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Cristina stella dei motori «Noi forti come gli uomini»

di Gianna Zazzara
Cristina stella dei motori «Noi forti come gli uomini»

Tarantina, 46 anni, sarda per amore, ha vinto il titolo regionale Aci di slalom «Il volante ti dà forza e sicurezza, ti cambia la vita proprio come ha fatto con me»

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SASSARI. «Il mio compagno preoccupato? Macché, ho provato il brivido della pista grazie a lui, ex pilota. Quando ho deciso di correre è stato il primo a sostenermi».

Cristina Ruggiero, 46 anni, tarantina, un anno fa ha messo tuta e casco e ha debuttato nel campionato sardo di autoslalom dominando tre gare su quattro. Pochi giorni fa l’Aci Sport l’ha premiata come campionessa sarda 2021.

«Che emozione quando ho preso in mano la Coppa con i Quattro Mori, ora sono sarda a tutti gli effetti». Cristina si è trasferita da un anno a Loiri Porto San Paolo, per seguire il suo compagno, sardo. «Lavoravamo a Treviso, ma io mi sono innamorata all’istante della Sardegna e l’ho convinto a trasferirci». In attesa di trovare un’occupazione Cristina si è data ai motori. «Prima correvo in pista, il campionato sardo di autoslalom è stata una bella novità. Non avrei mai creduto di farcela, invece ho vinto il titolo. Ancora non ci credo». Anche perché la prima gara, a Ittiri, non era andata come previsto: «Era la mia prima volta in un campionato di autoslalom, sono salita in macchina nervosa e al primo giro mi sono schiantata contro un muro. Per fortuna senza conseguenze». Cristina non si è abbattuta e ha fatto tesoro di quella gara. «Una volta capito l’errore, ho preso fiducia nelle mie capacità e nelle gare successive ho iniziato a vincere, prima Buddusò, poi Dorgali e Oliena. Ogni gara vinta era un piccolo passo. Mi dicevo: vai avanti, puoi farcela».

Una donna in un mondo declinato al maschile dove non esistono campionati di genere. «Credo sia giusto, con le gare femminili si abbasserebbe il livello. Sono stata accolta a braccia aperte da tutti i maschi in gara, nessuna discriminazione, anzi dopo la mia prima prova sfortunata mi hanno spronato ad andare avanti. E comunque ormai le donne in pista sono tante, e anche se la Formula 1 resta irraggiungibile, nelle altre serie non destano più stupore ».

Quanto coraggio ci vuole per indossare tuta e casco e gareggiare in un campionato dominato dai maschi? «È un modo per acquistare sicurezza, per diventare più grintose. Correre ti cambia la vita, lo consiglio a tutte le donne: uscite dall’ombra».

Quando Cristina gareggia a bordo pista ci sono ad applaudirla il compagno, Gianfranco, e la figlia, Erica. «Sono orgogliosissimi, mi seguono sempre. Gianfranco è anche il mio meccanico, il mio mental coach. Ed Erica, che ha 17 anni, ha già cominciato con il kart. Chissà, magari la passione si trasforma in una professione».

Cristina gareggia con la sua Citroen C1 Cup per la scuderia Autoservice Team di Sassari. «Li ringrazio per la fiducia. Spero di trovare presto qualche sponsor disposto a sostenermi in questa avventura perché è uno sport che impegna parecchio».

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