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Coppola e Tomasini danno la scossa al Cagliari: «Deve giocare con due punte»

Enrico Gaviano
Pavoletti sotto porta, il bomber livornese non si è ancora sbloccato
Pavoletti sotto porta, il bomber livornese non si è ancora sbloccato

Il bomber della promozione in B nel 1989 e il campione d'Italia del 1970 hanno una certezza: "La rosa è molto buona, ma serve lo spirito di gruppo"

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 Cagliari Rossoblù in crisi, sballottati da pubblico e critica dopo essere stati affondati dal Venezia. A cercare di tirar su truppa e allenatore rossoblù ci pensano due vecchi campioni del Cagliari, che sono quasi sempre presenti sugli spalti dell’Unipol Domus e che hanno scelto di vivere in Sardegna: Giuseppe Tomasini e Guglielmo Coppola. Dalle loro parole emerge un consiglio per il tecnico Liverani: il Cagliari deve giocare con due punte.

«Mi sembra normale – dice Guglielmo Coppola eroe della promozione dalla C alla B nel 1989 – : la rosa della squadra è ottima e a disposizione dell’allenatore ci sono due giocatori come Pavoletti e Lapadula. Nel calcio non si inventa niente e la coppia formata da attaccante alto e compagno di reparto basso esisteva già ai miei tempi, uno fa da ponte l’altro si infila nel cuore dell’area a buttar dentro palloni. Quel che ho visto sinora – continua – e che Lapadula fa un sacco di fatica e poi quando gioca il solo Pavoletti non arrivano i cross giusti. Insomma secondo me questa cosa andrebbe fatta».

Sulla stessa lunghezza d’onda Beppe Tomasini, campione d’Italia nel 1970. «Se si vogliono vincere le partite bisogna fare gol. Il Cagliari sinora ne ha fatto pochini, e dunque credo proprio che la doppia punta, viste le caratteristiche di Lapadula e Pavoletti, possa essere la soluzione. Un duo di punta con dietro Mancosu che è bravo a smistare i palloni e allo stesso tempo partendo da quella posizione può anche arrivare al tiro e assicurare un buon numero di reti».

I due ex rossoblù sono d’accordo sulla forza della rosa. «A disposizione di Liverani – dice Coppola che risiede a Torre delle Stelle, sulla costa per Villasimius – c’è un gruppo di giocatori di ottimo livello. Questa può essere una garanzia per pensare in positivo per il futuro. Ma, chiaramente, vanno risolti degli equivoci che sembrano esserci all’interno dello spogliatoio. Problemi che noi non possiamo vedere. Io posso solo giudicare quello che vede dalla tribuna, ma il gruppo deve essere unito, altrimenti non si va da nessuna parte».

Sul gruppo rossoblù fa leva anche Giuseppe Tomasini. «Il Cagliari – afferma il roccioso libero del Cagliari scudettato – ha una rosa di giocatori di altissimo livello. Chiaramente non sempre succede che le squadre con i giocatori migliori riescano poi a vincere i campionati, succede che magari altre formazioni meno accreditate trovino l’alchimia giusta e il passo per affermarsi. Il mio consiglio spassionato ai giocatori rossoblù è quello di non abbattersi quando si prendono gol, ma reagire , ripartire, provare a riequilibrare e magari ribaltare il risultato. Cosa che contro il Venezia non si è vista assolutamente».

Il futuro? «Penso che il Cagliari possa riprendersi – dice ancora Guglielmo Coppola –, ma Liverani deve sfruttare al meglio i giocatori che la società gli ha messo a disposizione. Cambio dell’allenatore? No, non credo che in questa situazione sia la soluzione migliore. Chiaro se non si riesce a ingranare è ovvio che diventerebbe l’opzione da provare: cambio in panchina per dare la scossa, ma adesso non è il momento»

«Alcuni giocatori devono ancora ingranare – dice Tomasini – per quello sono fiducioso. Come Altare, che l’hanno scorso era stato fra i migliori. Ci si può riprendere, ma ci vuole più fiducia all’interno dello spogliatoio.
 

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