Una Dinamo più malagueña del Malaga per raggiungere i play-in di Champions
I sassaresi devono sperare anche che Digione superi il Paok per qualificarsi come terzi del gruppo G
Sassari Il Banco di Sardegna si gioca tutto in Andalusia, e una vittoria potrebbe non bastare per raggiungere i play-in. Per avere un’idea di che razza di impresa attenda stasera la Dinamo a Malaga nell’ultimo turno della basketball Champions League basterebbe dare un’occhiata alla classifica della Liga che vede l’Unicaja quinta con una vittoria in meno rispetto a squadre di Euroleague come Barcellona (con cui ha perso domenica) e Baskonia, e due in meno rispetto alla capolista Real Madrid.
I Giganti però devono fare finta che l’avversaria che incontreranno questa sera (20,30, Palacio de Esportes Carpena) nell’ultimo turno della regular season sia una squadra normale per questa competizione, che punta a vincere e nella quale è ancora imbattuta, mentre avrebbe già tutti i numeri per partecipare al massimo torneo continentale. Devono fare finta perché non c’è alternativa al successo per poter giocare almeno altre due gare contro la seconda del girone H e per centrare l’obiettivo i biancoblù devono essere supportati dal Digione che deve battere il Paok attuale terza consentendo il sorpasso.
Sassari non ha nulla da perdere e deve sfruttare il buon momento in campionato, con la ministriscia Tortona-Napoli): quella di oggi è un’occasione per continuare nel processo di crescita, che in ca so di esito positivo subirebbe una bella accelerazione sul piano della fiducia. In dubbio la presenza di Gentile e Treier, non utilizzati sabato con i partenopei, e anche se Sassari può fare affidamento sulla forma strepitosa di Jones (28+7 rimbalzi e 4 assist) non è il massimo presentarsi con due pedine in meno al cospetto di una formazione che ha dodici titolari 12, tutti intercambiabili (a Sassari coach Navarro svoltò la gara con il secondo quintetto, rivelatosi più azzeccato del primo e nel quale c’era Diaz, campione europeo con la nazionale insieme a Brizuela). L’Unicaja ha il secondo attacco della Bcl ed è seconda anche per assist, non ha punti deboli, un mix di fisicità e talento. La Dinamo dovrà fare una super-gara partendo dalla difesa per lanciare la transizione, dovrà essere bella come la malagueña della famosa canzone messicana.
Così coach Piero Bucchi: «Sappiamo che sarà durissima, all’andata abbiamo giocato un’eccellente partita per 35’, con loro ne servono 40’di alto livello. Siamo cambiati, abbiamo una fisionomia e un’identità precise, difendiamo, ovvio che conloro non serve solo fare una buona partita. Dovremo essere molto attenti e lucidi anche contro il loro pressing, hanno grande impatto in area, giocatori di talento sul perimetro. Ma non saremmo neanche andati se non ci credessimo o non pensassimo di fare una bellissima partita».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
