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Lukaku saluta Olbia: «Qui mi sono trovato molto bene»

Paolo Ardovino
Lukaku saluta Olbia: «Qui mi sono trovato molto bene»

Vacanze finite per la punta dell’Inter, che non si è negato ai giovani tifosi

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OLBIA. L’auto parcheggiata di fronte all’entrata dello stadio “Bruno Nespoli”, la portiera che si apre, la madre fa uscire i due figli piccoli e chiede: «Ma allora c’è?», guarda il campo attraverso i cancelli. La gente presente annuisce. Sì, il campione c’è. Romelu Lukaku sta compiendo qualche giro di campo fianco a fianco al suo preparatore atletico, sotto il sole di Olbia. Allora lei fa spallucce e guarda i figli, «dai andate», poi guarda le altre mamme e ride, «sono tre giorni di fila che li porto… ma lui non se ne poteva andare in vacanza in Grecia?». Terminato l’allenamento, tutti davanti all’uscita posteriore dello stadio. Maglia dell’Inter addosso e così in ordine: i ragazzini più alti a terra, i più piccoli in piedi direttamente sul muretto e aggrappati alle inferriate, tenuti dagli altri. Gioco di squadra per una foto con il mito. Chi lo chiama «Lukaku», chi «Romelu», chi si prende la confidenza: «Rom». Chi c’era anche nei giorni scorsi l’aveva detto, lui è disponibile e si ferma, e infatti così è stato pure ieri mattina. Maglia verde acqua addosso, la stessa che ha tolto per il troppo caldo mentre correva. Autografi su magliette e pezzi di carta – ancora resistono – e tanti selfie.

In mezzo all’entusiasmo dei suoi tifosi («vieni a giocare nell’Olbia?» scherza qualcuno), prova a rispondere a qualche domanda ma subito precisa: «Non posso dire molto, non posso parlare». È la prassi, i club ci tengono che i propri calciatori non rilascino dichiarazioni. Ma qui non si parla di calcio. «La Sardegna? Molto bella, mi è piaciuta». È dove ha scelto di passare le vacanze ma anche dove si è allenato per arrivare pronto al raduno con l’Inter. «Mi sono trovato bene qui», dice in riferimento alle mattinate sull’erba dello stadio olbiese. Ha trovato la struttura che cercava e gli è piaciuta molto, dicono a fianco a lui. Lo testimoniano pure i numerosi scatti che ha postato su Instagram con gli spalti colorati e la scritta “Forza Olbia” alle spalle. Ieri, con quel nugolo di tifosi, è stato il saluto alla Sardegna. I due van con i vetri oscurati – insieme a lui in questi giorni c’erano il neo compagno, il portiere Onana, preparatore atletico e staff personale – hanno lasciato il “Nespoli” puntando direttamente verso l’Aviazione generale dell’aeroporto. Da lì in volo per fare ritorno a Milano, dove già oggi il bomber belga dovrebbe aggregarsi al ritiro agli ordini del tecnico Inzaghi. Fine delle vacanze, non solo in Costa Smeralda: Lukaku è arrivato per la prima volta sulle coste Nord-Est qualche settimana fa, a bordo di uno yacht, erano i suoi giorni più caldi di calciomercato. Qualche ora più tardi, infatti, arrivò l’annuncio del suo ritorno in nerazzurro, in prestito dal Chelsea dove ha giocato l’ultima stagione senza brillare. Quindi ha ripreso il filo del discorso con la terra sarda, dove ha passato l’ultima settimana. Mare, cucina del posto, relax ma a partire dal pomeriggio in poi. Di mattina sudore e forma fisica. Un paio di allenamenti ad Arzachena, poi la scelta del campo di Olbia, più vicino alla sua residenza a Puntaldia, in zona di San Teodoro, località fascinosa e riservata.

Ogni giorno, arrivo allo stadio attorno alle 9.30, esercizi con il pallone ma soprattutto focus sul fisico. Corsa, giri di campo, scatti, sessioni intramezzate da massaggi sul lettino con il fisioterapista. Verso le 12 rientro negli spogliatoi. La presenza di Big Rom non è passata inosservata: sui profili social, l’Olbia calcio ci ha scherzato dandogli appuntamento per la firma sul contratto. In città, è stato avvistato anche in alcuni locali e soprattutto ogni mattina attraverso i cancelli decine di piccoli tifosi lo hanno acclamato: «Romelu, segnerai più gol di tutti».

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