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Dinamo insaziabile: il miglior Robinson, un grande Diop ed è al quarto posto

di Antonello Palmas
Robinson in azione contro Venezia
Robinson in azione contro Venezia

Bucchi ha forgiato un gruppo solidissimo che sta pian piano risalendo la classifica

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Sassari La grande paura per i possibili effetti nefasti della lunga sosta è stata spazzata via insieme alla Reyer da una Dinamo che dall’anonimato dei bassifondi della classifica nel giro di due mesi si ritrova al quarto posto nella Lega A di basket, complice la sconfitta di Pesaro in casa con Brindisi: 22 punti con marchigiani, Varese, Trento e Brindisi, ma prevale nella classifica avulsa.

Nell’anticipo di sabato con la temuta formazione lagunare decisiva la strategia di Bucchi di puntare sul gioco nel pitturato per ovviare a quella degli avversari che sapeva avrebbero cercato il contenimento dei tiratori dal perimetro. Constatare che Sassari non è solo triple e distintivo è una grandissima notizia: la prova dei lunghi Diop e Stephens è stata superlativa. Ma alla base di tutto c’è una difesa di sacrificio e volontà, tranne quella del terzo quarto, in cui la Reyer ha rialzato la testa andando sul +9. Poi il parziale di 18-2 e un successo esaltante, complice anche l’infortunio di Spissu alla caviglia (in fase di valutazione la gravità).

E soprattutto il ritorno di Gerald “The alien” Robinson, incontenibile anche per MiniSpi col suo primo passo e la capacità di attaccare il ferro: 24 punti, 10/13 da due e 29 di valutazione per lui che non doveva nemmeno partire in quintetto dopo la febbre avuta in settimana. Solo le mani sono rimaste caldissime: «Non mi ero allenato per due o tre sedute – sminuisce – ma stavo bene. Ora non penso più all’infortunio, ormai sono tornato quello dell’anno scorso e cerco di migliorare per aiutare i compagni».

Sull’impresa con la Reyer: «Aver vinto così dopo 3 settimane di stop ha un grande valore per la mente e la classifica».L’arbitraggio che stava per condizionare la squadra? «Gli arbitri sono persone umane, possono sbagliare come tutti, noi stavamo cadendo nell’errore di attaccarci ai loro fischi, invece siamo stati bravi a tornare alla giusta durezza mentale». Il Banco è ormai dietro le big: «Magari alcuni team iniziano bene e poi si perdono, noi stiamo cercando di migliorare step by step per arrivare al top nel momento clou». Traduzione: non è finita qua.
 

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