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Dinamo serve un segnale

di Antonello Palmas
Dinamo serve un segnale

I biancoblù affrontano Trieste (PalaSerradimigni, palla a due alle 20.30). Bucchi: «Dopo il ko Brindisi vogliamo fare una partita intensa per 40’»

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Sassari «Vogliamo fare vedere che non siamo quelli di Trieste»: lo dissero tutti protagonisti biancoblù dopo quel 6 novembre così deludente, quando i giuliani batterono la Dinamo per 75-69, grazie a un super Spencer (19 punti e 13 rimbalzi) e ai 20 punti più 9 di Bartley. E ci riuscirono: da quella sconfitta Sassari (senza Dowe e Treier) trasse le energie per avviare un cambio, divorziando nelle ore successive da Onuaku per prendere Stephens, una scelta apparsa folle a tutti tranne quelli dello staff del Banco. Avevano ragione loro, il primo trimestre di quest’anno è lì a dimostrarlo. Oggi i Giganti ritrovano Trieste Palaserradimigni, 20,30) e la parola d’ordine potrebbe essere: vogliamo far vedere che non siamo quelli di Brindisi. Dove peraltro i sassaresi pur pasticciando sono rimasti in partita sino all’inizio dell’ultimo quarto (-10), per poi subire senza reagire la rabbia pugliese (con Burnell in preda a sacro fuoco contro la sua ex squadra) sino a un irreale -34.

Ora il quarto posto non è più così solido e oggi occorre assolutamente un successo per mantenerlo: «Andiamo ad affrontare una squadra con caratteristiche di atletismo notevoli – dice coach Piero Bucchi – specie nei lunghi (Spencer e Terry) che hanno grande energia: i rimbalzi saranno un punto fondamentale, siamo in casa e vogliamo capitalizzare il vantaggio, essere molto attenti e concentrati». Sul momento dei suoi, afferma che «abbiamo fatto un percorso eccezionale e un momento di calo e ci può stare, questi schiaffi fanno male, ma d’altro lato bene perché danno la scossa» e chiede «una partita di grande intensità, saremo volitivi e aggressivi per 40’». Il fatto di giocare tre gare in otto giorni e tornare già in campo oggi non lo spaventa: «Meglio giocare subito, ributtarsi in campo ci dà la possibilità di riprovarci immediatamente», anche perché può fungere da test playoff, dove ciò sarà la norma. «Giocare subito è meglio, i ragazzi sanno di venire da una gara non positiva e vogliono rifarsi con una partita di sostanza davanti al loro pubblico».

Bucchi nega che vi sia stanchezza: «Abbiamo avuto tanti assetti diversi, ora stiamo cercando di trovare quello definitivo. Sono incidenti di percorso che capitano». Sul cambio di Diop, che stava incidendo, per uno Stephens che ha sbagliato troppo sul -1 nel terzo quarto? «C’era bisogno di farlo riposare. Le scelte prese erano ragionate e io ho fiducia nei miei giocatori». Tra gli ex, oltre a Raspino (unico assente, è infortunato, mentre tra i bia ncorossi mancherà il recente innesto Hudson) e Gandini, triestino Doc, sulla sponda giuliana c’è Massimo Maffezzoli, assistente di coach Legovich, già vice di Sacchetti alla Dinamo: «Per me tornare a Sassari sarà come sempre emozionante, per tre anni è stata la mia casa. Loro saranno arrabbiati ma lo siamo anche noi, dobbiamo quindi mostrare che utilizzeremo ogni partita che manca da qui alla fine per raggiungere il prima possibile il nostro obiettivo, la salvezza».
 

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