«Peccato, meritavamo il pareggio»
dall’inviato
Il presidente Stefano Udassi è comunque fiducioso: «Non ci arrendiamo»
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GIUGLIANO. A fine partita il volto di Stefano Udassi è tirato. Il presidente della Torres ha sperato fino all’ultimo nel pareggio. «Peccato - dice subito -, sarebbe stato meritato per quello che si è visto. La partita l’abbiamo fatta quasi sempre noi, è stata decisa da un episodio che non è nemmeno così chiaro. Il rigore ha condizionato la gara, su questo non ci sono dubbi. Torniamo a casa delusi ma io di campionati vinti a gennaio non ne ho mai visti».
Udassi è stato giocatore, sa che restare con un pugno di mosche tra le mani brucia, soprattutto quando sei consapevole di aver giocato alla pari, se non meglio, dell’avversario. «Noi siamo scesi in campo con personalità - aggiunge - e nella prima mezz’ora abbiamo sempre tenuto il pallino del gioco, sfiorando il vantaggio. Ai ragazzi non c’è nulla da rimproverare, hanno giocato una bella partita, commesso anche qualche errore, ma sono cose che ci stanno».
Il presidente rende omaggio agli avversari. «Il Giugliano è in testa alla classifica non per caso. È una squadra forte, organizzata, che in difesa rischia pochissimo. Questo spiega perchè in 17 gare hanno subito solo sei gol. Però la Torres, pur avendo perso entrambi gli scontri diretti, non si arrende, va avanti a testa alta, consapevole dei propri mezzi. Noi facciamo il nostro cammino, alla fine tireremo le somme».
C’è stato un episodio nel secondo tempo nell’area del Giugliano che ha fatto discutere. In quella occasione i giocatori della Torres hanno chiesto il rigore ad alta voce. «Da dove eravamo noi non è che si sia visto molto, però se ha concesso il rigore a loro, poteva starci anche questo. I nostri giocatori dicono che il tocco con la mano c’è stato. Ma è andata così ed è inutile recriminare. Guardiamo al futuro sereni, dopo una prestazione di questo livello, sul campo della capolista, dobbiamo avere ancora di più fiducia nei nostri mezzi».
Udassi ringrazia i tifosi. «Ci hanno incitato dall’inizio alla fine - conclude -, dobbiamo essere grati, per essere qui hanno fatto dei sacrifici e si sono fatti sentire». (r.m.)
Udassi è stato giocatore, sa che restare con un pugno di mosche tra le mani brucia, soprattutto quando sei consapevole di aver giocato alla pari, se non meglio, dell’avversario. «Noi siamo scesi in campo con personalità - aggiunge - e nella prima mezz’ora abbiamo sempre tenuto il pallino del gioco, sfiorando il vantaggio. Ai ragazzi non c’è nulla da rimproverare, hanno giocato una bella partita, commesso anche qualche errore, ma sono cose che ci stanno».
Il presidente rende omaggio agli avversari. «Il Giugliano è in testa alla classifica non per caso. È una squadra forte, organizzata, che in difesa rischia pochissimo. Questo spiega perchè in 17 gare hanno subito solo sei gol. Però la Torres, pur avendo perso entrambi gli scontri diretti, non si arrende, va avanti a testa alta, consapevole dei propri mezzi. Noi facciamo il nostro cammino, alla fine tireremo le somme».
C’è stato un episodio nel secondo tempo nell’area del Giugliano che ha fatto discutere. In quella occasione i giocatori della Torres hanno chiesto il rigore ad alta voce. «Da dove eravamo noi non è che si sia visto molto, però se ha concesso il rigore a loro, poteva starci anche questo. I nostri giocatori dicono che il tocco con la mano c’è stato. Ma è andata così ed è inutile recriminare. Guardiamo al futuro sereni, dopo una prestazione di questo livello, sul campo della capolista, dobbiamo avere ancora di più fiducia nei nostri mezzi».
Udassi ringrazia i tifosi. «Ci hanno incitato dall’inizio alla fine - conclude -, dobbiamo essere grati, per essere qui hanno fatto dei sacrifici e si sono fatti sentire». (r.m.)
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