«Torres, ritroviamo il feeling con il gol»
di Sandra Usai
Il deludente pareggio in casa del Monterotondo conferma il periodo no. Mister Greco: «Creiamo tanto, finalizziamo poco»
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SASSARI. Il concetto è banale ma tremendamente vero: se non si segna non si può vincere. E con l’attacco andato ancora a vuoto, per la Torres la trasferta sul campo del Monterotondo si è conclusa con un altro pareggio bianco, che fa allungare nuove ombre sulle sue ambizioni. Col sogno del primato ormai richiuso nel cassetto adesso bisogna difendere con forza e risultati pieni la seconda piazza che è sempre più minacciata dal Nuova Florida, invertendo la tendenza al ribasso di queste ultime giornate.
Anche in terra laziale, dove il problema più serio sembrava legato alla difesa totalmente rinnovata (che invece ha tenuto) in una formazione largamente rimaneggiata, a non funzionare a dovere è stato ancora una volta il reparto avanzato, in quanto a concretezza. Perché il gioco c’è stato e le occasioni per segnare e ipotecare la vittoria sono fioccate come al solito numerose, ma la porta di casa è rimasta inviolata. E si è materializzato anche un nuovo cartellino rosso, andato a colpire il centrocampista Piredda, giusto per rendere più complicato il quadro rossoblù che già conta assenze in serie.
«Il calcio purtroppo è fatto di episodi, se costruisci ma non segni alla fine non hai fatto nulla». Parole sante, dette nel dopo gara dal tecnico Alfonso Greco, deluso e amareggiato per il successo sfuggito anche stavolta ma non preoccupato «perché la prestazione c’è stata, malgrado l’emergenza. È mancato solo il gol». Come a Giugliano, come a Cassino, come la domenica precedente col Cynthia (la rete tardiva di Ferrante è stata ininfluente per il risultato), e si allunga il momento-no in chiave offensiva, che sta pesando sul morale della squadra e sta mettendo a rischio il piazzamento conquistato con un arrembante girone d’andata. «Abbiamo mantenuto le redini del gioco – ha aggiunto il mister rossoblù, commentando l’ultimo 0-0 – per quasi tutta la gara, anche quando siamo rimasti in inferiorità numerica, ma non siamo riusciti a finalizzare le tante occasioni costruite».
Un ritornello che continua a ripetersi e che non si riesce a cambiare. È vero che il portiere avversario è stato il migliore in campo, legittimando così la superiorità torresina (che non si è però concretizzata nel punteggio), e l’estremo Emanuele Proietti l’ha riconosciuta, facendo i complimenti alla Torres: «Si è confermata un’ottima squadra, come avevo già notato nella gara giocata a Sassari. Ha dimostrato qualità di gioco e grande capacità offensiva».
Nella partita d’andata i gol rossoblù erano stati 4, con doppietta di Diakite e reti di Kujabi e Sabatini. Altra storia e altri tempi. Bisogna tornare a viverli, se si vuole preservare quanto di buono si è fatto nella prima parte di stagione. Ora lo scenario è cambiato, c’è da primeggiare nella lotta playoff che minaccia di diventare affollata e infuocata. E non può essere affrontata ad armi spuntate.
Anche in terra laziale, dove il problema più serio sembrava legato alla difesa totalmente rinnovata (che invece ha tenuto) in una formazione largamente rimaneggiata, a non funzionare a dovere è stato ancora una volta il reparto avanzato, in quanto a concretezza. Perché il gioco c’è stato e le occasioni per segnare e ipotecare la vittoria sono fioccate come al solito numerose, ma la porta di casa è rimasta inviolata. E si è materializzato anche un nuovo cartellino rosso, andato a colpire il centrocampista Piredda, giusto per rendere più complicato il quadro rossoblù che già conta assenze in serie.
«Il calcio purtroppo è fatto di episodi, se costruisci ma non segni alla fine non hai fatto nulla». Parole sante, dette nel dopo gara dal tecnico Alfonso Greco, deluso e amareggiato per il successo sfuggito anche stavolta ma non preoccupato «perché la prestazione c’è stata, malgrado l’emergenza. È mancato solo il gol». Come a Giugliano, come a Cassino, come la domenica precedente col Cynthia (la rete tardiva di Ferrante è stata ininfluente per il risultato), e si allunga il momento-no in chiave offensiva, che sta pesando sul morale della squadra e sta mettendo a rischio il piazzamento conquistato con un arrembante girone d’andata. «Abbiamo mantenuto le redini del gioco – ha aggiunto il mister rossoblù, commentando l’ultimo 0-0 – per quasi tutta la gara, anche quando siamo rimasti in inferiorità numerica, ma non siamo riusciti a finalizzare le tante occasioni costruite».
Un ritornello che continua a ripetersi e che non si riesce a cambiare. È vero che il portiere avversario è stato il migliore in campo, legittimando così la superiorità torresina (che non si è però concretizzata nel punteggio), e l’estremo Emanuele Proietti l’ha riconosciuta, facendo i complimenti alla Torres: «Si è confermata un’ottima squadra, come avevo già notato nella gara giocata a Sassari. Ha dimostrato qualità di gioco e grande capacità offensiva».
Nella partita d’andata i gol rossoblù erano stati 4, con doppietta di Diakite e reti di Kujabi e Sabatini. Altra storia e altri tempi. Bisogna tornare a viverli, se si vuole preservare quanto di buono si è fatto nella prima parte di stagione. Ora lo scenario è cambiato, c’è da primeggiare nella lotta playoff che minaccia di diventare affollata e infuocata. E non può essere affrontata ad armi spuntate.
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