«Io capitano di una Torres che farà divertire i tifosi»
Nicolò Antonelli è la roccia della difesa rossoblù
Sassari Una roccia. Un ragazzo che in campo non si risparmia, si sente cucita addosso la maglia della Torres per la quale dà sempre tutto. Nicolò Antonelli è il capitano dei rossoblù. Un trascinatore, uno che se deve mostrare i denti non si tira indietro. Ha sempre una parola d’incoraggiamento per i compagni, una sorta di leader quasi silenzioso, che non sta sul piedistallo ma fa valere la sua personalità sia sul campo che fuori. Anche a Lucca è stato tra i migliori in campo. La sua è stata una partita senza errori, di grande intensità.
«Sapevamo che la Lucchese è una squadra con ottime individualità – le sue considerazioni –, con giocatori abili sulle fasce. Noi siamo stati bravi a raddoppiare quando era necessario senza mai concedere l’uno contro uno».
Difesa ermetica Antonelli e Dametto rappresentano una coppia di centrali affidabile. Il capitano la vede così: «Io e Paolo giochiamo insieme da due anni, ci conosciamo bene e ormai certi movimenti ci vengono spontanei perchè li abbiamo memorizzati. Però se non prendiamo gol il merito non è solo di noi difensori ma di tutta la squadra. Significa che stiamo facendo bene la fase di non possesso, nella quale anche i centrocampisti e gli attaccanti lavorano nel modo giusto. Io e Paolo ci capiamo al volo, stiamo crescendo grazie ad allenamenti mirati e grazie ai compagni che lavorano insieme a noi».
Mentalità La Torres ha ottenuto a Lucca il quinto risultato utile consecutivo. Dopo un avvio in salita, sfociato in due sconfitte, la squadra si è calata nella realtà della serie C, campionato completamente diverso dalla D. «Ci abbiamo messo una settimana in più – spiega Antonelli – per ambientarci e capire il torneo, soprattutto a livello di atteggiamento mentale, un aspetto che fa la differenza. Noi siamo un gruppo compatto, che sa sacrificarsi. In campo ci diamo una mano e quando c’è da difendere lo facciamo anche in dieci se serve. Magari può sembrare un dettaglio ma garantisco che sono aspetti che pesano moltissimo nella stagione».
Agonismo Se nelle prime due giornate la Torres ha dato l’impressione di una squadra quasi impaurita e ingenua dalla gara col Cesena le cose sono cambiate. Una metamorfosi dovuta al lavoro del tecnico Alfonso Greco ma anche alla disponibilità dei giocatori, che col lavoro e il sacrificio hanno capito che in serie C non ci si può rilassare, bisogna sempre stare sul pezzo. «La Torres può fare bene in questa stagione – aggiunge il capitano – a livello di collettivo. Anche noi abbiamo delle individualità importanti, però in questa categoria serve essere una squadra compatta, determinata, che in campo non si risparmia. Noi, come ha detto il mister, siamo sulla strada giusta». La crescita è costante, ora servirebbe un’accelerata per portarsi in una posizione di classifica un pochino più tranquilla. Il Siena (secondo), che arriva domenica a Sassari, non è l’avversario più comodo, ma sarà senza dubbio un test che dirà a che punto è il processo di maturazione della Torres.
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