioli per il suo nuovo ruolo di portabandiera e a Sofia Goggia con gli auguri di pronta guarigione». La Sofia nazionale ce la sta mettendo tutta per farsi trovare pronta all'appuntamento a cinque cerchi («work molto in progress» aveva scritto mentre si allenava in palestra), e oggi arriva la conferma che le condizioni del ginocchio migliorano, al punto che presto i carichi di lavoro verranno intensificati.
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