Bastianini eroe del circus post Rossi
MotoGp, dopo il trionfo a sorpresa in Qatar per il campione nato nel team Gresini
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ROMA. Tutti aspettavano Francesco Bagnaia e invece in Qatar è arrivato a sorpresa il trionfo di Enea Bastianini che, come scrive sui social, non riesce a credere a quello che ha fatto. Il pilota nato a Rimini e cresciuto nel team di Fausto Gresini ha compiuto un'impresa eroica al suo secondo anno in MotoGp cavalcando fino alla vittoria una Ducati non ufficiale nel primo Gran Premio del Mondiale senza Valentino Rossi. La “Bestia”, come viene chiamato da chi gli vuole bene nel paddock, era considerata una delle possibili novità per il 2022 e di certo non si è fatta attendere.
Bastianini è un concentrato di tecnica e carattere con a fronte dei suoi 24 anni una considerevole esperienza ed un titolo importante alle spalle, quello della Moto2 nel 2020 in piena pandemia. La “Bestia” può considerarsi per la MotoGp una specie di eroe moderno con un nome classico e antico, correndo per una squadra che aveva proprio bisogno di un guerriero in pista dopo la scomparsa del patron Fausto Gresini, campione 2 volte in 125, creatore, e leader della squadra che è stata anche di Kato e Simoncelli e adesso è nelle mani della moglie Nadia e dei figli. Un team che vuole portare avanti il sogno realizzato e brutalmente stroncato dal Covid di Fausto, che nel suo nome e memoria tenta di continuare.
Bastianini nel 2015 vince il suo primo GP, fa podi e finisce terzo, l'anno dopo sempre con Gresini, cede il titolo a Brad Binder. Arriva a correre anche per il team Leopard nel 2018, poi passa in Moto2 con la Kalex del Team Italtrans e nel 2020 diventa campione del mondo dopo un campionato combattuto e divertente. Dalla pista alla vita privata, da bambino amava un altro sport, il nuoto, e in particolare i tuffi ma alla fine ha scelto la moto, mentre è diventato anche un esperto e appassionato pescatore. Sulla sua moto ha sempre avuto il numero 33 perché è salito per la prima volta in sella a tre anni e tre mesi, ma attualmente ha il 23 (il 33 era occupato da Binder) perché nell'anno della vittoria del mondiale Moto2, quando era in giro per le gare, videochiamava la sua fidanzata Alice sempre alle 23.
Ora il giovane e rampante centauro riminese ha la grande chance di diventare protagonista nell'era della MortoGp che dovrà fare a meno del totem Valentino Rossi.
Bastianini è un concentrato di tecnica e carattere con a fronte dei suoi 24 anni una considerevole esperienza ed un titolo importante alle spalle, quello della Moto2 nel 2020 in piena pandemia. La “Bestia” può considerarsi per la MotoGp una specie di eroe moderno con un nome classico e antico, correndo per una squadra che aveva proprio bisogno di un guerriero in pista dopo la scomparsa del patron Fausto Gresini, campione 2 volte in 125, creatore, e leader della squadra che è stata anche di Kato e Simoncelli e adesso è nelle mani della moglie Nadia e dei figli. Un team che vuole portare avanti il sogno realizzato e brutalmente stroncato dal Covid di Fausto, che nel suo nome e memoria tenta di continuare.
Bastianini nel 2015 vince il suo primo GP, fa podi e finisce terzo, l'anno dopo sempre con Gresini, cede il titolo a Brad Binder. Arriva a correre anche per il team Leopard nel 2018, poi passa in Moto2 con la Kalex del Team Italtrans e nel 2020 diventa campione del mondo dopo un campionato combattuto e divertente. Dalla pista alla vita privata, da bambino amava un altro sport, il nuoto, e in particolare i tuffi ma alla fine ha scelto la moto, mentre è diventato anche un esperto e appassionato pescatore. Sulla sua moto ha sempre avuto il numero 33 perché è salito per la prima volta in sella a tre anni e tre mesi, ma attualmente ha il 23 (il 33 era occupato da Binder) perché nell'anno della vittoria del mondiale Moto2, quando era in giro per le gare, videochiamava la sua fidanzata Alice sempre alle 23.
Ora il giovane e rampante centauro riminese ha la grande chance di diventare protagonista nell'era della MortoGp che dovrà fare a meno del totem Valentino Rossi.
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