Il tennistavolo nel Guilcer è qualcosa di Norbellissimo
Un paese di soli 1200 abitanti con team in A1 maschile e femminile
inviato a Norbello Non gli bastava essere al centro dell’isola, vuole essere al centro dello sport. Norbello trasforma in un vantaggio la sua centralità e dimenticandosi di essere un paese di 1.200 anime nel Guilcer, Oristanese, si comporta da capitale di una disciplina sportiva: il tennistavolo. Quello di Norghiddo, l’antico nome del centro, è un vero miracolo confermato dall’organizzazione di un incontro della nazionale: ieri nella palestra del club era in programma la sfida tra le nazionali femminili di Italia e Portogallo, valida per le qualificazioni agli Europei 2023. Accade per la terza volta, sintomo che i vertici federali si fidano ciecamente della piccola-grande realtà sarda.
Club da record. Simone Carrucciu, di professione agente di commercio, è anche il numero uno della Fitet regionale, oltre che del Coni oristanese, ma anche commissario del comitato regionale paralimpico. La Tennistavolo Norbello non si è mai accontentata di esistere, ha deciso di puntare in alto e attualmente ha una squadra in A1 maschile dal 2013 e una in A1 femminile dal 2009 («siamo gli unici in Italia ad averle entrambe» spiega Carrucciu), ma anche due in A2 donne e una in D1. Non solo: «Dal 2010 facciamo anche le coppe europee con la maschile, dal 2011 con le donne».
Gli inizi. «Eravamo un gruppo di una decina di amici che la sera si trovava in un circolo del paese – racconta Carrucciu – per giocare nel tavolo a disposizione. Decisi di provare a costituire una società e mi recai alla sede della Fitet di Cagliari per avere informazioni. Era il luglio del 1998, avevo 23 anni. Si presentò subito un problema: ci dovemmo adattare a usare la palestra della scuola, dove però c’era spazio giusto per un tavolo e i giocatori, gli spettatori dovevano affacciarsi da fuori alla finestra...». Comprammo due tavoli e ci iscrivemmo al campionato di D2, vincendolo subito e salendo in D1. Dal 2000 iscrivemmo anche una squadra femminile».
La crescita. Per qualche anno la Tt Norbello si barcamena nelle minors della disciplina, ma Carrucciu decise che «era ora di trovare nuove motivazioni, oppure avrei fatto altro. Con la femminile siamo partiti dalla C e in cinque anni siamo arrivati nella massima serie. La maschile fece un percorso ugualmente veloce partendo dalla D1. Da allora la piccola Norbello è un punto fermo del panorama nazionale e al momento le ragazze sono quarte, i ragazzi addirittura secondi.
Palestra tecnologica. La costruzione nel 2010 della palestra comunale data in concessione al club gialloblù nel 2015, ha segnato il passaggio verso la nuova era. La società l’ha trasformata in un unicum nell’isola, cablandola e dotandola di webcam in modo tale da consentire le dirette streaming in occasione degli incontri. «Tutto quello che vedete all’interno è opera nostra – precisa Carrucciu – abbiamo da subito investito sugli impianti per essere indipendenti». Il prossimo step: farne un centro per lo sport dei disabili, settore su cui il club punta molto.
Terzo tempo. E anche la sede è stata fornita dal Comune: è la parte più ampia della “Casa delle associazioni”, in un palazzo antico e in un contesto affascinante nel centro storico. Qui c’è un tavolo da ping pong, naturalmente, intorno pareti coperte da trofei, ricordi delle innumerevoli sfide, maglie, articoli di giornale, tutto conservato con ordine maniacale. Ma soprattutto è il regno del terzo tempo, che non è un’istituzione come nel rugby ma che per una società che fa dello stare bene insieme e dell’accoglienza il suo mantra diventa un obbligo.
Ombelico del mondo. La Tt Norbello ha avuto atleti da 26 nazioni. Certo per ragazzi che provengono da Atene, Buenos Aires o Mosca trovarsi catapultati in un paesino dall’anima agricola su un altopiano basaltico lontano da un grande centro potrebbe sembrare alienante, ma in genere gli atleti non passano lunghi periodi, impegnati come sono in giro per il mondo con le rispettive federazioni nazionali. E comunque la pace che si respira in paese è impagabile, l’accoglienza è unica, i tranquilli giorni trascorsi nell’isola diventano un momento di ristoro per chi è abituato a una vita più stressante e non è raro vederli in giro per le campagne a immortalare angoli di natura unici.
Economia. E una società così attiva e importante fa anche economia, coinvolgendo le attività del territorio in ogni modo. Forse però tanta capacità organizzativa è sovradimensionata per un centro così piccolo? «Per i norbellesi da bella novità siamo diventati qualcosa di scontato, c’è chi ci preferisce il bar nonostante lo spettacolo offerto sia di altissimo livello» dice il presidente. E anche ieri non ci si attendeva un afflusso massiccio nonostante la presenza di tante fuoriclasse. E allora la Norbello rilancia e punta sui bambini: la sua proposta di far praticare il tennistavolo a scuola in orario curricolare è ora realtà.
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