Fischnaller è di bronzo nello slittino
Terza medaglia azzurra ai Giochi invernali di Pechino: «Rivincita della Corea»
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PECHINO. Con un'ultima manche straordinaria lo slittino diventa di bronzo, la terza medaglia dell'Italia a Pechino 2022. Dominik Fischnaller è euforico all'arrivo, consapevole di aver fatto l'impresa è di essersi liberato per sempre di un incubo lungo 4 anni. «Una grande liberazione per tanti motivi. È stata una settimana davvero difficile quando hanno trovato positivo al Covid mio cugino Kevin, ho avuto paura come tutta la squadra. Mi è mancato averlo al mio fianco in gara, e a lui dedico la medaglia», ha commentato a caldo il 28enne di Bressanone. Che ha aggiunto: «Ho fatto due bellissime manche senza errori, nella terza sono stato un po’ lento all'arrivo e nell'ultima ho giocato la mia ultima carta perché preferivo arrivare decimo che di nuovo quarto. Quei 2 millesimi di PyeongChang son sempre stati nella mia testa per gli ultimi 4 anni. Ora finalmente posso lasciarmeli alle spalle».
Forte l'esultanza del presidente del Coni, Giovanni Malagò, sempre in isolamento Covid a Pechino. «È una medaglia alla quale tenevamo tantissimo. Ci avevamo puntato già quattro anni fa a PyeongChang. Ora si è preso la sua grande rivincita». Gara vinta dal tedesco Johannes Ludwig, seguito dall'austriaco Wolfgang Kindl.
Malagò si è spinto oltre: »Hanno lavorato seriamente e duramente in questi anni e oggi possiamo dire che l'Italia ha trovato l'erede di (Armin) Zoeggeler, soprattutto in prospettiva di Milano Cortina 2026«. Un'incoronazione vera e propria a erede del 'Cannibalè, la leggenda capace di divorare sei medaglie in altrettante Olimpiadi, di cui due d'oro. Infine, un'annotazione amara: »Considerando che in Italia non abbiamo una pista, questa medaglia si può definire quasi un miracolo«, ha detto Malagò, rilanciando la questione degli sport considerati di nicchia che portano medaglie tra enormi sacrifici.
Intanto, quanto alla giornata di gare, da segnalare la prima medaglia d'oro della sua storia ai Giochi invernali della Nuova Zelanda con Zoi Sadowski-Synnott nello slopestyle femminile.
Forte l'esultanza del presidente del Coni, Giovanni Malagò, sempre in isolamento Covid a Pechino. «È una medaglia alla quale tenevamo tantissimo. Ci avevamo puntato già quattro anni fa a PyeongChang. Ora si è preso la sua grande rivincita». Gara vinta dal tedesco Johannes Ludwig, seguito dall'austriaco Wolfgang Kindl.
Malagò si è spinto oltre: »Hanno lavorato seriamente e duramente in questi anni e oggi possiamo dire che l'Italia ha trovato l'erede di (Armin) Zoeggeler, soprattutto in prospettiva di Milano Cortina 2026«. Un'incoronazione vera e propria a erede del 'Cannibalè, la leggenda capace di divorare sei medaglie in altrettante Olimpiadi, di cui due d'oro. Infine, un'annotazione amara: »Considerando che in Italia non abbiamo una pista, questa medaglia si può definire quasi un miracolo«, ha detto Malagò, rilanciando la questione degli sport considerati di nicchia che portano medaglie tra enormi sacrifici.
Intanto, quanto alla giornata di gare, da segnalare la prima medaglia d'oro della sua storia ai Giochi invernali della Nuova Zelanda con Zoi Sadowski-Synnott nello slopestyle femminile.
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