Per la Torres sono in arrivo le sfide contro le big del torneo
I numeri dicono che i rossoblù sono in linea con gli obiettivi della stagione Una frangia della tifoseria contesta il mister, ma Greco non è in discussione
Sassari I fischi piovuti sulla Torres sono paragonabili a una stonatura. Perchè se da una parte è vero che la squadra non ha espresso calcio-champagne (ma chi lo propone in serie C?), dall'altra ci sono i numeri che nello sport hanno rilevanza e spesso si contrappongono alla reazioni di pancia del tifoso. Dopo dodici giornate i rossoblù sono più vicini alla zona playoff che ai playout. Hanno la terza miglior difesa del girone (la porta è rimasta inviolata in cinque partite), dopo le prime due sconfitte hanno messo insieme otto risultati positivi di fila. Sarebbe sbagliato negare che nell'organico ci sono lacune soprattutto a centrocampo ma le statistiche fanno vedere le cose in modo tutt'altro che negativo. E non va mai dimenticato che la Torres è stata ripescata in estate e ha dovuto lavorare sul mercato senza avere certezze della categoria in cui avrebbe giocato.
Tecnico nel mirino Tra Alfonso Greco e il tifo più acceso il feeling non è mai sbocciato. Chi ha la Torres nel cuore vorrebbe vedere la propria squadra vincere sempre, mettere sotto l'avversario regalando spettacolo. Ma nel calcio le partite si vincono anche soffrendo, in maniera "sporca", magari subendo per poi trovare la giocata vincente. IL tecnico rossoblù non è Antonio Conte, nel senso che non si agita in panchina come fa il mister del Tottenham o qualche altro suo illustre collega. È pacato, quasi mai sopra le righe. Chi l'ha detto che questo è un difetto? I numeri, se non si dimentica qual è l'obiettivo da raggiungere, sono dalla sua parte. La stessa dalla cui sta la società.
Tifosi Dopo anni di anonimato tra i dilettanti, con una società sempre sull'orlo del precipizio, Sassari ha finalmente una dirigenza solida, credibile. Un gruppo di imprenditori vincente nel proprio campo. La strada tracciata dal nuovo progetto è quella di portare la filosofia delle aziende che dirigono nel mondo calcio. Chiaro che bisogna superare degli step per arrivare al risultato finale. Tutto e subito, è un'equazione perdente. Ma davvero basta così poco per spegnere l'entusiasmo che ha accompagnato il ritorno tra i professionisti? Il passato non si può cancellare con un colpo di spugna. Sassari è tornata nel calcio "importante" dopo anni in cui ha mangiato polvere e subito umiliazioni di ogni tipo. Ora ha una proprietà credibile, rispettata in Lega Pro. Imprenditori che sono prima di tutto dei tifosi. La pazienza è la virtù dei forti, si dice. Nello sport lo è ancora di più.
Il campo Le prossime partite, quelle che si giocheranno contro chi "abita" nelle zone nobili della classifica, diranno di che pasta è fatta la Torres. I precedenti sono incoraggianti. Con l'Entella è arrivata una sconfitta per un errore banale; a Cesena è stata sfiorata la vittoria, il Siena al Vanni Sanna è stato rullato. I prossimi avversari si chiamano Rimini e Reggiana, formazioni costruite per puntare alla promozione diretta. Sfide importanti che toglieranno i veli sul ruolo che la squadra sassarese reciterà in questo campionato. Ma sempre senza perdere mai di vista l’obiettivo primario: una salvezza senza soffrire. Con una variante, a gennaio riapre il mercato e si potranno fare le correzioni necessarie. La Torres ha bisogno dei tifosi, li ha conquistati e non vuole che si allontanino.
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