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Sanat l’arma letale della Torres: «Sto vivendo un bellissimo sogno»

di Roberto Muretto
Sanat l’arma letale della Torres: «Sto vivendo un bellissimo sogno»

L’italo-marocchino ha segnato a Rimini il primo gol tra i professionisti

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Sassari Ha la doppia nazionalità, italiana e marocchina. I genitori di Mohamed Ayman Sanat sono arrivati in Italia più di vent’anni fa (prima il padre poi la madre) per lavoro e non sono più andati via. Il fantasista della Torres è nato a Bologna, la sua famiglia ora risiede a Reggio Emilia. Lui è molto legato ai suoi e ogni volta che la squadra gioca in trasferta va a trovarli. «Se gioco a pallone e faccio il professionista, lo devo ai miei genitori che per me hanno fatto tantissimi sacrifici».

La storia Mohamed è un ragazzo umile, senza grilli per la testa. «Da piccolo scendevo nel parco sotto caso per giocare con i ragazzi più grandi. A cinque anni mi hanno iscritto in una società ma 100 metri da casa. Frequentavo la quinta elementare quando mi ha preso la Reggiana dove ho fatto tutta la trafila nelle giovanili per poi esordire in prima squadra. Ho solo vent’anni e un sogno nel cassetto che preferisco tenere per me».

Il primo gol Domenica scorsa ha segnato una rete bellissima a Rimini. «Da tanto cercavo di sbloccarmi, finalmente ci sono riuscito. Tutti i compagni si sono complimentati. Dopo il gol per 30 secondi non ho capito nulla, voleva fare un’esultanza particolare ma alla fine ho solo urlato per la contentezza. Spero sia il primo di tanti gol con questa maglia. Sono alla Torres da pochi mesi ma a questa squadra mi sto affezionando». Sanat è un giocatore a cui piace svariare su tutto il fronte d’attacco. «In realtà ho sempre giocato dietro le punte. Da esterno a destra è la prima volta. Un ruolo nel quale il mister mi ha provato già in ritiro e mi sto abituando. Mi piace puntare l'uomo, creare la superiorità numerica».

Pane e calcio Il pallone è il suo strumento di lavoro. A casa suo papà ha sempre seguito le partite in televisione. Ed è così che è nata la passione per il calcio. «Sono tifoso del Milan, come mio padre, ma non di quelli sfegatati. Il mio idolo è Ibrahim Diaz, mi piace perchè ha un modo di giocare che assomiglia al mio ed è mancino come me. Guarderò i Mondiali, ci mancherebbe. La mia favorita è l’Argentina, sarebbe il giusto premio per un campionissimo come Messi».

Mohamed e Sassari L’attaccante non era mai stato in Sardegna. «Tutti mi hanno parlato bene di Sassari e devo dire che la città è molto bella. Sono rimasto impressionato dal calore dei tifosi, ci seguono ovunque. Dico la verità, all’inizio ho avuto delle perplessità a trasferirmi qui, ma solo perchè ero lontano da casa. Ma so che i treni nello sport passano una sola volta e per me questa è una grande occasione per capire quanto valgo». Sanat dovrà sostituire Ruocco, che starà fuori per qualche settimana. «Intanto spero non abbia nulla di grave. Io con lui mi trovo bene in campo, c’è intesa. Siamo amici anche fuori dal campo. Spero di fare come lui che in questa prima parte della stagione è stato spesso decisivo. Ma la cosa più importante è essere utile alla squadra».

Obiettivi La Torres punta alla salvezza evitando i playott, ma in un campionato così livellato può succedere di tutto. «Con una vittoria ti ritrovi n zona playoff, con una sconfitta scivoli in zona playout. Noi abbiamo perso punti banalmente, potevamo averne tre-quattro in più. La salvezza è l’obiettivo principale, ma sappiamo di avere le potenzialità per fare qualcosa di più. La Torres ha una dirigenza con idee chiare, che sa guardare in prospettiva. Diciamo che ci sono i presupposti per fare belle cose. Abbiamo un presidente come Udassi che è stato un calciatore professionista. È un grande vantaggio, perchè ci confrontiamo con chi ha vissuto tutte le situazioni nello spogliatoio e sa dare i giusti consigli. Noi lo ascoltiamo d impariamo».

Il prossimo avversario Domenica arriva la Reggiana. «Partita difficile e speciale per me. In quel club ho giocato e sono cresciuto. Se gioco, darò tutto perchè voglio dimostrare quello che so fare. Rivincite? No ora io sono della Torres e voglio vincere».


 

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