Cagliari travolto al Friuli: l’Udinese bussa 5 volte
di Enrico Gaviano
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Il gol di Joao PedroRossoblù in vantaggio con Joao Pedro poi la partita si trasforma in un incubo
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La “manita” dell’Udinese è uno schiaffo pesante non solo in termini di classifica ma anche per il morale del Cagliari, uscito umiliato dalla Dacia Arena, collezionando così la quarta battuta d’arresto di fila. Una sconfitta per 5-1 in cui tutti sono responsabili a cominciare dal tecnico Mazzarri che ha commesso diversi errori nell’impostare la partita. I rossoblù si sono visti travolgere dalla superiorità fisica degli avversari tanto da non riuscire a sfruttare neanche l’opportunità del gol di vantaggio ottenuto da Joao Pedro, a segno dopo sette partite di digiuno.
Lo schieramento. Mazzarri è partito con il 3-5-2 tenendo Dalbert interno di centrocampo ma spostando sulle corsie laterali Bellanova a sinistra e inserendo Zappa a destra. Si era capito sin dalla conferenza stampa di sabato che la fotografia del cross di Zappa con cui Pavoletti aveva colpito la traversa contro il Milan gli era rimasto impressa indelebilmente. Ma stavolta Zappa, che pure in avvio di ripresa ha sfiorato il gol, è stato travolto sul suo fianco dall’arrembaggio avversario e in avanti si è visto poco o nulla. Dopo il 3-1 ancora l’errore di schierare la difesa a quattro su cui i giocatori dell’Udinese hanno fatto autentici massacri, oltre che segnare altri due gol.
La partita. In effetti il tecnico di San Vincenzo voleva puntare più sui break a centrocampo e sui duelli uno contro uno più che sul gioco sulle fasce che pure spesso gli ha portato punti. E in effetti all’inizio sembrava la tattica giusta visto che prima, a centrocampo, Joao Pedro ha rubato palla servendo Dalbert che poi ha impegnato in un intervento in angolo Silvestri (11’). Ppoi è toccato a Deiola carpire palla agli avversari a centrocampo al 32’ e servire Dalbert che poi ha dato al centro dell’area a Joao Pedro che ha trasformato l’assist in pura magìa del calcio: sinistro chirurgico e palla al sette nonostante il tuffo disperato dell’ex Silvestri.
L’Udinese di Cioffi ha messo da parte il ritmo compassato ed è ripartita di slancio. Beto e Success in avanti hanno triangolato e spesso messo in imbarazzo i difensori cagliaritani, mentre sulle fasce, in particolare da sinistra del loro attacco, sono fioccati i traversoni. Prima è arrivato il pareggio al 38’ con Becao con una conclusione sottomisura, dopo due parate miracolose di Cragno. Poi il vantaggio, giusto nel minuto di recupero concesso dall’arbitro Abisso di Palermo, uno che evidentemente non porta fortuna ai rossoblù. Cross da sinistra di Pereyra e Beto ha infilato in acrobazia sotto lo sguardo di Altare incapace di impedire la conclusione del portoghese. In pochi minuti il risultato è cambiato dal giorno alla notte per il Cagliari.
Ripresa disastro. Il secondo tempo è stato veramente disastroso. Perché i rossoblù che pure avevano davanti a loro tanto tempo per poter cercare una difficile ma non impossibile rimonta, si sono fatti infilare subito, al 4’, la rete del 3-1 da un Beto in stato di grazia che lanciato dal centrocampo si è involato come una gazzella solitaria verso Cragno e lo ha infilato senza pietà.
A quel punto Mazzarri ha cercato di correre ai ripari inserendo Keita e Baselli per Altare e Zappa. La difesa è passata a quattro con Bellanova ritornato a destra e Dalbert fluidificante di sinistra, e Pereiro in appoggio delle punte: un 4-3-1-2 che sommando tutto ha offerto ulteriore fianco alle incursioni barbariche dell’Udinese e poco ha sortito davanti. C’è stato giusto un lampo di Keita all’11’ con una bella girata in area che Silvestri ha bloccato. Poi gli altri due gol udinesi: il pallonetto di Molina tre minuti dopo che ha pescato Cragno fuori dai pali, e il terzo gol di Beto su percussione ancora da sinistra al 28’. Espulso per doppia ammonizione nel finale Grassi. Unica nota lieta il ritorno di Rog. Un super giocatore che, si spera, possa dare più forza al centrocampo.
Lo schieramento. Mazzarri è partito con il 3-5-2 tenendo Dalbert interno di centrocampo ma spostando sulle corsie laterali Bellanova a sinistra e inserendo Zappa a destra. Si era capito sin dalla conferenza stampa di sabato che la fotografia del cross di Zappa con cui Pavoletti aveva colpito la traversa contro il Milan gli era rimasto impressa indelebilmente. Ma stavolta Zappa, che pure in avvio di ripresa ha sfiorato il gol, è stato travolto sul suo fianco dall’arrembaggio avversario e in avanti si è visto poco o nulla. Dopo il 3-1 ancora l’errore di schierare la difesa a quattro su cui i giocatori dell’Udinese hanno fatto autentici massacri, oltre che segnare altri due gol.
La partita. In effetti il tecnico di San Vincenzo voleva puntare più sui break a centrocampo e sui duelli uno contro uno più che sul gioco sulle fasce che pure spesso gli ha portato punti. E in effetti all’inizio sembrava la tattica giusta visto che prima, a centrocampo, Joao Pedro ha rubato palla servendo Dalbert che poi ha impegnato in un intervento in angolo Silvestri (11’). Ppoi è toccato a Deiola carpire palla agli avversari a centrocampo al 32’ e servire Dalbert che poi ha dato al centro dell’area a Joao Pedro che ha trasformato l’assist in pura magìa del calcio: sinistro chirurgico e palla al sette nonostante il tuffo disperato dell’ex Silvestri.
L’Udinese di Cioffi ha messo da parte il ritmo compassato ed è ripartita di slancio. Beto e Success in avanti hanno triangolato e spesso messo in imbarazzo i difensori cagliaritani, mentre sulle fasce, in particolare da sinistra del loro attacco, sono fioccati i traversoni. Prima è arrivato il pareggio al 38’ con Becao con una conclusione sottomisura, dopo due parate miracolose di Cragno. Poi il vantaggio, giusto nel minuto di recupero concesso dall’arbitro Abisso di Palermo, uno che evidentemente non porta fortuna ai rossoblù. Cross da sinistra di Pereyra e Beto ha infilato in acrobazia sotto lo sguardo di Altare incapace di impedire la conclusione del portoghese. In pochi minuti il risultato è cambiato dal giorno alla notte per il Cagliari.
Ripresa disastro. Il secondo tempo è stato veramente disastroso. Perché i rossoblù che pure avevano davanti a loro tanto tempo per poter cercare una difficile ma non impossibile rimonta, si sono fatti infilare subito, al 4’, la rete del 3-1 da un Beto in stato di grazia che lanciato dal centrocampo si è involato come una gazzella solitaria verso Cragno e lo ha infilato senza pietà.
A quel punto Mazzarri ha cercato di correre ai ripari inserendo Keita e Baselli per Altare e Zappa. La difesa è passata a quattro con Bellanova ritornato a destra e Dalbert fluidificante di sinistra, e Pereiro in appoggio delle punte: un 4-3-1-2 che sommando tutto ha offerto ulteriore fianco alle incursioni barbariche dell’Udinese e poco ha sortito davanti. C’è stato giusto un lampo di Keita all’11’ con una bella girata in area che Silvestri ha bloccato. Poi gli altri due gol udinesi: il pallonetto di Molina tre minuti dopo che ha pescato Cragno fuori dai pali, e il terzo gol di Beto su percussione ancora da sinistra al 28’. Espulso per doppia ammonizione nel finale Grassi. Unica nota lieta il ritorno di Rog. Un super giocatore che, si spera, possa dare più forza al centrocampo.
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