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Il pronostico dell'agherese Bruno Caneo: «Dico Cagliari, ma il Pisa...»

di Enrico Gaviano
Il pronostico dell'agherese Bruno Caneo: «Dico Cagliari, ma il Pisa...»

L’ex nerazzurro ora tecnico del Padova, presenta il match della Domus «È una sfida da tripla, sono entrambe forti ma i rossoblù hanno il vantaggio del campo»

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i Enrico Gaviano

Cagliari Domani c’è Cagliari-Pisa e c’è chi più di altri nel mondo del calcio è doppiamente interessato a questo big match del campionato di serie B. Il suo nome è Bruno Caneo, algherese doc, classe 1957, attuale allenatore del Padova in C. «Pisa nel cuore e Cagliari nell’anima – chiarisce subito Caneo –. A Pisa ho vissuto il momento più bello della mia carriera di calciatore ma da sardo ovviamente sono molto legato al Cagliari».

In effetti in rossoblù Caneo non ha avuto l’opportunità di giocare visto che dopo gli inizi con la maglia del Thiesi nel 1974, poi è sempre stato lontano dalla Sardegna. Stesso destino da allenatore, carriera iniziata nel 1991 e che ora lo vede protagonista sulla panchina del Padova in serie C. Ma, subito, c’è da parlare della sfida di sabato fra i suoi due grandi amori calcistici. Impossibile non chiedere un pronostico. «Cagliari e Pisa – replica – sono due formazioni molto forti, che possono far risultato sempre. Dunque io sulla schedina giocherei una tripla perché vedo una gara aperta a tutti i risultati».

Caneo segue con simpatia e interesse le due formazioni nel torneo cadetto. «Entrambe hanno allenatori di spessore, Liverani e D’Angelo, e giocatori molto bravi. In questo momento vedo un Cagliari un po’ in difficoltà che stenta a trovare il passo giusto. Dall’altra parte, invece, il Pisa sembra in buona ripresa dopo un avvio difficile. Ecco perché insisto nel dire che il pronostico è abbastanza aperto, forse posso parlare di un ago della bilancia che pende leggermente verso il Cagliari che ha il vantaggio di giocare fra le mura amiche».

Due squadre che puntano alla promozione, il Cagliari perché è retrocesso e il Pisa perché nella passata stagione è arrivato a un millimetro dalla serie A perdendo la finale contro il Monza. «E infatti – conferma –, nei due ambienti c’è molta aspettativa. E’ giusto così. Però non si può dimenticare che in B non valgono il blasone e i desideri, ma conta altro. Io mi auguro sicuramente che, alla fine della stagione, sia Cagliari che Pisa possano nuovamente ritornare in serie A, un posto che meritano entrambe le società e le due splendide tifoserie».

Il Cagliari ha in rosa giocatori di grande spessore, gente che figurerebbe senza alcun problema nella massima serie. Eppure la classifica non rispecchia questo potenziale. «Beh, sicuramente i nomi sono importanti – ammette Caneo –. Gente come Lapadula e Pavoletti in attacco, o ancora Viola, Nandez e Rog a centrocampo sono giocatori di assoluto valore. Ma, e non dico niente di nuovo, non bastano per garantire un campionato di vertice in serie B. Servono grinta, voglia di sacrificarsi, lottare sempre con il coltello fra i denti e con la massima concentrazione. Senza quelli difficile emergere».

Ma non basta. Caneo aggiunge anche che è «fondamentale riuscire a lavorare bene in fase difensiva. E’ quanto raccomando anche ai miei giocatori, al Padova. I risultati positivi nascono da una buona difesa».

A proposito di Padova, nella squadra euganea Caneo ha a disposizione Luca Gagliano, attaccante ceduto dal Cagliari quest’estate (ma con diritto di ricompra). Gagliano è, fra l’altro, uno dei 4 giocatori algheresi ad aver giocato in serie A, proprio come Caneo e, inoltre, Antonello Cuccureddu e Del Fabro. «Sì proprio così – conferma il tecnico padovano –. Gagliano è un bravo calciatore, uno dalle grosse potenzialità che ci auguriamo possa esprimere al massimo con la nuova maglia».

E il futuro? Chissà se il sogno nel cassetto di Bruno Caneo è quello di allenare il Cagliari o il Pisa. «Ognuno cerca sempre di migliorare – replica l’allenatore algherese –. Io sono contento di esser qui e di poter lavorare per poter trasferire ai giocatori le mie idee. Il mio obbiettivo ora è che il Padova facesse un grande campionato».



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