Dinamo Women ai playoff «Inseguendo i sogni si vince»
Venerdì a Sassari gara1 dei quarti di finale con il Geas Sesto Cinzia Arioli: «È un gruppo speciale, vogliamo conquistarvi ancora»
Sassari Il momento più atteso è arrivato, domani la Dinamo Women scende in campo per i suoi primi storici playoff: alle 20,30 al PalaSerradimigni affronta il temibile Geas Sesto nella gara1 dei quarti dopo aver eliminato le lombarde sempre nei quarti, ma di Coppa Italia, una settimana fa. A presentare la sfida è l’unico trait d’union con la scorse stagioni, Cinzia Arioli, nata a Magenta: non può non intendersi di battaglie. La play che un brutto infortunio ha costretto a un lungo recupero e che si allena con le biancoblù e va sempre in panchina per far sentire carisma ed esperienza (anche due presenze in Nazionale maggiore). Per lei 30” a Moncalieri dove si era fatta male, «un bel gesto di coach Restivo che ho molto apprezzato, quasi a chiudere un cerchio con la sfortuna» spiega lei.
Con che prospettive vivete questo momento?
«Con quella che ci ha contraddistinto tutto l’anno e cioè pensare gara per gara, con la consapevolezza che in casa giochiamo un bel basket, ci divertiamo e facciamo divertire. E quando ci riusciamo è tutto più facile».
Il Geas, arrivato 5°, è un avversario che vi dà fastidio.
«In effetti riesce spesso a imbrigliarci e a non farci giocare come vogliamo, copre molto l’area e non permette una facile circolazione di palla, è fisicamente prestante. Ma noi arriviamo dalla Coppa Italia dove le abbiamo battute giocando peraltro non bene, e questo ci dà ancora maggiore spinta».
Da evitare le false partenze come quella in Coppa.
«Con loro ci era successo anche in casa in campionato, 0-14, poi avevamo recuperato e vinto grazie a quella che è una delle nostre doti, non perderci mai d’animo».
Ha già vissuto l’emozione dei playoff e sa cosa significa.
«Sì, con il Cus Cagliari, nel 2015, fu un anno particolare cominciato molto bene, poi i problemi societari e raggiungemmo i playoff all’ultimo turno, fu un successo fantastico, era la prima volta. Questi però sono playoff diversi, arrivano con una consapevolezza e una posizione di classifica diverse (quarte), dopo 3 anni sempre in crescendo, per arrivare a quest’anno in cui c’è stata una cavalcata pazzesca».
Si aspettava di arrivare così in fretta vicino alle big?
«Non proprio. Si era detto: andiamo avanti a piccoli passi, ma quello di quest’anno è stato... più lungo. E ciò che mi ha fatto più piacere, al di là di vivere i risultati, è stato portare tanta gente al Palasport, per chi fa sport riuscire a trasmettere emozioni è il massimo, e passare da 50 spettatori ai 1200 in casa contro Bologna è una delle vittorie più belle».
I segreti di un team che maschera un roster non lungo con qualità e carattere?
«Tante giocatrici con voglia di riscatto. Lavorare forte in palestra e con felicità, stare bene insieme, amano passarsi palla senza egoismi, sono tutte coinvolte come parte di un progetto, hanno voglia di dimostrare sempre qualcosa in più: questo ci ha portato a risultati che hanno accresciuto la fiducia».
I meriti di coach Restivo?
«Ha fatto un superlavoro, ha dato grande fiducia, ascolta molto le giocatrici, ti dà carica e coinvolge, non ti “cazzia” ma ti rispetta perché sa che sei lì per lo stesso motivo. Ha portato sempre grandi straniere e ha plasmato un gruppo che diverte chi lo fa e chi guarda».
Si può sognare?
«Bisogna sempre farlo, altrimenti non si farebbe questo sport. Noi il sogno lo stiamo portando avanti dalla prima giornata, altrimenti non saremmo arrivate sin qui. Sogno è anche essere sul +20 a Schio, mai nessuno ci era riuscito».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
