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Questo Cagliari non convince

di Enrico Gaviano

	Capradossi al tiro contro la Reggina
Capradossi al tiro contro la Reggina

Troppi equivoci a centrocampo e un attacco che non sa pungere. Se va avanti così il rischio è quello di un campionato anonimo

31 ottobre 2022
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Cagliari La marcia non irresistibile del Cagliari nelle prime 11 giornate di campionato comincia a preoccupare i tifosi. 4 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte, un ruolino che porterebbe, se la media fosse questa, all’esito più temuto da tutti: l’anonimato di un campionato buttato via. Come quelli, tre uno in fila all’altro dopo che il Cagliari di Cellino precipitò nella serie cadetta nel 1999.

Il pareggio contro la Reggina di sabato ha dato qualche segnale di risveglio ma sono rimasti in piedi quelli che sono i problemi che Liverani si trascina dall’inizio della stagione: difesa non completamente registrata, centrocampo che stenta a decollare, attacco che segna con il contagocce.

Big ed equivoci. Fra i punti interrogativi principali di questa stagione ci sono sicuramente Rog e Nandez. Il primo utilizzato sempre in maniera parziale, ha dimostrato anche contro la Reggina di poter essere un grande trascinatore. Ma per esserlo compiutamente deve trovare la continuità e calarsi anche lui nella mentalità della serie cadetta.

Nandez è sempre un giocatore molto generoso. Piuttosto probabilmente non gli giova l’essere sballottato in diverse posizioni: esterno destro d’attacco, centrocampista, esterno di difesa. Un giocatore che deve trovare la collocazione definitiva, tocca a Liverani decidere considerando che il meglio, l’uruguaiano, lo offre quando gioca vicino alla riga del fallo laterale.

Le assenze. Sicuramente a inguaiare un po’ il tecnico rossoblù c’è stata l’assenza, che si protrae da due turni, di Marco Mancosu. Con lui, titolare per 8 partite di fila, il Cagliari aveva trovato un assetto discreto, spesso efficace. All’assenza del cagliaritano si è poi aggiunta quella di Pavoletti, che ha tolto sabato un possibile cambio efficace. Sono parziali scusanti per il mister romano che si è trovato oltretutto a gestire una situazione di tensione in settimana, con l’addio di due pezzo grossi della dirigenza.

L’attacco. L’altro enigma rossoblù è l’attacco. Liverani insiste con il 4-3-3 in cui spesso gli esterni si allargano per crossare per l’unica punta, Lapadula, che non lesina l’impegno e la cui esperienza è un tesoretto importante per la squadra. Ma ritorna sempre in discussione il tema della doppia punta. Con un altro uomo al suo fianco, probabilmente, l’italo-peruviano potrebbe rendere molto di più. Potrebbe essere Luvumbo, o lo stesso Pavoletti. Un’idea che non sarebbe male percorrere.
 

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