stelle che non brillano
Messi e Neymar, la caduta degli dei del calcio
ROMA. Stelle che tornano a brillare, stelle cadenti. La storia di Leo Messi - e con lui di Neymar - fischiato dai tifosi del PSG fa da contraltare all'annuncio di un altro grandissimo dello sport...
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ROMA. Stelle che tornano a brillare, stelle cadenti. La storia di Leo Messi - e con lui di Neymar - fischiato dai tifosi del PSG fa da contraltare all'annuncio di un altro grandissimo dello sport mondiale, Tom Brady, pronto a rimettersi in gioco nel football Usa a 44 anni. E se non è il caso di rievocare «La caduta degli deì di Luchino Visconti, il tonfo dell'argentino, come la crisi di Lewis Hamilton o il momento no di Nole Djokovic, sembra copione perfetto della parabola dei campioni, lungo la quale top fa spesso rima con flop. Al fondo, c'è quasi sempre la parola declino. Inesorabile, col passare degli anni.
Il caso del Paris Saint-Germain è l'ultimo di una lunga serie di fallimenti. Valanghe di soldi spesi per nulla e stelle fino a qualche tempo fa brillanti, ma oggi offuscate dall'opulenza. Leo Messi e Sergio Ramos erano stati ingaggiati dal club parigino di Nsser Al Kelaifi e del dg Leonardo per fare la differenza in Champions League - in attacco come in difesa - e indirizzare il trofeo verso una bacheca molto vicina alla Tour Eiffel. Niente di tutto questo: il PSG dei Messi, dei Ramos, ma anche dei Neymar e dei Mbappé (unico peraltro a salvarsi dal disastro complessivo di Madrid) la settimana scorsa è stato eliminato da un Real che, negli ultimi tempi, ha invece stretto la cinghia.
E che dire di Donnarumma? Il portiere campione d'Europa - arrivato in estate dal Milan - avrebbe dovuto blindare la porta a suon di milioni e invece ha finito per favorire la rimonta degli avversari.
Messi e Neymar sono stati sommersi dai fischi del pubblico del Parco dei Principi nella prima apparizione post-eliminazione dalla Champions, al punto da indurre la Pulce a meditare un clamoroso ritorno a Barcellona. Ramos dalle parti dei Campi Elisi è sparito dai radar. La sua débacle ha innescato il dibattito: Suarez e Lineker lo hanno difeso, Marcelo Gallardo, allenatore del River Plate, è stato categorico: »Anche noi in Argentina abbiamo criticato Messi, adesso non giochiamo a fare i patrioti e a difenderlo a tutti i costi. Lo abbiamo maltrattato anche noi in Argentina prima che annunciasse il proprio ritiro dalla Nazionale. Dopo ha cambiato idea e, grazie a Dio, è tornato: però, cerchiamo di essere coerenti e ricordiamoci delle cose».
Il caso del Paris Saint-Germain è l'ultimo di una lunga serie di fallimenti. Valanghe di soldi spesi per nulla e stelle fino a qualche tempo fa brillanti, ma oggi offuscate dall'opulenza. Leo Messi e Sergio Ramos erano stati ingaggiati dal club parigino di Nsser Al Kelaifi e del dg Leonardo per fare la differenza in Champions League - in attacco come in difesa - e indirizzare il trofeo verso una bacheca molto vicina alla Tour Eiffel. Niente di tutto questo: il PSG dei Messi, dei Ramos, ma anche dei Neymar e dei Mbappé (unico peraltro a salvarsi dal disastro complessivo di Madrid) la settimana scorsa è stato eliminato da un Real che, negli ultimi tempi, ha invece stretto la cinghia.
E che dire di Donnarumma? Il portiere campione d'Europa - arrivato in estate dal Milan - avrebbe dovuto blindare la porta a suon di milioni e invece ha finito per favorire la rimonta degli avversari.
Messi e Neymar sono stati sommersi dai fischi del pubblico del Parco dei Principi nella prima apparizione post-eliminazione dalla Champions, al punto da indurre la Pulce a meditare un clamoroso ritorno a Barcellona. Ramos dalle parti dei Campi Elisi è sparito dai radar. La sua débacle ha innescato il dibattito: Suarez e Lineker lo hanno difeso, Marcelo Gallardo, allenatore del River Plate, è stato categorico: »Anche noi in Argentina abbiamo criticato Messi, adesso non giochiamo a fare i patrioti e a difenderlo a tutti i costi. Lo abbiamo maltrattato anche noi in Argentina prima che annunciasse il proprio ritiro dalla Nazionale. Dopo ha cambiato idea e, grazie a Dio, è tornato: però, cerchiamo di essere coerenti e ricordiamoci delle cose».
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