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Vince il Napoli, perde il tifo veronese

Vince il Napoli, perde il tifo veronese

Vergognoso striscione per incitare al bombardamento del capoluogo campano. Coro unanime di condanne

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VERONA (3-4-2-1): Montipó, Ceccherini, Gunter, Sutalo, Faraoni, Tameze (44'st Tameze), Ilic (44'st Hongla), De Paoli (37'pt Bessa), Barak (44'st Cancellieri), Caprari, Simeone. All.: Tudor.

NAPOLI (4-3-3): Ospina, Di Lorenzo, Rrahmani, Koulibaly, Mario Rui, Anguissa, Lobotka, Fabian (44'st Zielinski), Politano (17'st Elmas) Osimhen (44'st Petagna, 48'st Ghoulam), Lozano (17'st Insigne). All.: Spalletti.

ARBITRO: Doveri di Roma.

RETI: 13' pt e 26'st Osimhen, 32' st Faraoni.

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Non bastavano più le ingiurie, i corie, i cori razzisti, le espressioni o le scritte discriminatorie. La guerra scatenata dalla Russia ha dato un nuovo, drammatico spunto ai tifosi del Verona per esprimere il loro odio nei confronti di Napoli a poche ore dalla partita al Bentegodi tra le due squadre, vinta dal Napoli con una doppietta di Osimhen: uno striscione esposto nella notte fuori dallo stadio e firmato 'Curva Sud' con le bandiere di Russia e Ucraina e una serie di numeri che rappresentano le coordinate di Napoli, una sorta di indicazione a 'colpirè la città.

Un gesto «vergognoso e ripugnante» per il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, «grave e ingiustificabile» per il leader della Lega, Matteo Salvini - ma reazioni unanimi di condanna sono arrivate da tutte le forze politiche - e respinto con forza dall'ad della Lega Serie A, Luigi De Siervo, e anche dal club gialloblù.

Da più parti sono stati chiesti provvedimenti contro i responsabili, da individuare, ma sul caso ha le mani legate la Procura federale della Figc, che invece agirà per i cori razzisti sentiti allo stadio durante la partita tra Hellas e Napoli. Gli investigatori della Figc - si fa presente da via Allegri - nulla possono fare per la scritta della vergogna, apparsa in una zona dove non si può applicare il codice di giustizia sportiva per eventuali sanzioni perchè lontana dalle pertinenze dello stadio.

Tra i primi, e i più acuti, a commentare, lo scrittore Maurizio De Giovanni, che su Fb ha sottolineato «il raffinato, intelligente e geografico striscione della curva veronese, che dà ai missili russo ucraini la localizzazione dell'obiettivo. Per chi non lo sapesse, sono le coordinate della mia città. Sempre ammirevolmente pronti a cogliere elementi di stretta attualità per rinnovare la propria profonda idiozia razzista. Solo per farci capire con un plastico esempio a che punto può arrivare l'imbecillità (sub) umana, e come, in un cervello troppo angusto possano mescolarsi cose molto serie e fesserie», conclude De Giovanni. Il silenzio da Verona è stato rotto solo a ridosso della partita, quando il club ha diffuso una nota di condanna contro «qualsiasi atto, gesto ed esternazione che possano generare, in qualsiasi forma e misura, incitamento all'odio, alla violenza e alla discriminazione».

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