Gol d’autore e colpi proibiti, un secolo di sfide Olbia-Torres
Mercoledì 5 alle 21 al Nespoli torna un confronto nato nel 1924
Sassari Rigori di seconda e gol d’autore, scazzottate furibonde e gesti di grande cavalleria, stadi strapieni, qualche grande ex e una sola certezza: nessuno ci sta a perdere. Mai, neanche in amichevole.
Il menù della Coppa Italia ripropone dopo diversi anni di assenza la sfida tra l’Olbia e la Torres, due delle signore del calcio sardo, i due club che – Cagliari escluso – vantano il curriculum più prestigioso nel panorama regionale. Domani alle 21 al Nespoli maglie bianche e maglie rossoblù si contenderanno il passaggio del turno in una gara secca.
L’ultimo schiaffo Fu gara secca anche il 29 maggio 2016, ultimo precedente, quando l’Olbia vinse 1-0 davanti ai 5mila del Vanni Sanna grazie a un gol del sassaresissimo Giuseppe Mastinu, scartato un paio d’anni prima dalla Torres di D’Adderio durante la famigerata gestione Capitani. Era lo spareggio playoff della serie D e da quel momento in poi le strade di sassaresi e galluresi si sono divise. LegaPro per l’Olbia, gli inferi del calcio regionale per la Torres, prima della recente risalita verso la C.
Cento derby Il conto non è preciso al millesimo, ma più o meno ci siamo: tra gare ufficiali e amichevoli, il pallottoliere della supersfida del nord Sardegna ha superato quota 100, con una supremazia da parte della Torres (circa 40 vittorie a 30). E sono quasi cento anche gli anni trascorsi del primo confronto: il 4 novembre 1924, in occasione del 21° anniversario della fondazione dei rossoblù, all’Acquedotto i sassaresi vincono 2-0 contro gli avversari in maglia granata.
Parenti stretti Sino a quel momento le due squadre non si erano mai affrontate, per un motivo molto semplice: l’Olbia era stata fondata nel 1905, per “gemmazione” da un atleta della Torres, Egidio Serra. Ma prima di metà anni Venti non aveva mai avuto una squadra di calcio in pianta stabile e solo dal 1939 inizierà a prendere parte con regolarità ai campionati. Torres e Olbia, ad ogni modo, possono considerarsi più che cugine, sicuramente parenti molto strette.
Senza esclusione di colpi Parenti o non parenti, sul terreno di gioco (e qualche volta anche fuori), le due squadre se le sono sempre date di santa ragione. Dagli anni Cinquanta in poi, la sfida è diventata una classicissima del calcio sardo. Da circoletto rosso il derby del gennaio 1969: i tifosi sassaresi arrivarono in massa a Olbia e sfilarono per la città con un asinello bianco. La Torres vinse 2-1 e a fine gara sulla tribunetta provvisoria dal lato spogliatoi scoppiò una rissa che coinvolse prima gli spettatori e poi gli stessi giocatori. L’olbiese Petta e il torresino Dettori vennero separati a fatica. Incredibilmente, da quell’episodio, dopo il chiarimento tra i due nacque una solidissima amicizia. Scazzottate di rilievo avvennero anche durante i confronti dei primi anni Novanta, mentre filarono tutto sommato lisci, nonostante il mare di folla e l’importanza della posta in palio, i match degli anni Settanta e Ottanta: su tutti quello dell’aprile 1987, con la Torres di Zola lanciata verso la C1, che ribaltò lo svantaggio con Monaldo e Tolu e si impose per 2-1. Da ricordare, al contrario, la doppia vittoria olbiese del 1993-’94 in C2: rete di Frattin al Nespoli e di Comiti all’Acquedotto.
Il rigore di seconda Tra i confronti epici degli anni Settanta e Ottanta, che videro tra i protagonisti i vari Morosi, Planetta, Farina, Tamponi, Degortes, Di Pasquale, Petta e Truddaiu, merita un posto speciale quello del settembre 1974. Coppa Italia, proprio come domani: i gemelli Marco e Mario Piga, galluresi di Palau, 18enni pieni di talento e faccia tosta, mandarono in scena il primo stupefacente rigore di seconda del calcio italiano. Finì 5-1 per la Torres.
Il derby dell’alluvione Vale la pena ricordare l’amichevole giocata al Vanni Sanna il 28 novembre 2013, pochi giorni dopo l’alluvione di Olbia. Anche Sassari, come altri centri, si era mobilitata per la raccolta di fondi e beni di prima necessità, e quella partita suggellò una piccola tregua anche in ambito sportivo. “Olbia ringrazia”, scrissero i tifosi bianchi su uno striscione. Domani in campo sarà ancora battaglia, ma non sarebbe male ripartire dallo spirito di fratellanza di quelle tristi giornate.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
