vela
Ritorna il mitico “Giro di Sardegna” Tre giorni per fare il periplo dell’isola
CAGLIARI . Ad una quindicina d'anni di distanza dal Giro di Sardegna in vela a tappe targato Cino Ricci, ritorna il periplo dell'isola ma questa volta senza scalo, grazie al presidente della sezione...
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CAGLIARI . Ad una quindicina d'anni di distanza dal Giro di Sardegna in vela a tappe targato Cino Ricci, ritorna il periplo dell'isola ma questa volta senza scalo, grazie al presidente della sezione velica dell'Una imbarcazione Una imbarcazione Istituto Buccari di Cagliari, Tanni Spanedda, e a Carlo Conte. Sardinia Race è il nome della manifestazione, che salperà da Cagliari il 18 maggio.
La notizia, che ha subito circolato sulle chat dei social, è stata accolta con grande entusiasmo dal popolo della vela, soprattutto tra gli armatori dei monotipo G34, le barche che componevano le flotte del Giro d'Italia e di Sardegna e Corsica.
«Tutto è nato dallo spirito di collaborazione tra armatori di G 34 – racconta Carlo Conte, cagliaritano, vigile del fuoco nonché velista sui J24 e barche d'altura – : una cosa tipo quattro chiacchiere al bar tra me, Andrea Locci e Francesco Cerina, due velisti sardi che l'anno scorso hanno partecipato a bordo di un G34 alla Middle Rolex Cup, la regata tra Malta e la Sicilia. Possono parteciparvi tutti, anche gli armatori di imbarcazioni diverse dai monotipo, l'importante che abbiano il certificato di stazza Orc».
La macchina organizzativa si è messa subito in moto, considerato che il periplo della Sardegna (400 miglia) è abbastanza impegnativo, riservato a velisti ed equipaggi professionisti. E l'idea di optare per una regata d'altura senza scalo nasconde il progetto di stimolare una marineria selezionata e più sicura. Per trascorrere in mare più di tre giorni (tanto dovrebbe impiegare la flotta per circumnavigare l'isola) ogni armatore dovrà preparare la barca alla perfezione, compresa la cambusa, visto che per alcuni giorni si dovrà vivere oltre che regatare.
«Il bando è già in federazione – spiega Tanni Spanedda, 84 anni, al timone del Buccari, ex velista di Flying junior e giudice di regata –. Il presidente della Federvela sarda, Corrado Fara, è molto contento. Ci ha incoraggiato ma ci ha anche avvertito di prendere tutte le precauzioni necessarie, visto che la regata è molto impegnativa. Oltre alle dotazioni di sicurezza, noi siamo andati oltre: le barche saranno monitorate durante il periplo con il track, il posizionamento di ogni imbarcazione».
Sergio Casano
La notizia, che ha subito circolato sulle chat dei social, è stata accolta con grande entusiasmo dal popolo della vela, soprattutto tra gli armatori dei monotipo G34, le barche che componevano le flotte del Giro d'Italia e di Sardegna e Corsica.
«Tutto è nato dallo spirito di collaborazione tra armatori di G 34 – racconta Carlo Conte, cagliaritano, vigile del fuoco nonché velista sui J24 e barche d'altura – : una cosa tipo quattro chiacchiere al bar tra me, Andrea Locci e Francesco Cerina, due velisti sardi che l'anno scorso hanno partecipato a bordo di un G34 alla Middle Rolex Cup, la regata tra Malta e la Sicilia. Possono parteciparvi tutti, anche gli armatori di imbarcazioni diverse dai monotipo, l'importante che abbiano il certificato di stazza Orc».
La macchina organizzativa si è messa subito in moto, considerato che il periplo della Sardegna (400 miglia) è abbastanza impegnativo, riservato a velisti ed equipaggi professionisti. E l'idea di optare per una regata d'altura senza scalo nasconde il progetto di stimolare una marineria selezionata e più sicura. Per trascorrere in mare più di tre giorni (tanto dovrebbe impiegare la flotta per circumnavigare l'isola) ogni armatore dovrà preparare la barca alla perfezione, compresa la cambusa, visto che per alcuni giorni si dovrà vivere oltre che regatare.
«Il bando è già in federazione – spiega Tanni Spanedda, 84 anni, al timone del Buccari, ex velista di Flying junior e giudice di regata –. Il presidente della Federvela sarda, Corrado Fara, è molto contento. Ci ha incoraggiato ma ci ha anche avvertito di prendere tutte le precauzioni necessarie, visto che la regata è molto impegnativa. Oltre alle dotazioni di sicurezza, noi siamo andati oltre: le barche saranno monitorate durante il periplo con il track, il posizionamento di ogni imbarcazione».
Sergio Casano
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