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Banco anche Kruslin in forse

di Antonello Palmas
Banco anche Kruslin in forse

Lega A di basket. Botta a una mano, potrebbe saltare Verona come Robinson e Jones.  Ousmane Diop: «Non fidiamoci della classifica della Scaligera, è ultima ma è forte»

01 aprile 2023
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Sassari Nella tana della belva ferita. La Dinamo è perfettamente consapevole dei rischi del match di domani in casa della Scaligera Verona, risucchiata all’ultimo posto in classifica da Reggio Emilia, più che mai tra le squadre maggiormente in odore di retrocessione ora che anche Napoli e Scafati danno qualche segnale di ripresa. Ma guai illudersi, anzi proprio la disperazione dei gialloblù di Ramagli (che hanno inserito il difensore Justin Simon, fatto esordire con buoni risultati nello scorso turno a Varese) cui restano ben poche gare a disposizione per risollevarsi dalla brutta situazione, ultima in classifica. E contro una formazione come il Banco di Sardegna che ne ha vinte nove delle ultime dieci, con una striscia di sette vittorie, l’atteggiamento sarà ancora più determinato. Il rientro di Robinson e soprattutto Jones resta nell’incertezza, nonostante domenica in un impeto di ottimismo fosse stato annunciato il rientro proprio per il match con la Tezenis. Il guaio è che si è aggiunto anche Kruslin, che ha riportato una brutta botta in uno scontro di gioco con Tortona e si valuterà all’ultimo l’utilizzo.

Anche Ousmane Diop, ormai protagonista fisso della rinascita biancoblù, avverte che le apparenze ingannano: «Lasciamo da parte la classifica, Verona è una squadra molto forte. Credo che abbiano uno dei migliori play (Cappelletti), andare lì non sarà facile e come sempre giocare fuori casa sarà dura, servirà la mentalità giusta. Da parte nostra in allenamento non abbiamo mai abbassato il livello di intensità». Diop sta mettendo più energia in campo e sembra migliorato dal punto di vista fisico: «L’energia è sempre stata una mia prerogativa – spiega – una cosa che ho sempre avuto, ma con il lavoro che sto facendo con il preparatore Matteo Boccolini sto perfezionando alcuni difetti, come ad esempio l’equilibrio in fase di tiro. La differenza vera rispetto a prima è che ho cambiato mentalità, il modo di pensare dentro al campo: mi soffermavo sullo sbaglio commesso, ora invece cerco di non pensarci e mi concentro su ciò che devo fare».

Da qui la striscia di belle prestazioni, che prima erano episodiche e ora sono diventate la norma: «Non solo io, ma tutta la squadra – dice il centro senegalese – diventa facile quando tutti lavorano bene e lo dimostra il fatto che ogni partita ha più protagonisti. Questo dà fiducia, di conseguenza i compagni ti cercano molto più spesso. Io cerco di essere me stesso e di mettermi a disposizione». Il segreto? «Ormai da qualche mese appena torniamo nello spogliatoio ci diciamo che la gara successiva sarà più importante. Dobbiamo continuare ad avere la mentalità giusta e credere in noi e in quello che facciamo ogni settimana». Felice per i complimenti e l’acclamazione dei tifosi, «ma quando entro in campo penso solo a giocare e aiutare la mia squadra a vincere».
 

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