Sergio, Ercole d’Europa «Il sogno? Le Olimpiadi»
Da Ghilarza al sogno di Parigi 2024: il campione europeo juniores di sollevamento pesi traccia la strada
Sassari A vederlo in pedana sembra uno scricciolo: 60 chili scarsi per un metro e 65 di altezza. Uno scricciolo tutto muscoli, però, con una forza sovramuna in grado di sollevare fino a 280 chili. Sergio Massidda, 20 anni di Ghilarza, pesista, due volte campione del mondo nel 2019 (Youth e Junior), la settimana scorsa ha fatto il bis agli Europei juniores, nella categoria +61 chili. Dopo aver vinto il titolo l’anno scorso in Finlandia, ha replicato in Albania con un totale di 280 chili( 125 nello strappo e 155 nello slancio).
Complimenti, è il ragazzo più forte d’Europa, ha sollevato con le sue braccia 280 chili totali in due prove. Un peso impensabile per una persona normale.
«A dire la verità speravo in un risultato migliore, comunque va bene così se penso a cosa è successo ai Mondiali juniores, a maggio».
Cos’è successo?
«Prima di salire in pedana per lo slancio ho sentito un dolore fortissimo alla schiena, ma ho fatto ugualmente l’esercizio. Una volta sceso dalla pedana non riuscivo più a stare in piedi. Risultato: una vertebra rotta e due mesi immobile a letto. Poi il recupero, lento. Gli Europei della settimana scorsa sono stati la mia prima gara importante dopo tanti mesi di stop».
Una vertebra rotta, il sollevamento pesi è uno sport pericoloso?
«Non più di altri, anche i calciatori si infortunano. La differenza è che il sollevamento pesi colpisce duro le articolazioni. La nostra vita di sportivi è più breve di quella dei calciatori: si può gareggiare fino a 30 anni, dopo il corpo non regge più».
Sua mamma le ha mai chiesto di smettere?
«Mai e neanche mio padre, sanno che è la mia grande passione. E poi si fidano ciecamente del preparatore atletico della Nazionale Sebastiano Corbu. Grazie a lui alle Olimpiadi di Tokyo l’Italia è di nuovo salita sul podio: bronzo per Pizzolato e Mirko Zanni, argento per Giorgia Bordignon. Davide Ruiu, primo europeo nella sua categoria. Siamo una squadra fortissima».
Lei si è trasferito da Ghilarza a Roma per allenarsi con la nazionale quando era un ragazzino.
«Con mamma che mi ha dato un diktat: puoi andare a Roma ma devi prenderti il diploma. L’ho accontentata e ora tutto il tempo che ho lo dedico allo sport».
Il sollevamento pesi non è solo forza bruta, cosa fa la differenza tra un chilo in più o in meno?
«Quando tiri su il bilanciere devi essere carico al massimo, se solo passa un pensiero diverso fallisci. Per questo siamo seguiti costantemente da un mental coach, la testa è più importante dei muscoli. Sulla pedana ti giochi tutto in un attimo».
Il sollevamento pesi è uno spettacolo entusiasmante quanto i 100 metri, in entrambi devi infrangere i limiti umani. Sarà il prossimo protagonista di una nota pubblicità come Jacobs?
«Per ora non mi ha contattato nessuno».
Dal 5 dicembre sarà in Colombia per i Mondiali.
«Ci sono in palio i primi punti di qualificazione per i Giochi di Parigi 2024».
Parigi sarà la sua prima olimpiade.
«È il mio sogno. Per partecipare devo rientrare tra i primi 10 al mondo della mia categoria, ce la metterò tutta».
C’è tempo per l’amore?
«Per ora no, magari dopo Parigi, con la medaglia al collo».
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