il presidente udassi
«Lo stop non cambia nulla, si può crescere anche così»
SASSARI. Mentre nello stanzone laziale si festeggia fin troppo rumorosamente la vittoria, in quello rossoblù si cerca di riportare l'ordine mentale in una squadra emotivamente in tilt.Gli animi...
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SASSARI. Mentre nello stanzone laziale si festeggia fin troppo rumorosamente la vittoria, in quello rossoblù si cerca di riportare l'ordine mentale in una squadra emotivamente in tilt.
Gli animi accesi non consentono analisi lucide di una partita che sebbene complicata nessuno pensava di perdere. E' andata male su tutti i fronti e così niente interviste per i giocatori, in un momento in cui tenere a bada parole e pensieri non è cosa facile. Allora l'incarico lo prende il presidente, (che mai si era affacciato in sala stampa), sentendo l'esigenza della società di riportare tutti alla calma. «Sono qua – dice Stefano Udassi – per dare un segnale positivo all'abiente e invitare tutti a stare tranquilli e sereni. Non è il caso di alzare i toni ma è il momento di stare vicini alla squadra. C'è sempre massima fiducia nei ragazzi e questa sconfitta non cambia niente, siamo sempre là e continueremo a giocarcela, con l'aiuto dei tifosi e della città. La lotta resta aperta e in un campionato così difficile la vince che dimostra di avere i nervi più saldi. Resettiamo questa brutta giornata e guardiamo avanti, rimanendo uniti e compatti, senza perdere di vista i nostri obiettivi».
Il volto è tirato, il concitato finale di gara ha "spremuto" anche lui, ma le parole sono forti e chiare: la Torres c'è ancora e vuole andare avanti. E se non fosse ancora chiaro.... «Il momento è particolare e la società invita tutti alla tranquillità, farsi prendere dal nervosismo porta fuori strada e noi dobbiamo stare concentrati sul nostro percorso di crescita, che non finisce certo con questa sconfitta. Continuiamo a fare la nostra parte, come prima e anche meglio di prima, sfruttando a nostro favore anche giornate negative come questa per imparare».
Così sulla partita: «E' stata equilibrata, bravi noi e bravi loro fino a metà della ripresa. Poi siamo finiti tutti in preda al nervosismo, gli ultimi dieci minuti sono stati di totale confusione ma bisogna saper accettare anche certi schiaffi senza perdere la testa». Perdere è sempre una botta dura da assorbire, ma stavolta c'è di peggio e riguarda il ricco capitolo di cartellini piovuti sui sassaresi, addirittura tre rossi e tutti a carico di difensori centrali. «E' la cosa più grave di questa domenica, si dovrà fare di necessità virtù – afferma Udassi, che si concede una puntualizzazione sulla cacciata di Ferrante –. Per me la sua espulsione resta incomprensibile, si è trattato di un normale contrasto di gioco, anche se duro». Prima di Ferrante aveva preso la via anticipata degli spogliatoi Dametto, poi tra le scintille degli ultimi minuti è rimasto "bruciato" anche Antonelli, che neppure era in campo. Peggio di così....
Sa. U.
Gli animi accesi non consentono analisi lucide di una partita che sebbene complicata nessuno pensava di perdere. E' andata male su tutti i fronti e così niente interviste per i giocatori, in un momento in cui tenere a bada parole e pensieri non è cosa facile. Allora l'incarico lo prende il presidente, (che mai si era affacciato in sala stampa), sentendo l'esigenza della società di riportare tutti alla calma. «Sono qua – dice Stefano Udassi – per dare un segnale positivo all'abiente e invitare tutti a stare tranquilli e sereni. Non è il caso di alzare i toni ma è il momento di stare vicini alla squadra. C'è sempre massima fiducia nei ragazzi e questa sconfitta non cambia niente, siamo sempre là e continueremo a giocarcela, con l'aiuto dei tifosi e della città. La lotta resta aperta e in un campionato così difficile la vince che dimostra di avere i nervi più saldi. Resettiamo questa brutta giornata e guardiamo avanti, rimanendo uniti e compatti, senza perdere di vista i nostri obiettivi».
Il volto è tirato, il concitato finale di gara ha "spremuto" anche lui, ma le parole sono forti e chiare: la Torres c'è ancora e vuole andare avanti. E se non fosse ancora chiaro.... «Il momento è particolare e la società invita tutti alla tranquillità, farsi prendere dal nervosismo porta fuori strada e noi dobbiamo stare concentrati sul nostro percorso di crescita, che non finisce certo con questa sconfitta. Continuiamo a fare la nostra parte, come prima e anche meglio di prima, sfruttando a nostro favore anche giornate negative come questa per imparare».
Così sulla partita: «E' stata equilibrata, bravi noi e bravi loro fino a metà della ripresa. Poi siamo finiti tutti in preda al nervosismo, gli ultimi dieci minuti sono stati di totale confusione ma bisogna saper accettare anche certi schiaffi senza perdere la testa». Perdere è sempre una botta dura da assorbire, ma stavolta c'è di peggio e riguarda il ricco capitolo di cartellini piovuti sui sassaresi, addirittura tre rossi e tutti a carico di difensori centrali. «E' la cosa più grave di questa domenica, si dovrà fare di necessità virtù – afferma Udassi, che si concede una puntualizzazione sulla cacciata di Ferrante –. Per me la sua espulsione resta incomprensibile, si è trattato di un normale contrasto di gioco, anche se duro». Prima di Ferrante aveva preso la via anticipata degli spogliatoi Dametto, poi tra le scintille degli ultimi minuti è rimasto "bruciato" anche Antonelli, che neppure era in campo. Peggio di così....
Sa. U.
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